Ora lo critica con frasi choc. Ma prima Gabrielli elogiava Salvini

Spunta un altro discorso del capo della polizia: con Salvini "frenetica stagione di assunzioni". Poi le critiche choc nel video rivelato dal Giornale. Ira della Lega

Ora lo critica con frasi choc. Ma prima Gabrielli elogiava Salvini

Non poteva essere altrimenti: il discorso di Franco Gabrielli di fronte ai sindacalisti del Coisp ha fatto ovviamente discutere. Non solo per i toni, non propriamente istituzionali. Ma anche per il contenuto, come abbiamo già detto: non è da tutti i giorni registrare una così diretta critica da parte del Capo della polizia al leader di un partito, peraltro all'opposizione. Anche perché, ed è questa la novità, solo pochi mesi fa Gabrielli elogiava pubblicamente il "convinto sostegno" di Salvini alla "frenetica stagione di assunzioni" messa in atto nella polizia di Stato.

Lo scoop del Giornale.it continua a agitare le acque politiche. La Lega si è scagliata in massa contro il comportamento "né leale né decoroso" del prefetto, promettendo un'interrogazione parlamentare. Matteo Salvini, citato direttamente, si è detto "rammaricato" per le parole "sgradevoli e ben poco istituzionali". Così come Nicola Molteni era "sconcertato" da quanto sentito, nonostante Gabrielli avesse sottolineato "l'ottimo rapporto" avuto con i due leghisti. Nessuno per ora ha chiesto le sue dimissioni, ma almeno un po' di cenere sul capo sì. Le scuse ufficiali sono arrivate, senza però spegnere le polemiche. E non solo perché il capo della Polizia ha provato a nascondersi dietro il fatto che le frasi rivelate dal Giornale.it fossero state "rubate in un contesto privato" (in realtà il video era su Facebook), ma perché l'idea che un prefetto si rivolga in quel modo "al leader del primo partito italiano" non è proprio andata giù ai diretti interessati.

Il contenuto del discorso di Gabrielli è ormai cosa nota. Il prefetto è intervenuto sulla riorganizzazione dei presidi della polizia di Stato, citando il caso della polstrada di Casalecchio di Reno diventato cavallo di battaglia della Lega. Ha parlato della "truffa che l'amministrazione ha fatto, realizzando uffici nuovi per 11.200 unità mantenendo gli organici immodificati". E criticato chi decide di "istituire la questura di Monza e Brianza" (inaugurata da Salvini) per poi contestare, come fa il Carroccio, la chiusura del vicino presidio di Seregno. Non sono mancate, come noto, locuzioni colorite. C'è quel "grazie, Graziella..." riferito alla non chiusura dei presidi di polizia da parte della Lega. E poi la frase sulle specialità: "Non puoi dire 'Le squadre nautiche non si toccano' e poi non cambi la norma. Perché in quel momento ti comporti in un certo modo utilizzando lo sfintere di un altro".

A irritare via Bellerio, però, non sono state solo le espressioni come "sfintere", "grazie, Graziella" o "calci nel sedere". Il tasto dolente riguarda piuttosto le assunzioni dei poliziotti e l'apertura dei nuovi presidi. Per Molteni, infatti, nel discorso all'Hotel D'Azeglio di Roma si annidano "falsità sui 14 mesi di governo della Lega". Secondo l’ex sottosegretario, quel periodo ha "prodotto 4.500 assunti proprio per evitare il taglio delle specialità". Dove sta la verità? Di certo c'è che in passato anche Gabrielli elogiava il sostegno di Salvini all'incremento di uomini in divisa. Il 19 aprile 2019, in occasione del 167esimo compleanno della polizia, infatti, il prefetto prese la parola (ascolta qui) e all'interno di un lungo intervento decantò la "frenetica stagione di assunzioni" avviata in quel periodo. Un piano che "grazie al convinto sostegno del nostro Ministro (Salvini, ndr) sta ponendo rimedio al blocco del turn over adottato nel passato che ha creato nefande conseguenze, in termini di carenza degli organici e senilizzazione del nostro personale" (leggi qui). Cosa è cambiato, dunque, da allora? Il sentimento nel Carroccio l'ha sintetizzato ieri il senatore Candiani, che ha rimprovetato Gabrielli di "far buon viso di fronte e parlare male alle spalle". Se da una parte elogiava l'ex ministro, ribadisce una fonte, "alle spalle e con Salvini assente picchiava duro". Lo scontro insomma continua. E mercoledì la Lega potrebbe chiedere al governo di esporsi sulla vicenda in un question time alla Camera.

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