Il campo largo si muove tra calcoli elettorali, solidarietà di facciata e silenzi imbarazzanti, dopo l'attacco del presidente degli Stati Uniti d'America Donald alla premier Giorgia Meloni: "Ha implorato una foto con me" - ha detto il tycoon a un giornalista de La 7. L'amor patrio non smuove la sinistra, che rimane in posizione di assalto contro Meloni. La segretaria del Pd Elly Schlein è in silenzio stampa tutta la giornata. Assalita dal dubbio: che faccio? In serata, da Bologna prende posizione: "Attacchi inaccettabili. Noi non accettiamo insulti rivolti al Governo e continuiamo a difendere le istituzioni italiane. Ci aspettiamo però che cominci a farlo di più la destra di questo Paese e capisca quanto è stato sbagliato l'atteggiamento remissivo nei confronti di Trump". Angelo Bonelli, leader dei Verdi e talent scout di Soumahoro, evoca addirittura le dimissioni del presidente del Consiglio: "Meloni si faccia da parte e faccia a rappresentare l'Italia da qualcun altro". Chapeau. Giuseppe Conte, famoso per la schiena piegata mentre parlava con Angela Merkel, gode: "Meloni faceva faccette mentre Trump la umiliava". Il silenzio della segretaria imbarazza l'ala riformista. Filippo Sensi e Lorenzo Guerini sono i più netti nella difesa del governo italiano. Laura Boldrini parla come un Bonelli. Matteo Renzi fa l'equilibrista: "Le frasi di Trump sono orripilanti, come sempre. Finalmente se ne è accorta anche la presidente Meloni. Buongiorno Giorgia. L'Italia merita una classe dirigente che si faccia rispettare nel mondo". Il generale Roberto Vannacci non va a rimorchio delle opposizioni: "L'Italia e la Patria non implorano nulla". Il più netto tra le file delle opposizioni è Carlo Calenda, sempre più in sintonia con il centrodestra: "Da Meloni risposta impeccabile al bullo Trump". L'ala anti-italiana arruola Nicola Fratoianni: "Credibilità frantumata da una telefonata. Verrebbe francamente voglia di esprimere solidarietà alla presidente del Consiglio". Nella fila del campo largo il calcolo politico prevale sulla difesa della Nazione. Ilaria Salis, che Meloni ha riportato in Italia dalle prigioni dell'Ungheria, spara contro il governo: "Il nostro Governo è totalmente subalterno e succube degli Usa - fino al punto di rendersi ridicolo. Povera Italia". Due menti pensati della sinistra, Goffredo Bettini e Pier Ferdinando Casini, non guardano ai calcoli elettorali e mostrano il volto di un'opposizione istituzionale.
"Andiamo tutti assieme il 4 luglio all'ambasciata americana per dimostrare che siamo più forti degli insulti di Trump", dice l'ex presidente della Camera.Per Bettini "è inaccettabile il disprezzo dimostrato da Trump verso il nostro Paese e i suoi vertici istituzionali".