Pasqua ortodossa di guerra. I missili russi sulle chiese. Ma Mosca libera 130 ucraini

Attacchi a Nikopol e Zaporizhzhia. Russia-Ucraina, scambio di prigionieri. Lo Zar incontra il ministro della Difesa cinese

Pasqua ortodossa di guerra. I missili russi sulle chiese. Ma Mosca libera 130 ucraini

Nel conflitto ucraino ci sono giorni in cui la propaganda mette a dura prova persino lo sceneggiatore più disincantato. L'oscar ieri è andato al capo della Wagner Prigozhin, che ha tentato di vestire gli improbabili panni del puro d'animo promuovendo uno scambio di prigionieri sulla rotta Mosca-Kiev: 130 ucraini contro 82 russi. In realtà lo scambio era già stato programmato da almeno una settimana, ed è avvenuto in occasione della Pasqua ortodossa solo per caso. Almeno il ceceno Kadyrov rimane coerente col suo personaggio: «I soldati russi liberati? Devono tornare all'istante in prima linea». Nel frattempo ieri Putin ha incontrato il ministro della Difesa cinese Li Shangfu. Un summit che conferma, laddove ce ne fosse ancora bisogno, quanto i due Paesi abbiano comuni interessi anche di natura militare. «Le parti hanno discusso slla cooperazione bilaterale nel settore della difesa e della sicurezza globale e regionale, anche attraverso esercitazioni congiunte», dice il portavoce del Cremlino Peskov.

Nella 417esima giornata di combattimenti la veglia pasquale è stata spazzata via dall'esplosione di una ventina di razzi nel centro di Donetsk. Il bilancio provvisorio è di un morto e due feriti. Gli ordigni hanno quasi investito la cattedrale di San Pietro, dov'era in corso la cerimonia religiosa. I russi ieri si sono accaniti sulle chiese, distruggendone due. Venticinque razzi S-300 (di cui Mosca starebbe finendo le scorte) sono stati lanciati contro la comunità di Kushugum, non lontano da Zaporizhzhia (dove gli invasori evacuano forzatamente bambini per portarli in Crimea). La chiesa di San Michele Arcangelo e la biblioteca centrale sono state sbriciolate, al momento del bombardamento non c'era fortunatamente nessuno negli edifici. Il capo dell'amministrazione militare regionale di Dnipropetrovsk, Sergiy Lysak, ha denunciato il bombardamento con artiglieria pesante della chiesa della Trasfigurazione di Nikopol. «I russi hanno confermato ancora una volta che non c'è nulla di sacro in loro. Due persone sono rimaste ferite», ha dichiarato, aggiungendo che cinque edifici residenziali e diverse linee elettriche sono state danneggiate in città. Sangue anche su Snigirevsky, nella regione di Mykolaiv, dove due adolescenti sono rimasti uccisi durante un raid aereo condotto con una decina di jet. Nel corso dell'assalto sono stati distrutti alcuni condomini, due scuole e un ospedale. Per la cronaca Snigirevsky era stata liberata lo scorso 10 novembre.

Una battaglia particolarmente cruenta è in corso tutt'ora a Bakhmut. L'ha riferito il portavoce del comando militare dell'Ucraina orientale Serhiy Cherevatyi al canale televisivo «Channel 24». «Nel cuore dell'area urbana della città si stanno svolgendo sanguinose sparatorie senza precedenti. I nostri soldati stanno facendo di tutto per ridurre la capacità di combattimento del nemico. Ogni giorno, in ogni angolo della città, ci stanno riuscendo», ha riferito. Diversa la versione fornita dal tenente generale Igor Konashenkov, che parla di altri due quartieri di Bakhmut conquistati dalle milizie Wagner. Nell'area di Vuhledar (Donetsk) gli invasori hanno distrutto due veicoli blindati olandesi YPR-765, mentre a Krasnolimansk (est) un hub di munizioni. Kherson e Beryslav sono state investite nel pomeriggio da una pioggia di razzi. Le forze armate dell'Ucraina avrebbero perso più di 30 soldati nella direzione di Kherson, e altri 145 nel Donetsk.

Le truppe del comandante Zaluznyj hanno risposto agli assalti respingendone una quarantina, distruggendo nella direzione Kupiansk-Liman tre carri armati, mezzi corazzati, e abbattendo un caccia Su-25. È di 15 morti il bilancio definitivo del raid di sabato su un edificio residenziale a Slovyansk, nel Donetsk. Dalle macerie sono stati recuperati in serata i corpi di due uomini e una donna.

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