Il presidente dell'Oms di nuovo sotto accusa: "Sostiene i ribelli separatisti in Etiopia"

Ghebreyesus avrebbe sollecitato sostegno militare a favore del Tigray

ll direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus
ll direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus

Prima il disastro della gestione della pandemia con un occhio di riguardo per la Cina. Adesso le accuse, molto gravi, di appoggiare i ribelli del Tigray nella guerra con l'Etiopia attraverso pressioni diplomatiche e per rifornirli di armi. Il discusso direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, l'etiope Tedros Adhanom Ghebreyesus, è di nuovo nel mirino. Il capo di stato maggiore delle forze armate di Addis Ababa, generale Berhanu Jula, lo ha accusato in diretta tv di avere esercitato pressioni «sui paesi vicini per condannare» l'intervento militare dell'esercito contro i tigrini, che pur essendo una minoranza hanno governato per decenni il paese. Il conflitto è scoppiato quando le unità militari del Fronte di Liberazione del Tigray (Tplf) hanno attaccato il comando dell'esercito nella regione ribelle al confine con l'Eritrea. Il 4 novembre il primo ministro e per assurdo premio Nobel per la Pace, Abiy Ahmed, ha ordinato all'esercito una controffensiva. Secondo il generale Jula il direttore dell'Oms «si è impegnato perché i ribelli tigrini avessero le armi».

Non sono state presentate prove, ma una fonte governativa ha fatto trapelare alcuni dettagli: «Tedros ha insistito con le agenzie dell'Onu per esercitare pressioni sul governo etiope affinché fermi le operazioni militari contro il Tplf senza condizioni». Il direttore dell'Oms nato ad Asmara, ma di origini tigrine, era il numero 6 dell'esecutivo del Fronte presieduto da Meles Zenawi a lungo presidente e premier in Etiopia. Tedros, secondo Addis Ababa, «ha ripetutamente telefonato ad alti esponenti dei paesi vicini per convincerli a fornire appoggio diplomatico e militare al Tplf». Gli stessi governi avrebbero informato gli etiopi.

Uno dei paesi coinvolti sarebbe l'Egitto. Tedros ha ottimi contatti internazionali essendo stato ministro degli Esteri dell'Etiopia dal 2012 al 2016. Proprio in questo periodo era stato accusato di essere stato troppo morbido con il Cairo. Prima di gestire la diplomazia, il Fronte tigrino al potere lo aveva nominato per sette anni ministro della Salute. Nonostante Tedros abbia bollato le accuse come «campagna diffamatoria dell'ultimo minuto» gli accademici americani che contestavano la sua candidatura al vertice dell'Oms hanno rivelato come avesse «nascosto» tre epidemie di colera nel suo paese per motivi politici.

Alle nuove e più gravi accuse di aiutare i tigrini nel conflitto, il direttore dell'Oms non ha ancora risposto, ma difficilmente riuscirà a smentire i legami ancora forti con i vecchi compagni di partito che combattono armi in pugno. Il generale Jula considera senza mezzi termini Tedros «un membro del gruppo (Tplf nda) e lui stesso un criminale». Il governo etiope ha inviato una lettera con le prove all'Onu chiedendo le sue dimissioni.

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