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Il nuovo Mister Wolf Usa esperto dei dietro le quinte

Josh Gruenbaum, esordiente ai colloqui. Ma Trump lo considera un talismano

Il nuovo Mister Wolf Usa esperto dei dietro le quinte
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"Questo è Josh". Sì, ma Josh chi?

Il personaggio nuovo dei colloqui di Abu Dhabi sull'Ucraina è Josh Gruenbaum, che gli inviati speciali della Casa Bianca, Steve Witkoff e Jared Kushner, hanno presentato a Vladimir Putin prima dell'incontro.

"Piacere, Josh". "Piacere, Vladimir".

Sì, ma chi è Gruenbaum? Intanto è un esordiente a questi livelli di negoziato, ma non è un pivello di questo genere di intrecci. Ha già partecipato alle trattative Usa Russia a un livello più basso. Lo scorso autunno ha trattato con il capo del Fondo russo per gli investimenti diretti, Kirill Dmitriev, a Miami, a dicembre ha partecipato a una videoconferenza sulle garanzie di sicurezza per Kiev con Witkoff, Kushner, Grynkewich, il segretario di Stato Marco Rubio e il segretario alla Difesa Pete Hegseth. E qualche settimana fa ha preso parte alla riunione dei "volenterosi". Un apertore di strade, un artigiano della qualità diplomatica, uno sherpa, come si dice ora. Che è stato promosso all'eccellenza.

Gruenbaum è ufficialmente un commissario del Federal acquisition Service (Fas) della General services administration (Gsa), che fornisce servizi centralizzati di approvvigionamento e servizi condivisi per il governo federale; che detto così vuol dire tutto e niente ma potremmo spannometricamente parlare di un esperto di maxiappalti. In realtà si tratta di un avvocato quarantenne esperto di investimenti, ristrutturazioni aziendali, fusioni e acquisizioni. Ma Donald Trump lo considera soprattutto un mago dei negoziati impossibili. Un Mister Wolf delle trattative.

E non pensiate che si occupi soltanto di Ucraina. Anche in Medio Oriente le sue qualità di mediazione sono state disdegnate. In una foto scattata lo scorso novembre lo si vede seduto su una poltrona durante un incontro con Benjamin Netanyahu, l'immancabile Witkoff e altri, per discutere del piano di pace di Trump per Gaza. E al futuro della Striscia lavora sviluppando piani di aiuto umanitario e ricostruzione come consigliere senior del presidente della task force in collaborazione con Adam Hoffman.

Gruenbaum è un uomo che dove lo metti sta, qualsiasi domanda gli fai ha una risposta. In qualsiasi Paese teatro di un conflitto ha voce in capitolo. Lui che riceveva bonifici ben più alti di oggi quando lavorava nel settore del private equity con grandi società come KKR & Co e Moelis & Company. Ma qui conta più la gloria che il soldo. Nel suo ruolo da commissario Gruenbaum è stato elogiato per aver "rivoluzionato il processo di acquisizione federale con iniziative ambiziose e innovative", come si legge nella nota di un premio ricevuto qualche mese fa. E a luglio ha vissuto il suo momento di glorai per aver chiesto al dipartimento della Difesa, alla Nasa ed altre sei agenzie federali di compilare un rapporto dettagliato sui contratti con SpaceX di Elon Musk da condividere poi con la Casa Bianca.

Poi ha messo ai raggi X i contratti con altre aziende tra cui Iron Bow, Peraton e ManTech International Corp, di cui ha analizzato le voci di spesa e i prezzi dei servizi. Un rompiscatole di Stato, temuto e indipendente. Che, dicono, abbia molte più carte in mano rispetto a Witkoff e Kushner. C'è lavoro per lei, mister Wolf, in Ucraina. Non dobbiamo dirle altro.

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