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Politica

Oslo piange Harald V, il re “marinaio” (e degli scandali)

Appassionato di vela, guidò il Paese malgrado la salute e le burrasche familiari

Picture taken on April 8, 2025 at the Royal Palace in Oslo Norway, shows Norway's King Harald V waiting for guests. Norway's King Harald V, Europe's oldest reigning monarch, died on August 28, 2026 at the age of 89, the royal palace announced. (Photo by Lise �serud / NTB / AFP) / Norway OUT

Il re marinaio, il sovrano più anziano d’Europa. Sono solo alcuni «titoli» con i quali viene ricordato Harald V di Norvegia, scomparso ieri all’età di 89 anni dopo 35 di regno. Per i norvegesi viene a mancare non un qualunque capo di stato, ma una figura paterna e amica che è stato capace di conquistare il cuore del popolo e di tenerlo unito nei momenti più difficili degli ultimi trent’anni. All’annuncio della morte, migliaia di persone si sono radunate in preghiera o hanno deposto fiori davanti al Palazzo Reale di Oslo.

Nato nel 1937, Harald era il terzo sovrano della Norvegia da quando il paese ottenne l’indipendenza dalla Svezia nel 1905 e il primo ad esservi nato: la sua famiglia apparteneva infatti al casato dei Glücksburg, la dinastia regnante in Danimarca, fino a quando suo nonno, re Haakon VII, fu scelto come sovrano della Norvegia indipendente. La sua infanzia fu segnata dall’esilio a Londra quando l’intera famiglia reale fu costretta a lasciare il paese a causa dell’invasione nazista del 1940: gli appelli alla resistenza e il rifiuto di riconoscere il governo fantoccio del collaborazionista Vidkun Quisling aumentarono la popolarità della famiglia reale.

Nel 1957, con l’ascesa al trono di suo padre Olav V, divenne principe ereditario. Nel 1968 diede un chiaro segnale di modernità sposando Sonja Haraldsen, non di sangue reale, amandola al punto da minacciare la rinuncia ai suoi diritti dinastici se necessario. Dal matrimonio nacquero due figli: Martha Louise e Haakon Magnus. Quest’ultimo, pur secondogenito, divenne erede al trono dal momento che la Norvegia abolì la legge salica solo nel 1990. L’anno seguente, Harald divenne sovrano con una cerimonia molto sobria: una benedizione, senza incoronazione, nella cattedrale di Trondheim.

Prima di salire al trono Harald era un grande appassionato di sport, in particolare vela, categoria in cui rappresentò la Norvegia alle olimpiadi di Tokyo 1964, Città del Messico 1968 e Monaco 1972. Le sue doti marinaresche si distinsero ai Campionati del Mondo dove con il suo equipaggio vinse ben 5 medaglie, tra cui un oro nel 1987. Tra i norvegesi rimane vivo il ricordo del discorso commosso che tenne alla commemorazione delle 77 vittime della stragi di Oslo e Utøya del 2011 o di come riuscì a tenere alto il morale del paese durante la pandemia.

Malgrado la forza d’animo, negli ultimi anni la sua salute era andata peggiorando a cominciare dalla sostituzione di una valvola cardiaca fino alla diagnosi di un’anemia emolitica. Pur iniziando a delegare sempre più funzioni al figlio, Harald ha sempre rifiutato l’idea di abdicare per tenere fede al suo giuramento sulla Costituzione. Ad offuscare i suoi ultimi anni sono stati anche gli scandali che hanno incrinato l’immagine della famiglia reale: la vicinanza della nuora Mette-Marit al pedofilo Jeffrey Epstein e la condanna per stupro del figlio di lei Marius Borg Høiby (avuto da un precedente matrimonio).

E mentre arrivano messaggi di cordoglio da tutto il mondo, il nuovo re Haakon VIII dovrà cercare riconquistare la fiducia del popolo ricordando il motto dei suoi predecessori: «Alt for Norge» (Tutto per la Norvegia).

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