Presidente Meloni, oggi ricorrono i 25 anni dalla morte di Indro Montanelli, fondatore del Giornale e tra i maggiori intellettuali italiani del Novecento.
"Indro Montanelli è stato descritto in tantissimi modi. Anticonformista, irregolare, controcorrente. Ed era certamente tutto questo. Ma io penso che una delle caratteristiche che più gli si addice sia il coraggio. Perché la scelta di fondare il Giornale nel 1974 è stato un atto di straordinario coraggio, in uno dei momenti più difficili della storia repubblicana: gli anni di piombo. Montanelli squarciò un velo nel mondo dell'informazione. Sfidò a viso aperto chi non concepiva l'idea che potesse esserci una voce alternativa al conformismo dell'epoca. Diede voce a quella maggioranza silenziosa che chiedeva di essere rappresentata e rispettata. Il talento di Montanelli e l'eccezionale squadra che diede forza e profondità a quel progetto, da Enzo Bettiza a Egidio Sterpa, da Mario Cervi a Roberto Gervaso, solo per citarne alcuni, fecero il resto. Il Giornale divenne subito un simbolo. Un atto quotidiano di libertà, insopportabile per alcuni".
Le BR lo gambizzarono.
"Le Brigate Rosse gambizzarono Montanelli, e chi all'epoca si faceva sorprendere con una copia del quotidiano sottobraccio rischiava di essere aggredito. Purtroppo, ancora oggi, in alcune università, se ti fai vedere col Giornale puoi avere problemi. Perché la sinistra, di ieri e di oggi, ha una concezione tutta sua della libertà: sei libero, ma solo se pensi e dici quello che loro ti permettono di dire. Ti escludono dalle fiere librarie se non sottoscrivi i loro surreali patentini, attaccano i giornalisti non allineati perché fanno domande scomode, sperano nel fallimento di quelle testate che non si adeguano ai diktat della redazione unica. Noi siamo orgogliosamente diversi, e crediamo nella vera libertà".
Torniamo all'attualità e partiamo dal caso Roggero. Lei ha detto che la pena è sproporzionata e ha condiviso col ministro Nordio l'avvio dell'istruttoria per la grazia. ma l'opposizione vi accusa di sciacallaggio.
"È evidente a tutti, tranne che alla sinistra, che c'è una questione di proporzionalità delle pene che vengono comminate. Non si possono dare otto anni ad un pedofilo o meno di dieci anni in casi di stupri di gruppo e poi condannare un comune cittadino di 72 anni a passare il resto dei propri giorni in carcere, perché ha reagito ad una banda di rapinatori che avevano assaltato il suo negozio, minacciando di morte lui e la sua famiglia. Come si può chiedere ad un comune cittadino di avere, in un contesto di alto pericolo, stress e picchi emotivi, il sangue freddo necessario per capire quando è venuto meno il pericolo, o che la minaccia è cessata? Sono situazioni difficili da gestire anche per i professionisti addestrati a questo, figuriamoci per un normale cittadino. Non si può non tenere minimamente conto di questo".
Intanto, nel ddl sicurezza, avete previsto la norma che esclude la possibilità di ottenere un risarcimento civile a chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato.
"È un provvedimento di buon senso, per scongiurare la possibilità che una persona che si è difesa possa essere condannata due volte, rischiando anche di perdere il frutto del lavoro di una vita intera e di finire sul lastrico. Tradotto: se entri in casa mia per rapinarmi, sequestrarmi o aggredire me o la mia famiglia e mentre lo stai facendo subisci un danno perché io ho reagito, io risponderò delle eventuali responsabilità penali ma tu in ogni caso non hai diritto a chiedere alcun risarcimento in sede civile. Non si può tollerare che chi delinque abbia più tutele di chi subisce un infortunio sul lavoro".
Il bilancio dell'ultimo maxi-blitz delle Forze dell'Ordine contro le baby gang racconta di oltre 500 arresti in tutta Italia. Il Governo ha previsto un'ulteriore stretta anti-maranza. Basterà?
"Nessuno di noi crede di avere la bacchetta magica, ma è sotto gli occhi di tutti che intendiamo affrontare anche il problema della criminalità giovanile con la determinazione che serve. In questi anni abbiamo introdotto norme coraggiose, dalla custodia cautelare in carcere anche per i minorenni che fanno uso di armi, fino alle misure severe contro l'uso dei coltelli tra i più giovani. Ora facciamo un ulteriore passo avanti, per dotare le Forze dell'Ordine di nuovi strumenti per intervenire e affermare un messaggio chiaro: tolleranza zero. Tolleranza zero nei confronti di chi pensa di poter sfasciare tutto, di terrorizzare le persone perbene, di trasformare i nostri quartieri in zone franche".
C'è chi dice, però, che la repressione non basta e che serve anche investire sulla scuola.
"Sono d'accordo, e le due cose viaggiano insieme. E sono molto fiera del fatto che, anche grazie alle misure del Governo, in questi anni abbiamo drasticamente ridotto il tasso di abbandono scolastico. Nel 2022 era all'11,5%, oggi è al 7,3%. Abbiamo superato, con anni di anticipo, l'obiettivo UE del 9% per il 2030. Abbiamo costruito molti strumenti con questo obiettivo, e pare che stiano funzionando: docente tutor, Agenda Sud, Piano Estate, Decreto Caivano, investimenti su digitale e STEM. Il lavoro non è finito, ma la direzione si sta rivelando quella giusta".
Il "presidio per la pace" indetto dal sindaco di Bologna Lepore dopo la morte di Fakir è finito in guerriglia. Disordini e bombe carte, al grido di "poliziotti assassini".
"Ho trovato irresponsabile l'idea del Sindaco Lepore di chiamare la piazza all'indomani di quella tragedia, senza che ci fosse stato neanche modo di appurare le eventuali responsabilità. Era evidente che quella scelta sarebbe suonata come una condanna a priori delle Forze dell'Ordine e un ottimo pretesto per i soliti noti dei centri sociali e del mondo antagonista di mettere a ferro e fuoco Bologna, alimentare lo scontro sociale, aggredire la Polizia e seminare violenza in città. Fa molto riflettere, poi, che la sinistra non sia mai scesa in piazza per esprimere solidarietà in occasione del decesso in servizio di un agente delle Forze dell'Ordine".
In Europa la "maggioranza Giorgia" ha approvato il nuovo Regolamento rimpatri, ma c'è chi a sinistra continua a parlare di "deportazione fascista".
"Avevamo promesso agli italiani che avremmo cambiato l'Europa nella gestione dei flussi migratori, e lo stiamo facendo. Il Regolamento rimpatri ne è una delle dimostrazioni più evidenti, perché ci consente di rimpatriare più velocemente chi non ha titolo a stare da noi e consente di aprire centri per il rimpatrio nei Paesi terzi, di fatto seguendo la strada aperta dall'Italia con il protocollo con l'Albania. Il fatto, poi, che il regolamento sia stato approvato da una maggioranza di centrodestra, dimostra quanto minoritarie siano le posizioni ideologiche del Pd e della sinistra italiana. Il modello del centrodestra italiano sta riuscendo a incidere concretamente nelle dinamiche europee e contiamo di farlo ancora anche su altri dossier, come ad esempio sul Green Deal. Serve un'Europa che risponda concretamente ai bisogni dei suoi cittadini e delle sue imprese".
Gli sbarchi sono calati dell'80% rispetto al 2023 e del 50% rispetto al 2022. È soddisfatta di questi numeri?
"Chi mi conosce sa bene che difficilmente mi accontento dei risultati raggiunti, ma è un dato di fatto che questo governo ha compiuto un incredibile cambio di passo rispetto al passato. Abbiamo interrotto una volta per tutte l'incremento incontrollato dell'immigrazione illegale alla quale assistevamo da anni e possiamo affermare, senza timor di smentita, che l'Italia non è più il campo profughi d'Europa. E ci stiamo riuscendo, nonostante le moltissime resistenze e i tentativi di boicottaggio di chi ha provato in ogni modo a remare contro. Abbiamo ridotto drasticamente le partenze e gli sbarchi illegali sulle nostre coste, e aumentato sensibilmente i rimpatri. Ma, ovviamente, vogliamo fare di più, per consolidare questo approccio e renderlo strutturale. Anche per questo abbiamo previsto, nel ddl per l'attuazione del Patto migrazione e asilo che è all'esame del Parlamento, la possibilità, in caso di necessità, di adottare tutte le misure per proteggere i nostri confini, compresa l'attivazione temporanea del blocco navale al largo delle nostre coste. Una proposta che era nel nostro programma, che abbiamo costruito con pazienza e che mi auguro il Parlamento possa approvare rapidamente".
Il Giornale documenta ormai da tempo i rischi connessi all'integralismo nelle comunità islamiche presenti in Italia. È un pericolo reale?
"È importante tenere molto alta l'attenzione sul fenomeno, e per questo non intendiamo abbassare la guardia. Ricordo che il Parlamento sta anche discutendo una proposta di Fratelli d'Italia contro il fenomeno del separatismo islamista, cioè il tentativo di alcune comunità islamiche di creare società e leggi separate a quelle dello Stato. Il provvedimento prevede, tra le altre cose, la trasparenza nei fondi destinati ai luoghi di culto, il divieto di indumenti che impediscono il riconoscimento del volto, pene più severe per i matrimoni forzati. Il mio auspicio è che questa legge possa essere presto approvata, con il contributo di tutte le forze politiche. Qualcosa però mi dice che la sinistra non la sosterrà, visti anche i rapporti di alcuni suoi esponenti con associazioni islamiche di stampo radicale, che personalmente considero gravi".
Parliamo di tasse. Le taglierete ancora?
"Con la riduzione delle aliquote Irpef, l'accorpamento dei primi due scaglioni di reddito e il taglio del cuneo, ogni anno rimettiamo nelle tasche dei lavoratori 21 miliardi di euro in più. Siamo partiti dai redditi bassi, e via via abbiamo allargato il raggio d'azione. Ovviamente, vogliamo fare di più e stiamo studiando i possibili interventi, anche in vista della prossima legge di bilancio, per alleggerire il carico fiscale che oggi pesa particolarmente sul ceto medio. Altri parlano di patrimoniale, noi vogliamo continuare a tagliare le tasse. Per tutti".
Piano Casa: quando partiranno i cantieri?
"Posso confermarle quello che ha dichiarato il Commissario Squitieri, che si sta occupando del programma di riqualificazione delle 60 mila case popolari non assegnabili perché inagibili: puntiamo ad aprire i primi cantieri entro Natale, non più tardi all'inizio del 2027. Per quanto riguarda, invece, l'altra gamba del Piano Casa, cioè quella che riguarda i programmi di edilizia integrata e che è di iniziativa privata, sono molto fiduciosa che a breve possano essere presentate le prime proposte. Stiamo riscontrando un interesse senza precedenti, e sempre più operatori si stanno attivando per dare il proprio contributo".
Uno dei cavalli di battaglia della sinistra è il presunto fallimento del governo sulle liste d'attesa.
"Come certificato da Agenas, nei primi 6 mesi del 2026 sono state effettuate oltre un milione e seicentomila visite ed esami diagnostici in più entro i tempi previsti rispetto allo stesso periodo del 2025. È un risultato incoraggiante, frutto del lavoro avviato in questi anni. Questo Governo ha portato il Fondo sanitario nazionale al livello più alto di sempre e ha avuto il coraggio di costruire soluzioni operative per abbattere le liste d'attesa, invece di limitarsi a dire che la competenza è delle Regioni, come hanno fatto tutti coloro che ci hanno preceduto. Sappiamo bene che c'è ancora tanto da fare e che, per molti italiani, i tempi restano ancora troppo lunghi. Per questo continueremo a lavorare, insieme alle Regioni, per garantire tempi sempre più rapidi e un servizio sanitario più efficiente".
Dopo il primo ok della Camera, la riforma della legge elettorale è arrivata in Senato. Riproporrete anche le preferenze?
"È sotto gli occhi di tutti quanto sia stato importante per l'Italia godere di questo periodo di stabilità, con un governo solido e i numeri per governare. Ne abbiamo beneficiato da ogni punto di vista. Sul fronte economico, del prestigio internazionale, della capacità di portare avanti riforme strutturali. Ecco perché penso sia utile per la Nazione avere una legge elettorale che assicuri governabilità e stabilità e permetta a chi vince le elezioni di governare senza inciuci o maggioranze arcobaleno. Questo è il cuore della riforma, ed è quello che fa impazzire la sinistra, che è abituata a governare anche quando perde le elezioni, proprio grazie ai giochi di palazzo. Ma questa Nazione merita di non tornare indietro. E sulle preferenze non ho cambiato idea".
Si è pentita dell'alleanza con Donald Trump?
"Sono stata più volte definita una patriota occidentale', e questa definizione non mi dispiace affatto. Sono convinta che l'unità dell'Occidente sia indispensabile per affrontare le sfide globali di questa difficile epoca. E questa non è una strategia che ho messo in campo con l'arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca: l'ho fatto con tutti gli interlocutori che avevo di fronte. Perché penso che rafforzare il rapporto tra Italia e Stati Uniti e consolidare l'unità dell'Occidente sia nell'interesse nazionale italiano ed europeo".
Quale formazione schiererà il centrodestra alle prossime elezioni? Ci sarà anche Vannacci?
"Il centrodestra si presenta per quello che è sempre stato: una coalizione di persone e movimenti che stanno insieme per scelta, con un progetto per l'Italia che viene prima dei loro destini personali. Non è un cartello messo insieme il giorno prima del voto con chi, fino al giorno prima, ha cercato di affossarti in ogni modo. Quello è il metodo della sinistra, e non ha funzionato alla prova del governo. E mi rendo conto che non sarebbe serio proporre un'alleanza da parte di chi ha sempre votato contro la fiducia a questo governo, per mandarlo a casa".
Ma lei ha capito chi sarà il leader dell'opposizione?
"No, ma a occhio neanche loro. E, sinceramente, non mi pare il problema principale. Perché non è ben chiaro neanche quale sia la loro proposta alternativa, se non quella di contrastare la Meloni".
Lei ha detto che si può rompere un tabù: avere, in futuro, un Presidente della Repubblica espressione del centrodestra.
"Sì, e dopo decenni di Presidenti della Repubblica espressione del centrosinistra, il fatto che la sinistra si sia scandalizzata la dice lunga sull'approccio padronale che hanno delle istituzioni. Mi sembra di aver detto un'ovvietà: non ci sarebbe nessuno scandalo se il prossimo Presidente della Repubblica potesse essere individuato tra le personalità più autorevoli che provengono dalla storia del centrodestra. Una cultura politica che rappresenta almeno la metà, se non la maggioranza, degli italiani, che non sono figli di un Dio minore".
Dopo l'attentato a Ranucci, la Schlein ha dichiarato che la democrazia è a rischio quando governa la destra e c'è chi nel M5S ha detto che il governo è il mandante morale dell'attentato. Ora che sta emergendo una verità molto diversa si aspetta delle scuse?
"Non ho sentito scuse, e non me lo aspetto. Quello che si è sentito, però, molto forte è l'imbarazzato silenzio della sinistra e di quella parte della stampa che ha alimentato quei surreali teoremi".
Dai lavori della Commissione d'inchiesta sul Covid stanno emergendo appalti opachi, parcelle gonfiate, forniture sospette. Lei che idea si è fatta?
"A prescindere da ogni valutazione politica o dai risvolti penali, è sempre più evidente il fatto che, durante la pandemia, mentre l'Italia migliore combatteva il virus, c'era chi sfruttava l'emergenza per trarre facilissimi guadagni. È appurato che sono stati pagati centinaia di milioni di euro in commissioni a personaggi improvvisati per importare dalla Cina un miliardo e duecento milioni di mascherine, risultate poi in grandissima parte inidonee a proteggere chi le indossava. Inoltre, di recente, sono emerse anche una serie di circostanze che fanno ipotizzare l'esistenza di un sistema, nel quale solo chi fosse disposto a pagare ricche consulenze a determinati professionisti ben inseriti nel Palazzo poteva ottenere gli appalti. Chi, invece, si rifiutava di versare quelle esose consulenze, non solo non poteva lavorare ma veniva fatto oggetto anche di pesanti controlli e vessazioni. È necessario fare massima chiarezza, e per questo trovo francamente incomprensibile la levata di scudi del Movimento 5 Stelle, del Pd e di tutta la sinistra. Dovrebbero essere loro i primi a chiedere che, su questa vicenda, sia fatta luce.
Oppure, hanno qualche motivo per non farlo? In ogni caso, ringrazio il Giornale che da sempre si occupa di questa vicenda e che è tra i pochi a voler rompere il muro di silenzio che qualcun altro vorrebbe far calare sul caso".
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