Leggi il settimanale

Ospedali, la Puglia "butta" 256 milioni

Case di comunità in ritardo, pronti solo i muri: fondi Pnrr a rischio. Lecce, Tac mai attivata

Ospedali, la Puglia "butta" 256 milioni
00:00 00:00

Mancano due settimane alla consegna degli ospedali di comunità. Ma la Puglia è in alto mare, tra pareti da erigere, cavi scoperti, infissi del tutto assenti. Tanto che rischia di perdere i fondi Pnrr: 256 milioni. I collaudi vanno conclusi entro il 30 giugno e se non si comincia a impostarli subito dopo Pasqua, non si farà sicuramente in tempo.

Eppure i lavori sono a buon punto solo in 3 strutture su 5. Maglie, Poggiardo, Santa Cesarea Terme, Otranto, Nociglia sono i cantieri più indietro. Quelli che contribuiscono a fare della Puglia una regione in cui la sanità è fantasma: fantasma per l'assenza di date umane per le visite, fantasma per gli ospedali inaugurati e mai aperti (come Monopoli-Fasano), fantasma perché è impensabile che a metà marzo ci siano spesso solo quattro mura. Nemmeno intonacate. Due cantieri Maglie e Otranto sono in stallo totale.

In provincia di Lecce sono stati programmati 6 ospedali e 24 case di comunità, che dovrebbero assicurare l'assistenza primaria di prossimità e alleggerire l'afflusso negli ospedali.

A Santa Cesarea Terme una scelta a dir poco discutibile: la casa di comunità si sta realizzando in una zona in aperta campagna, completamente isolata, in un'area del cosiddetto Mammoccione, il nuovo centro termale (incompiuto e abbandonato) diventato un monumento allo spreco e alla vergogna. Il cantiere è abbastanza avanti ma per arrivarci bisogna affrontare una strada sterrata e piena di buche. Mancano parcheggi e opere urbane. In dirittura di arrivo, invece, la costruzione dell'ospedale di comunità di Poggiardo, e della casa di comunità di Nociglia. In entrambi i casi la scadenza imminente dovrebbe essere rispettata.

"Stiamo monitorando i cantieri con periodici sopralluoghi - interviene il gruppo regionale di Fratelli d'Italia, presieduto da Paolo Pagliaro - L'intento è quello di accelerare i lavori e centrare l'obiettivo, mettendo a frutto i finanziamenti europei da cui dipende il futuro della nostra sanità territoriale, bisognosa di interventi strutturali per essere rimessa in piedi e riorganizzata dopo il progressivo smantellamento a cui è stata abbandonata dai governi regionali Vendola e Emiliano. Questa è un'occasione che non possiamo perdere, e buttare soldi così sarebbe davvero uno schiaffo ai malati".

C'è poi un altro elenco della vergogna: è quello dei 18 Comuni (tra cui Corato, Bisceglie, Barletta, Cerignola) nei quali è stata fatta campagna elettorale promettendo non solo la non-chiusura, ma addirittura il potenziamento degli ospedali. "Una lunghissima campagna - accusa Fdi - promettendo che alcuni ospedali e reparti non sarebbero stati chiusi eleggendo questo o quel candidato di centrosinistra, che oggi siede fra i banchi della maggioranza e che dovrebbe chiedere scusa ai cittadini". Già perché con 369 milioni di deficit sanitario, quali promesse si possono onorare? "Chiediamo un consiglio regionale monotematico per conoscere quali piani si intendono attuare" chiede il centrodestra.

I pugliesi sono stanchi degli sprechi e non ne vogliono altri.

Anche perché altrimenti, ci sarebbero varie repliche di casi come quello di Scorrano (Lecce), dove una tac comprata tre anni fa non è mai stata attivata. E l'ospedale deve pagare 11mila euro a settimana per la tac mobile.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica