Più occupati a fine 2019, bene giovani e donne

Il governo festeggia ma i sindacati restano scettici: «Mancano 500 milioni di ore lavorate»

Più occupati a fine 2019, bene giovani e donne

Fine anno positiva per il mercato del lavoro. A novembre del 2019 gli occupati sono cresciuti di 42 mila unità rispetto a ottobre e il tasso di occupazione si è attestato a quota 59,4% (+0,1 punti percentuali). «Dopo l'incremento occupazionale del primo semestre dell'anno e l'andamento altalenante del terzo trimestre, nel mese di novembre si conferma la tendenza alla crescita già registrata a ottobre che porta l'occupazione ai massimi storici (cioè dal 1977, anno di inizio delle serie storiche ricostruite)» ,ha commentato Istat.

L'istituto di statistica sottolinea come il risultato sia trainato «dai dipendenti permanenti e da una rilevante crescita del tasso di occupazione dei giovani con 25-34 anni, mentre calano i lavoratori a termine e gli indipendenti». In parte, spiega Francesco Seghezzi, presidente della fondazione Adapt, «può essere conseguenza della fine dei primi 12 mesi dopo il decreto dignità» ma pesa anche la «scadenza di tanti altri contratti a termine iniziati negli scorsi anni».

Gli occupati sono aumentati di 41mila unità, di 18 mila rispetto al precedente trimestre, mentre la crescita annua è di 285 mila unità.

La crescita rispetto al mese precedente è il risultato di «un aumento della componente femminile (+0,3%, pari a +35 mila) e di una sostanziale stabilità di quella maschile». Per quanto riguarda le classi di età, crescono i 25-34enni e gli ultracinquantenni, mentre calano le altre classi d'età. Scettici i sindacati: «Difficile accontentarsi di una leggera crescita degli occupati stabili» visto che « i dati di contabilità nazionale indicano che mancano circa 500 milioni di ore lavorate rispetto al 2008», ha commentato il segretario generale aggiunto della Cisl, Luigi Sbarra.

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