Ora Comunione e Liberazione apre: "Niente muri alle unioni gay"

Don Carron: "La diffusione delle unioni omosessuali è un dato evidente a tutti, in una società plurale". Poi la mano tesa: "C’è bisogno di uno spazio di libertà"

Ora Comunione e Liberazione apre: "Niente muri alle unioni gay"

Il presidente di Comunione e Liberazione, don Julian Carron, fa quadrato attorno a Papa Francesco. "Sta affrontando con audacia da gigante le grandi sfide del presente in continuità con Benedetto XVI". E, in una intervista al Corriere della Sera, non nasconde il proprio stupore per il fatto che il Santo Padre "possa non essere compreso nel suo costante richiamo all’essenziale. Credo che ciò sia dovuto alla difficoltà di riconoscere il cambiamento epocale in atto, che il Papa invece ha ben presente".

Nell'intervista al Corriere della Sera, don Carron apre alle unioni gay: "La diffusione delle unioni omosessuali è un dato evidente a tutti, in una società plurale. La questione è quale tipo di riconoscimento dare, e il loro rapporto con la famiglia fondata sulla relazione uomo-donna, i figli, le adozioni". Quindi la mano tesa al dialogo: "C’è bisogno di uno spazio di libertà che permetta un dialogo che non costruisca muri, ma inizi processi, come ripete il Papa, anche a livello culturale e politico". Il leader di Cl entra anche nel dibattito sugli immigrati e sull'accoglienza: "La gente di Cl troverà il modo di rendersi disponibile alle richieste delle diocesi". Il freno messo da alcuni uomini di Chiesa? "Questa non è solo un’emergenza. È un cambiamento epocale. E la nostra risposta non può essere solo pratica, organizzativa. Occorre un cambiamento culturale, di mentalità. Siamo chiamati a convivere con il dolore degli altri. Siamo chiamati alla conversione".

Don Carron riflette, poi, sul rapporto tra Comunione e Liberazione e la politica. "Oggi tutti distinguono il movimento dai politici appartenenti a Cl, i quali agiscono con loro responsabilità personale. Questa distinzione - sottolinea don Carron - è essenziale e non può che fare del bene a Cl e ai politici". Quindi respinge le accuse mosse a Cl di aver costruito un sistema di potere, attraverso la Compagnia delle Opere: "È assolutamente falso". E conclude: "Si è diffusa un’idea della Cdo come una lobby sotto la regia nascosta di Cl». «Come ogni attività, è sempre un ’tentativo ironicò, come diceva don Giussani: suscettibile di errori".

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