Ora Bossi difende l'euro: "Un ritorno alla lira distruggerebbe il Nord"

Il Senatur: "Uscire dall'euro rafforzerebbe il centralismo romano". Ma Salvini lo zittisce: "Libero di pensarla come vuole"

Umberto Bossi tiene il suo comizio durante la Festa dei Popoli
Umberto Bossi tiene il suo comizio durante la Festa dei Popoli

"Io non voglio litigare con Salvini". Umberto Bossi lo mette subito in chiaro. Ma, all'indomani dell'accordo greco che ha fatto infuriare tutti gli euroscettici d'Italia, Matteo Salvini in primis, il Senatur si schiera a favore della moneta unica. "Non sono un mago per dire cosa succederebbe - premette in una intervista al Corriere della Sera - ma il Nord, le imprese del nord, ne uscirebbero distrutti".

"Se esci dall’euro cosa fai? Torni alla lira? Non mi pare una buona idea - incalza l'ex leader del Carroccio - con la lira rafforzi solo il centralismo romano". Una posizione, quella di Bossi, piuttosto lontana da quella di Salvini che da sempre si è schierato contro l'euro e che, in una recente intervista al Sole 24Ore, aveva avanzato diverse soluzioni: "dall’euro a due velocità, all’introduzione di monete per aree più omogenee". Su un punto, però, Bossi e Salvini sono fermamente d'accordo: l'Unione europea, così com’è, non va bene. "È chiaro - tuona Bossi - ma questa potrebbe essere l’occasione per rifare le regole. Se non succede, salta tutto per aria". Secondo il Senatur, Alexis Tsipras ha detto solo una cosa sola giusta: "che la crisi si è rivelata un affare per le banche tedesche e francesi. Per il resto è uno che ha vinto le elezioni, doveva risolvere i problemi ed era molto difficile...".

"Ognuno è libero di pensarla come vuole...". Salvini taglia corto e cerca di evitare la polemica. Ma ci tiene a ricordare che "ci sono sei premi Nobel, non Matteo Salvini che potrebbe essere l’ultimo degli scemi", che si sono schierati contro la moneta unica. "C'è Paul Krugman, Nobel per l’economia del 2008 - continua - che dice che la Grecia è la dimostrazione che l’euro è stato un errore terribile". "Una moneta ti dovrebbe far stare meglio - prosegue il segretario federale del Carroccio - se ti fa stare peggio non sono le tavole della Bibbia, non è indiscutibile, non è il crocefisso". E conclude: "La moneta se non funziona la cambi, la storia dell’uomo è piena di monete che cambiano nome e valore".

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