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Missile colpisce la base italiana a Erbil, Crosetto: "Non ci sono vittime". Trump: "Non abbiamo ancora finito". In fiamme due petroliere al largo dell'Iraq

Iran e Hezbollah colpiscono Israele, raid su Beirut, missili anche su Iraq e Golfo. Colpita la base italiana a Erbil senza vittime. Cresce l’allarme su Hormuz, petrolio e traffici marittimi

Missile colpisce la base italiana a Erbil, Crosetto: "Non ci sono vittime". Trump: "Non abbiamo ancora finito". In fiamme due petroliere al largo dell'Iraq
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Notte di altissima tensione in Medio Oriente, con la guerra tra Iran, Israele e Stati Uniti che continua ad allargarsi e a coinvolgere anche il Libano, il Golfo e l’Iraq.

Teheran rivendica un’operazione congiunta con Hezbollah contro Israele, mentre si moltiplicano gli attacchi missilistici, i raid su Beirut e gli allarmi nelle basi americane e italiane nella regione. Sullo sfondo pesa anche la crisi energetica, con Hormuz sempre più vicino al collasso e nuove minacce al traffico petrolifero.

Media, incendio su due petroliere al largo dell'Iraq

Venticinque membri dell'equipaggio sono stati evacuati da due petroliere che hanno preso fuoco al largo della costa meridionale dell'Iraq, secondo quanto riportato dal sito Shafaq News, ripreso dalla Tass. Secondo una fonte delle forze dell'ordine locali, i soccorritori iracheni sono accorsi sul posto dopo le esplosioni e gli incendi a bordo delle petroliere

Crosetto: "Missile colpisce base italiana a Erbil, no vittime, stanno tutti bene"

"Un missile ha colpito la nostra base di Erbil, non so ancora con che esito. Non ci sono vittime nel personale italiano". È il messaggio che il ministro della Difesa Guido Crosetto ha inviato a Angelo Bonelli. Il leader di Avs, ospite di Realpolitik su Rete4, lo ha letto in tv. Contattato dall'Adnkronos, il ministro conferma di aver parlato "personalmente" con il colonnello Stefano Pizzotti, comandante della base. "Stanno tutti bene", assicura Crosetto. Anche il capo di stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, si è messo in contatto con la base.

Iran: "Stasera raid con operazione congiunta con Hezbollah contro Israele"

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell'Iran afferma che l'attacco di stasera contro Israele è stata un'"operazione congiunta e integrata" con il gruppo terroristico libanese Hezbollah. In una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa Tasnim, ripresa dal Times of Israele, l'Irgc afferma di aver lanciato diversi missili balistici, mentre Hezbollah ha lanciato droni e razzi contro oltre 50 obiettivi in Israele.

Idf, Hezbollah ha lanciato circa 150 razzi contro Israele in quasi tre ore

Decine di nuovi razzi sono stati lanciati da Hezbollah verso il nord di Israele. Lo scrive The Times of Israel. Secondo le valutazioni dell'Idf, in totale il gruppo terroristico ha lanciato circa 150 razzi verso il nord nel giro di diverse ore. In una serie di dichiarazioni, Hezbollah ha affermato di aver preso di mira "gli insediamenti dopo averli avvisati di andare via entro un'area di 5 chilometri" dal confine, insieme ad altre città e basi militari israeliane.

Kuwait, intercettati missili balistici lanciati verso nostro territorio

Il governo del Kuwait ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che le sue forze aeree hanno intercettato diversi missili balistici. Lo riporta Al Jazeera. Il Kuwait ha aggiunto che i proiettili erano diretti verso la parte meridionale del Paese e che la loro intercettazione non ha causato alcun danno.

Media, soldati Usa feriti gravi in attacco in Kuwait sono almeno 30

Sarebbe molto più grave di quanto riferito dal Pentagono il bilancio dell'attacco di un drone iraniano su una base americana in Kuwait avvenuto lo scorso 1 marzo. Oltre alle sei vittime ci sarebbero infatti almeno 30 feriti gravi con traumi cerebrali, ferite da schegge e ustioni. Lo scrive la Cbs aggiungendo che uno di loro rischierebbe l'amputazione di un arto. Il Pentagono inizialmente aveva parlato di cinque feriti gravi e molti altri in maniera lieve. Il portavoce del Pentagono Sean Parnell ha dichiarato martedì che 140 militari statunitensi sono rimasti feriti dall'inizio della guerra con l'Iran e che la maggior parte di loro è tornata in servizio.

Il Kuwait intercetta attacchi missilistici e droni

L'esercito kuwaitiano ha annunciato che i sistemi di difesa aerea nazionali stanno rispondendo agli attacchi missilistici e ai droni nemici. Lo scrive il Guardian.

Trump, abbiamo fatto un viaggetto per liberarci di gente malvagia

"Abbiamo dovuto fare un'escursione, un viaggetto per liberarci di gente molto malvagia". Lo ha detto Donald Trump parlando a una folla di sostenitori in Kentucky. "Andava fatto da 47 anni. Hanno ucciso la nostra gente. Volevano conquistare il Medio Oriente. Stavano per colpire Israele" e ora "non hanno idea di cosa li ha colpiti", ha detto il presidente, mentre la folla urlava, "Usa! Usa!".

Trump, abbiamo vinto la guerra contro l'Iran in un'ora

"Abbiamo vinto la guerra contro l'Iran in un'ora". Lo ha detto Donald Trump ad un evento in Kentucky elogiando il nome dell'operazione militare 'Epic fury'. "E' un nome bellissimo, solo se vinci. "ma noi abbiamo vinto", ha sottolineato il presidente americano. "Abbiamo dovuto fare un'escursione, un viaggetto per liberarci di gente molto malvagia", ha aggiunto il tycoon. "Hanno ucciso la nostra gente. Volevano conquistare il Medio Oriente. Stavano per colpire Israele" e ora "non hanno idea di cosa è capitato loro", ha sottolineato.

Pentagono a Congresso, spesi 11,3 miliardi nei primi 6 giorni di guerra

Il costo della guerra contro l'Iran ha superato gli 11,3 miliardi di dollari solo nei primi sei giorni di operazioni. Lo hanno riferito funzionari del Pentagono in un briefing a porte chiuse a Capitol Hill, secondo quanto riporta il New York Times. La stima non comprende molti dei costi associati all'operazione, come l'invio di materiale militare e del personale nella regione in vista dei primi attacchi. Per questo motivo, rileva il Times, i parlamentari si aspettano che la cifra aumenti considerevolmente, poiché il Pentagono continua a calcolare i costi accumulati solo nella prima settimana.

Trump, rilasceremo un po' di petrolio da riserve Usa

Gli Stati Uniti rilasceranno sul mercato "un pò" di petrolio dalle loro riserve strategiche. Lo ha detto il presidente Trump parlando in Ohio.

Consigliere Khamenei, Trump è Satana, il più stupido dei presidenti Usa

Un alto consigliere militare dell'ayatollah iraniano Mojtaba Khamenei si è scagliato contro il presidente degli Stati Uniti Donald Trump oggi in un discorso alla televisione di stato, mentre i due Paesi sono impegnati in una guerra che ha travolto il Medio Oriente. "Trump è il presidente americano più corrotto e stupido", ha detto Yahya Rahim Safavi. "È Satana in persona". Ha anche ribadito le minacce dell'Iran di eliminare Israele, che sta combattendo la Repubblica islamica al fianco degli Stati Uniti.

Araqchi, attaccata banca piena di dipendenti, vendicheremo questo crimine

"Una filiale della più antica banca iraniana è stata attaccata mentre era piena di dipendenti". Lo ha reso noto su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi, aggiungendo che "le nostre forze vendicheranno questo crimine". "Le infrastrutture nazionali dell'Iran sono sotto attacco", ha aggiunto nel post il ministro. "La banca era piena di dipendenti che stavano lavorando per garantire che gli iraniani avessero cibo in tavola".

Media, in corso potenti raid israeliani su Beirut

Un pesante attacco israeliano sarebbe in corso sul distretto meridionale di Beirut, roccaforte di Hezbollah. Lo riporta Al Jazeera citando i suoi corrispondenti sul posto.

Pezeshkian, guerra finirà con riconoscimento nostri legittimi diritti

"In contatto con i di Russia e Pakistan, ho sottolineato che l'unico modo per porre fine alla guerra iniziata con la propaganda bellicista del regime sionista e dell'America è l'accettazione dei diritti indiscutibili dell'Iran, il pagamento delle riparazioni e un fermo obbligo internazionale di impedire che la loro aggressione si ripeta". Lo scrive su X il presidente iraniano Masoud Pezeshkian.

Media, Teheran ha piazzato una decine di mine nello Stretto di Hormuz

L'Iran ha dislocato una decina di mine nello Stretto di Hormuz, una scelta che probabilmente complicherà  la riapertura del canale, fondamentale per il trasporto di petrolio e gas naturale liquefatto. Lo riporta il Times of Israel, citando fonti a conoscenza della questione. Le esportazioni di petrolio e Gnl attraverso il punto strategico lungo la costa iraniana sono state di fatto bloccate dalla guerra lanciata 12 giorni fa da Stati Uniti e Israele, contribuendo a provocare un'impennata dei prezzi mondiali dell'energia. Il comando militare iraniano ha affermato oggi che il mondo dovrebbe prepararsi al fatto che il prezzo del petrolio raggiungerà  i 200 dollari al barile.

Media, Teheran accetterebbe tregua se Usa e Israele non attaccheranno più in futuro

L'Iran accetterà un cessate il fuoco per porre fine alla guerra solo se questo includerà  la garanzia americana che gli Stati Uniti e Israele non attaccheranno più la Repubblica islamica in futuro. Lo ha detto Teheran ai mediatori, come riporta il Times of Israel citando Bloomberg. È improbabile che una richiesta del genere venga accolta favorevolmente a Washington e a Tel Aviv.

Israele, utilizzate 200 munizioni in attacchi su Beirut

L'esercito israeliano ha reso noto di aver effettuato ingenti attacchi aerei e navali su Beirut, utilizzando circa 200 munizioni per attaccare la capitale libanese. Ha aggiunto che finora sono stati colpiti circa 70 luoghi in città, tra cui circa 50 grattacieli. Il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani al Libano è salito a 634, tra cui 91 minorenni.

Consiglio Sicurezza Onu condanna attacchi Iran contro Paesi Golfo

Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha approvato con 13 voti a favore e due astenuti (Russia e Cina) la risoluzione proposta dal Bahrein che "condanna con la massima fermezza i gravi attacchi dell'Iran contro i territori di Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Giordania e chiede l'immediata cessazione di tali attacchi e stabilisce che costituiscono una violazione del diritto internazionale e una grave minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale". Il testo ha avuto 135 co-sponsor tra cui Usa e Italia.

Trump, abbiamo distrutto 28 navi posamine iraniane


Le forze americane hanno distrutto 28 navi posamine iraniane. Lo ha dichiarato Donald Trump parlando con i giornalisti in Ohio.

Ambasciata Usa, rischio che Iran attacchi nostri impianti petrolio in Iraq

L'ambasciata statunitense a Baghdad ha avvertito oggi che l'Iran e i gruppi armati iracheni sostenuti da Teheran potrebbero prendere di mira gli impianti petroliferi di proprietà statunitense in Iraq. "L'Iran e le milizie terroristiche filo-iraniane potrebbero pianificare di colpire le infrastrutture petrolifere ed energetiche di proprietà statunitense in Iraq", ha dichiarato l'ambasciata su X. Diversi giacimenti e impianti petroliferi in Iraq sono stati colpiti da droni dall'inizio della guerra in Medio Oriente.

Droni contro checkpoint a Teheran, uccisi diversi membri forze sicurezza

Diversi membri del personale di sicurezza iraniano sono stati uccisi in attacchi di droni contro posti di blocco a Teheran, secondo quanto riportato dai media locali. L'agenzia di stampa Fars ha riferito che un numero imprecisato di "difensori della sicurezza" e membri della forza paramilitare Basij sono stati uccisi in quelli che ha descritto come attacchi terroristici di droni in diverse località  di Teheran. Secondo la Fars, i droni sono stati lanciati dal "regime sionista". Non sono stati forniti dettagli immediati sul numero delle vittime o sulle specifiche località  prese di mira.

Missili Teheran e Hezbollah contro Israele

Hezbollah ha lanciato almeno tre raffiche di razzi nel nord di Israele. I media israeliani riportano il lancio simultaneo, assieme all'Iran, di almeno 100 razzi, mentre l'esercito israeliano ha intimato ai cittadini di cercare riparo. Esplosioni e sirene antiaeree sono state udite nelle città di Kiryat Shmona e Hifa, nel nord di Israele, secondo quanto riferito da Al Jazeera.

Tv Israele, 100 missili lanciati in contemporanea dal Libano sul nord del Paese

Le sirene sono suonate al confine nord d'Israele a seguito del più potente lancio di missili coordinati dal Libano dall'inizio della guerra. Channel 12 riporta che 100 tra razzi e missili sono stati lanciati contemporaneamente, e in parallelo a lanci di missili dall'Iran. Secondo i servizi di soccorso, non sono state riportate aree colpite.

Nave thailandese attaccata in Stretto Hormuz era diretta in India

Il Ministero degli Affari Esteri indiano ha dichiarato che la nave thailandese attaccata mercoledì nello Stretto di Hormuz era diretta al porto di Kandla, nell'India occidentale. "L'India deplora il fatto che il trasporto marittimo commerciale sia diventato bersaglio di attacchi militari nel conflitto in corso", ha affermato il ministero degli Esteri indiano in una nota. "Vite preziose, comprese quelle di cittadini indiani, sono già state perse in molteplici attacchi di questo tipo nella fase iniziale di questo conflitto e l'intensità e la letalità di tali attacchi sembrano solo aumentare".

Fbi avverte California, possibile lancio droni contro costa ovest

L'Fbi ha avvertito i dipartimenti di polizia della California che l'Iran potrebbe reagire agli attacchi degli Stati Uniti lanciando droni contro la costa occidentale. Lo ha riferito Abc News, citando informazioni del bureau, secondo cui dal mese scorso l'Iran "aspira a condurre un attacco a sorpresa utilizzando aerei senza pilota da una nave non identificata" al largo delle coste statunitensi. Nell'alert, diffuso alla fine di febbraio, l'Fbi ha affermato di non avere "ulteriori informazioni sui tempi, sui metodi, sugli obiettivi o sugli autori di questo presunto attacco".

Pezeshkian, fine guerra? Riconoscere nostri diritti e garanzie da future aggressioni

Nei colloqui avuti con i leader di Russia e Pakistan "ho ribadito l'impegno dell'Iran per la pace nella regione: l'unico modo per porre fine a questa guerra, innescata dal regime sionista e dagli Stati Uniti, è riconoscere i legittimi diritti dell'Iran, il pagamento delle riparazioni e solide garanzie internazionali contro future aggressioni". Così in un post su X il presidente iraniano Masoud Pezeshkian.

Trump, Iran colpito più duramente di ogni altro Paese, non ancora finito

L'Iran è stato colpito "più duramente di quanto sia mai stato colpito qualsiasi altro paese nella storia", ma "non abbiamo ancora finito". Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti, dopo che lo stesso presidente americano ad Axios ha sostenuto che "non è rimasto quasi pù niente da colpire" e che "la guerra finirà  presto". Cosa ci vuole perché si concluda? "Ancora di più - ha risposto ai giornalisti - Hanno perso la loro marina. Hanno perso la loro aeronautica. Non hanno alcun sistema di difesa antiaerea. Non hanno radar. I loro leader non ci sono più. E potremmo fare molto di peggio".

Erdogan, Netanyahu peggior catastrofe per Israele dopo l'olocausto

"La nostra posizione sulla crisi iraniana è molto chiara e inequivocabile. La Turchia è sempre stata dalla parte della pace, non della guerra". Lo ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan parlando con i parlamentari dell'Akp. Lo riporta Anadolu. "Persino il popolo israeliano, che trascorre ogni notte nei rifugi, ora afferma apertamente che Netanyahu rappresenta la più grande catastrofe che gli sia capitata dopo l'Olocausto", ha aggiunto.

Lanciato missile, sirene allarme nel centro di Israele e Gerusalemme

Le forze armate israeliane hanno rilevato un nuovo attacco missilistico balistico dall'Iran. Si prevede che nei prossimi minuti le sirene suoneranno nel centro di Israele e a Gerusalemme. Lo riporta il Times of Israel.

Meloni, organizzare confronto G7-Consiglio cooperazione Golfo

"Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha partecipato oggi a una videoconferenza dei Leader del G7 dedicata agli sviluppi della crisi nel Golfo e alle relative implicazioni economiche ed energetiche". Lo comunica una nota di Palazzo Chigi, sottolineando che Meloni "ha anche riaffermato l’impegno per favorire un ritorno alla diplomazia che conduca a soluzioni per la stabilità della regione e l’importanza della solidarietà del G7 verso le nazioni del Golfo colpite dagli attacchi iraniani. A quest’ultimo proposito, il presidente Meloni ha proposto che sia organizzato un confronto tra il G7 e il GCC (Consiglio di cooperazione del Golfo)".

Meloni al G7, organizziamo un confronto con il Consiglio del Golfo

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni al vertice dei leader G7 ha "riaffermato l'impegno per favorire un ritorno alla diplomazia che conduca a soluzioni per la stabilità della regione e l'importanza della solidarietà del G7 verso le Nazioni del Golfo colpite dagli attacchi iraniani" a quest'ultimo proposito" ha "proposto che sia organizzato un confronto tra il G7 e il GCC (Consiglio di Cooperazione del Golfo)". Lo riferisce un comunicato di Palazzo Chigi.

Meloni al G7, volatilità non porti a effetti strutturali su economia

Nel corso della riunione dei leader del G7 la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha "sottolineato l'importanza che l'attuale volatilità non si traduca in effetti strutturali sulla crescita economica". Lo riferisce il comunicato di Palazzo Chigi, spiegando che la premier, "come gli altri leader G7, ha richiamato l'importante decisione assunta nell'ambito dell'Agenzia Internazionale dell'Energia di rilasciare fino a 400 milioni di barili di greggio per stabilizzare i mercati".

Media, Israele si prepara ad attacco significativo da Hezbollah e Teheran

Secondo due fonti israeliane a conoscenza della questione Israele si sta preparando a una potenziale "espansione significativa" degli attacchi da parte dell'Iran e di Hezbollah già a partire da questa notte. Lo riporta la Cnn. Un funzionario ha riferito alla rete televisiva americana che il primo ministro Benjamin Netanyahu sta convocando alti funzionari politici e della sicurezza per discutere gli sviluppi.

Norvegia: bomba ad ambasciata Usa, arrestati 3 fratelli di origine irachena

La polizia norvegese ha annunciato oggi l'arresto di tre fratelli norvegesi di origine irachena, sospettati dell'"attentato terroristico con bomba" contro l'ambasciata degli Stati Uniti lo scorso fine settimana a Oslo. "Stiamo ancora lavorando su diverse ipotesi. Una di queste è che possa trattarsi di un'operazione commissionata da un attore statale", ha dichiarato un funzionario di polizia, Christian Hatlo, durante una conferenza stampa. "È abbastanza naturale, data la natura dell'obiettivo — l'ambasciata americana — e la situazione di sicurezza in cui si trova il mondo oggi", ha aggiunto, precisando che la polizia non esclude altri arresti.

Iran: Trump, compagnie petrolifere usino Hormuz, non ci sono mine

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha sollecitato le compagnie petrolifere ad attraversare lo Stretto di Hormuz, malgrado le minacce rivolte dai Pasdaran alle imbarcazioni che tenteranno di farlo senza il loro permesso. "Penso che dovrebbero" attraversarlo, ha detto Trump, sottolineando che "in una notte abbiamo distrutto quasi tutte le loro navi posamine". Alla domanda sulla presenza di mine nello stretto, rivoltagli dai giornalisti alla Casa Bianca prima della partenza per il Kentucky, Trump ha risposto "non crediamo". Il presidente ha quindi annunciato una "grande sicurezza" nello stretto, aggiungendo che l'Iran sta "pagando un prezzo altissimo".

Trump, non credo l'Iran abbia messo mine nello stretto Hormuz

Donald Trump "non crede" che l'Iran abbia piazzato mine nello stretto di Hormuz. Parlando con i giornalisti alla Casa Bianca il presidente ha anche sottolineato che "ci sarà un'enorme sicurezza" nello stretto.

Trump, abbiamo distrutto tutti i posamine di Teheran

Trump ha detto di non credere che l'Iran sia riuscito a piazzare mine nello Stretto di Hormuz e che gli Stati Uniti hanno eliminato "quasi tutte" le loro navi posamine. "Abbiamo eliminato quasi tutte le loro navi posamine in una sola notte", ha detto il presidente, suggerendo che siano state colpite ben 60 imbarcazioni iraniane. "Quasi tutta la loro marina è andata perduta" Trump ha anche invitato le petroliere internazionali ad attraversare lo Stretto di Hormuz, insistendo sul fatto che sia sicuro. "Penso che dovrebbero usare lo stretto", ha detto Trump.

Teheran, se nostri porti attaccati colpiremo quelli della regione

Le forze armate iraniane hanno minacciato di colpire i porti della regione se i loro verranno attaccati da Israele e Stati Uniti. Lo ha riferito la televisione di Stato. "Se i nostri porti e i nostri bacini portuali saranno minacciati, tutti i porti e i bacini portuali della regione saranno nostri obiettivi legittimi", ha affermato la televisione di Stato citando un portavoce delle forze armate.

Trump insiste, quasi tutto l'Iran è stato distrutto

Donald Trump ha ribadito che "quasi tutto l'Iran è stato distrutto". Parlando con i giornalisti prima di partire per l'Ohio e il Kentucky ha sottolineato che l'esercito americano "sta colpendo" Teheran "molto duramente".

Netanyahu convoca stasera riunione Gabinetto ristretto di sicurezza

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha convocnato per stasera alle 21 ora locale una riunione del Gabinetto ristretto di sicurezza con la partecipazione dei vertici della Difesa. Lo riportano i media israeliani.

Trump, avremo grande sicurezza nello Stretto di Hormuz

"Penso che assisteremo a una grande sicurezza". Lo ha detto Donald Trump parlando della situazione nello Stretto di Hormuz. "Abbiamo decimato quel Paese. Ora stanno pagando un prezzo altissimo, ha aggiunto il presidente parlando con i giornalisti prima di lasciare la Casa Bianca.

Ue, non allentare sanzioni Russia

Per l'Ue, "non è il momento" di allentare le sanzioni contro la Russia, malgrado la fiammata dei prezzi dell'energia innescata dalla guerra nel Medio Oriente. È la posizione che hanno tenuto i presidenti Ursula von der Leyen e Antonio Costa, durante un incontro per via telematica con i partner del G7, organizzata dal presidente francese Emmanuel Macron, per discutere una "risposta coordinata" alla "preoccupante" situazione in Iran e nel Medio Oriente. "Ci concentriamo - affermano i due presidenti via social - sulla riduzione al minimo dell'impatto sulla sicurezza e sul mercato energetico globale". Entrambi riferiscono di avere "ricordato che la priorità  immediata è mantenere i flussi energetici in movimento, in particolare la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz, fondamentale per l'economia globale. L'applicazione del tetto massimo al prezzo del petrolio contribuirà  a stabilizzare i mercati e a limitare le entrate della Russia. Questo non è il momento di allentare le sanzioni contro la Russia". Entrambi i leader Ue hanno "accolto con favore la decisione di oggi dell'Iea di mettere a disposizione 400 milioni di barili di petrolio dalla riserva di emergenza, per allentare le tensioni nell'approvvigionamento energetico globale. Abbiamo concordato di collaborare strettamente con i partner della regione per impedire l'estendersi del conflitto e ripristinare la stabilità ".

Hacker iraniani rivendicano cyber attacco contro gruppo tech medico Usa

Un gruppo di hacker legato all'Iran ha rivendicato la responsabilità di un attacco informatico di vasta portata contro il gigante Usa della tecnologia medica Stryker, affermando di aver cancellato oltre 200.000 sistemi ed estratto 50 terabyte di dati in rappresaglia per gli attacchi militari contro l'Iran. "La nostra importante operazione informatica è stata eseguita con pieno successo", ha dichiarato Handala in una nota, descrivendo l'operazione come una ritorsione per quello che ha definito "il brutale attacco alla scuola Minab" e per i "continui attacchi informatici contro le infrastrutture dell'Asse della Resistenza". Il gruppo ha affermato di aver fatto chiudere gli uffici Stryker in 79 paesi e che tutti i dati estratti erano "ora nelle mani dei popoli liberi del mondo". Ha, inoltre, lanciato un avvertimento ai "leader sionisti e le loro lobby", aggiungendo: "Questo è solo l'inizio di un nuovo capitolo nella guerra informatica".

Cnn, almeno 6 navi hanno attraversato Hormuz dal 6 marzo

Nonostante lo Stretto di Hormuz sia di fatto chiuso dall'inizio della guerra, almeno sei navi sono riuscite ad attraversarlo negli ultimi giorni, in molti casi spegnendo i sistemi di tracciamento o cercando di nascondere la propria posizione reale. E' quanto emerge dai dati del sito di monitoraggio MarineTraffic analizzati dalla Cnn. Le imbarcazioni - tre navi portarinfuse, una petroliera e due petroliere chimiche - hanno attraversato lo stretto a partire dal 6 marzo nonostante l'esercito iraniano abbia avvertito che qualsiasi nave in transito potrebbe essere colpita. Tra le navi individuate figura la Dalia, petroliera chimica battente bandiera iraniana e sanzionata da Usa e Ue. Secondo i dati di MarineTraffic, la nave ha spento il sistema di identificazione automatica (Ais) l'8 marzo mentre si avvicinava allo Stretto e lo ha riacceso due giorni dopo, per poi attraccare l'11 marzo nel porto di Bandar Imam Khomeini.

Media, 'l'Iran ha piazzato circa una dozzina di mine a Hormuz

L'Iran ha piazzato circa una dozzina di mine nello Stretto di Hormuz, in una mossa che probabilmente complicherà la riapertura dello stretto. Lo scrive Reuters online citando due fonti a conoscenza della questione. Una fonte ha affermato che l'ubicazione della maggior parte delle mine è nota, ma si è rifiutata di spiegare come gli Stati Uniti intendano gestirle. L'attività di dispiegamento mine non è ancora estesa, riferiscono altre fonti alla Cnn, aggiungendo che Teheran detiene ancora oltre l'80-90% delle sue piccole imbarcazioni e dei suoi posamine, quindi le sue forze potrebbero facilmente piazzarne a centinaia.

Idf, ci aspettano ancora giorni difficili, scuole restano chiuse

Il capo del Comando del Fronte Interno dell'Idf afferma che si prevedono altri "giorni difficili" a causa del fuoco missilistico dell'Iran e degli attacchi di Hezbollah dal Libano e, pertanto, le restrizioni a livello nazionale rimarranno in vigore almeno fino al fine settimana. Lo riporta il Times of Israel. "Ci aspettano giorni difficili e giorni di prova", ha affermato il Maggiore Generale Shai Klapper. Attualmente, secondo le linee guida dell'Home Front Command, le attività educative sono vietate, mentre sono consentiti gli assembramenti fino a 50 persone, a condizione che si possa raggiungere in tempo un rifugio e che i luoghi di lavoro possano funzionare alle stesse condizioni.

Reza Pahlavi a cittadini, restate a casa, presto ultima fase lotta

In un video pubblicato su X, il figlio dell'ultimo Scià, Reza Pahlavi, ha invitato i cittadini iraniani a proteggersi in attesa della "battaglia finale". "Vi esorto a procurarvi i rifornimenti essenziali il più rapidamente possibile e, per la vostra sicurezza, a lasciare le strade e a rimanere a casa", ha affermato. "Continuate lo sciopero e non presentatevi al lavoro. Continuate i vostri cori notturni per dimostrare la vostra unità", ha concluso.

Iran, le nuove sanzioni dell'Ue sono assurde e totalmente illegali

L'Iran ha condannato le nuove sanzioni dell'Unione europea contro i funzionari accusati di presunte violazioni dei diritti umani. In un post su X, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha definito le misure "assurde", "immorali" e "totalmente illegali". Baghaei ha affermato che le sanzioni mirano a punire l'Iran per quello che ha descritto come l'esercizio del "diritto all'autodifesa" ai sensi dell'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite e per la resistenza all'"aggressione" da parte degli Stati Uniti e di Israele. Ore prima l'Alto rappresentante per gli affari esteri dell'Ue, Kaja Kallas, aveva annunciato che gli Stati membri avevano approvato nuove sanzioni contro 19 funzionari ed entità iraniani per gravi violazioni dei diritti umani.

Wadephul in Qatar, attacchi Teheran inaccettabili

"Oggi, a Doha, ho parlato con il mio collega Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, in un momento in cui il Qatar e i suoi vicini vengono trascinati in un conflitto in cui non sono coinvolti. Gli attacchi missilistici e con droni dell'Iran contro città, infrastrutture civili, aeroporti e porti sono inaccettabili. La Germania esprime piena solidarietà al Qatar e a tutti i nostri partner nel Golfo. Questi attacchi mettono in pericolo i civili e il petrolio scorre attraverso lo Stretto di Hormuz, un'arteria fondamentale per l'approvvigionamento energetico globale. Gli attacchi dell'Iran devono cessare e la sicurezza nel Golfo deve essere ripristinata senza indugio". Lo ha scritto in un messaggio su X il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul.

Usa, decisione Aie opportuna, a Hormuz problema di transito temporaneo

La decisione dei Paesi membri dell'Aie di rilasciare sul mercato parte delle loro riserve strategiche di petrolio è opportuna, perché c'è un "problema temporaneo di transito" nello Stretto di Hormuz. Lo ha detto segretario agli Interni statunitense Doug Burgum, parlando con Fox News prima dell'annuncio ufficiale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia. "Abbiamo un problema di transito temporaneo", ha detto Burgum a "Fox & Friends". "Quando si ha un problema di transito temporaneo che stiamo risolvendo militarmente e diplomaticamente, che possiamo risolvere e risolveremo, questo è il momento perfetto per pensare di svincolare parte di quelle riserve per alleviare la pressione sui prezzi globali", ha affermato. La Casa Bianca non ha rilasciato dichiarazioni immediate alla domanda se gli Stati Uniti avrebbero utilizzato le proprie riserve strategiche.

Zelensky, esperti ucraini anti-droni al lavoro in 3 stati del Golfo

Gli esperti ucraini anti-droni hanno iniziato a lavorare in tre stati del Golfo colpiti dagli attacchi iraniani. Lo ha reso noto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Tre dei nostri team sono già sul posto: team di esperti, personale militare, ingegneri, persone diverse. I militari sono già in comunicazione e al lavoro", ha detto Zelensky ai giornalisti in una conferenza stampa. Il suo portavoce del presidente ucraino ha confermato separatamente che i tre Paesi sono il Qatar, gli Emirati Arabi Uniti e l'Arabia Saudita.

Media, segnalate nuove esplosioni a Teheran

In Iran sono state segnalate nuove esplosioni nella capitale Teheran. Lo riportano i media israeliani.

Ghalibaf, accecati radar e sistemi difesa, possiamo colpire ovunque

"Gli Stati Uniti sostengono di aver distrutto le capacità  missilistiche dell'Iran. Le prime ondate di missili su larga scala erano per accecare radar e difese nemiche. Ora possiamo colpire qualsiasi luogo con meno missili". Lo ha scritto su X il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, che ha ironizzato sull'Iron Dome, sottolineando i limiti dei sistemi di difesa israeliani.

Nyt, lanciate da Teheran oltre 10 bombe a grappolo contro Israele

"L’Iran ha lanciato più di dieci missili con testate a grappolo contro Israele dall’inizio della guerra". Lo ha dichiarato Doron Lavi, capo dell’unità  artificieri della polizia israeliana. Secondo funzionari israeliani e l’analisi di filmati verificati dal New York Times, Teheran avrebbe utilizzato munizioni a grappolo - armi ampiamente vietate a livello internazionale - contro diverse aree del Paese, compresi centri abitati. Le munizioni a grappolo si aprono in volo disperdendo numerose submunizioni, che possono colpire in modo indiscriminato e rappresentare un rischio elevato per i civili. Più di cento Paesi hanno firmato nel 2008 una convenzione internazionale che ne proibisce l’uso, ma né Iran né Israele vi hanno aderito, così come grandi potenze come Stati Uniti, Russia, India e Cina. In un video del 4 marzo diffuso dall'autorità  municipale si vede una submunizione esplodere su una strada di Or Yehuda, vicino a Tel Aviv, senza provocare feriti. "Il filmato mostra quello che sembra essere un ordigno iraniano che cade al suolo prima di detonare", ha spiegato l’esperto di armamenti N.R. Jenzen-Jones. Secondo diversi esperti legali, l’uso di queste armi in aree popolate potrebbe violare il diritto internazionale umanitario. "Le submunizioni vengono rilasciate in modo piuttosto casuale e non possono essere dirette con precisione verso obiettivi militari specifici", ha spiegato Adil Haque, professore di diritto internazionale alla Rutgers Law School. Dall’inizio della guerra almeno dodici israeliani - undici dei quali civili - sono morti negli attacchi iraniani, due dei quali in episodi legati all’uso di queste armi.

Macron, Stretto di Hormuz è diventato un teatro di guerra

Dopo un incontro del G7, il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz è diventato "un teatro di guerra". I paesi del G7 hanno concordato su "tre assi" che sono "la presenza nel Mediterraneo orientale, la libera circolazione nel Mar Rosso e la necessità di mettere in atto uno sforzo di coordinamento di diverse settimane tra le marine militari per effettuare le scorte al momento opportuno e garantire la libera circolazione nello Stretto di Hormuz", ha aggiunto il presidente francese. Lo riporta l'emittente francese Bfmtv.

Macron ha aggiunto di non avere "conferma" che lo Stretto di Hormuz sia minato. "Come tutti, ho letto che potrebbe essere possibile, ma non ne ho la conferma", ha detto, specificando che "sarebbe una scelta difficile". Ha precisato: "Oggi, almeno, è una zona di guerra. Non possiamo prendere in considerazione la ripresa del commercio internazionale".

Macron, capacità militari Teheran non sono state azzerate

Il presidente della Francia Emmanuel Macron si è rivolto alla nazione in merito alla guerra in Iran dopo una riunione con i leader del G7. Secondo lui, le capacità militari dell'Iran "non sono state azzerate", contrariamente a quanto affermato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump in precedenza. Lo riporta Le Figaro.

Macron, blocco stretto di Hormuz non giustifica la revoca sanzioni alla Russia

Il blocco dello stretto di Hormuz "non giustifica in nessun caso la revoca delle sanzioni" contro la Russia: lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, al termine del vertice del G7 di oggi in videoconferenza.

L'Idf emette un ordine di evacuazione per Beirut sud

L'esercito israeliano ha emesso un ordine di evacuazione per gli abitanti della periferia meridionale di Beirut, nota anche come Dahiyeh, in vista degli attacchi. Lo riporta Haaretz. "Le attività terroristiche di Hezbollah ci costringono ad agire con la forza", ha dichiarato l'Idf in un comunicato diffuso in arabo. "Per tutelare la vostra sicurezza, vi esortiamo a evacuare immediatamente e a non tornare in questi quartieri fino a nuovo avviso". L'esercito israeliano ha precisato che "non esiterà a prendere di mira chiunque si trovi nelle vicinanze dei membri di Hezbollah, delle loro strutture o dei loro mezzi di combattimento".

Sultano Oman a Pezeshkian, condanna per continui attacchi

"Disapprovazione" e "condanna inequivocabile" sono stati espressi dal sultano dell'Oman, Haitham bin Tariq, al presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, per i "continui" attacchi della Repubblica islamica che hanno preso di mira il Paese del Golfo. Nel corso della telefonata, riportano i media omaniti, il sultano ha sottolineato che sono state prese tutte le misure necessarie per "salvaguardare la sicurezza e la stabilità" del suo Paese. Haitham bin Tariq e Pezeshkian hanno inoltre evidenziato la necessità  di "mettere fine all'escalation" e "dare priorità  al dialogo e alla diplomazia" al fine di risparmiare alla regione le conseguenze di un conflitto che minaccia la sicurezza e la stabilità. I due hanno avuto uno scambio di opinioni anche sugli sforzi in corso per raggiungere una distensione.

Nyt, indagine conferma scuola Minab colpita da Tomahawk Usa

Un’indagine preliminare dell’esercito statunitense ha stabilito che a colpire, lo scorso 28 febbraio, una scuola elementare nella città  iraniana di Minab è stato un missile Tomahawk americano, causando almeno 175 vittime secondo le autorità  iraniane, in gran parte bambine. Lo riferisce il New York Times citando funzionari statunitensi, secondo cui l’attacco sarebbe stato il risultato di un errore nell’individuazione del bersaglio: i militari stavano colpendo una vicina base della Marina dei Guardiani della Rivoluzione, ma le coordinate dell’obiettivo sarebbero state generate utilizzando dati obsoleti forniti dalla Defense Intelligence Agency, che indicavano l’edificio come struttura militare. L’immobile, in passato parte della base, era però stato trasformato in scuola anni prima. L’indagine è ancora in corso e dovrà  chiarire perché le informazioni non siano state verificate prima dell’attacco. Il caso, secondo il Times, rischia di pesare sull’operazione militare americana in Iran e ha alimentato polemiche dopo che il presidente Donald Trump aveva inizialmente suggerito che la responsabilità  potesse essere dell’Iran. La Casa Bianca ha ricordato che l’inchiesta non è conclusa, mentre Pentagono e Comando centrale statunitense hanno rifiutato di commentare in attesa dei risultati definitivi.

Leader Hezbollah giura fedeltà a nuova Guida Suprema di Teheran

Il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, si è congratulato con il nuovo leader supremo dell'Iran per la sua nomina e ha promesso fedeltà alla leadership di Teheran.In un messaggio pubblicato dai media libanesi vicini a Hezbollah, Qassem ha affermato che il gruppo ha accolto con favore l'elezione di Mojtaba Khamenei da parte dell'Assemblea degli esperti iraniana come successore di suo padre, il defunto Ayatollah Ali Khamenei. "Ci congratuliamo con Sua Eminenza per la sua elezione e confermiamo il nostro impegno nei confronti della sua leadership", ha scritto Qassem, aggiungendo che Hezbollah è rimasto "fermo" nel sostenere quello che ha descritto come "il percorso della rivoluzione islamica dell'Iran". "A nome mio e dei miei fratelli del Consiglio della Shura di Hezbollah, della leadership e dei Mujahideen della Resistenza Islamica in Libano, rinnoviamo il nostro impegno nei vostri confronti", si legge nella dichiarazione.

Macron a G7, no a restrizioni su export di petrolio e gas

"Astenersi da qualsiasi restrizione alle esportazioni di petrolio e gas, che potrebbe destabilizzare i mercati". E' un passaggio dell'intervento effettuato dal presidente francese Emmanuel Macron aprendo la videoconferenza dei leader del G7 convocata dalla presidenza francese. La parte iniziale dell'intervento di Macron è stata pubblicata sul profilo X dell'Eliseo.

Centcom avverte cittadini Teheran, state lontano da navi e porti

Il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha lanciato un avvertimento ai civili iraniani tramite i suoi profili social di "evitare immediatamente tutte le strutture portuali in cui operano le forze navali iraniane". "Il regime iraniano sta utilizzando i porti civili lungo lo Stretto di Hormuz per condurre operazioni militari che minacciano il trasporto marittimo internazionale. Questa azione pericolosa mette a rischio la vita di persone innocenti. I porti civili utilizzati per scopi militari perdono lo status di protezione e diventano legittimi obiettivi militari ai sensi del diritto internazionale", ha aggiunto il Centcom.

Macron al G7, coordinarsi per ristabilire libertà navigazione a Hormuz

Appello di Emmanuel Macron al presidente americano Donald Trump e agli altri leader del G7 "a coordinarsi per ristabilire chiaramente la libertà di navigazione al più presto possibile" nello Stretto di Hormuz. Parlando in apertura della videocall con gli altri capi di Stato e di governo da lui convocato in quanto presidente di turno del G7, il capo dello Stato francese ha poi esortato gli altri Paesi ad "astenersi da ogni restrizione alle esportazioni di petrolio e gas che potrebbe destabilizzare i mercati".

Al-Sudani a Pezeshkian, raid contro Iraq compromettono sforzi pace

"Gli attacchi diretti contro l'Iraq costituiscono una violazione della sua sovranità e sicurezza". Lo ha dichiarato il primo ministro iracheno Mohammed Shia al-Sudani nel corso di un colloquio telefonico con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. "Questo è inaccettabile e compromette gli sforzi per porre fine alla guerra e tornare al dialogo", ha aggiunto al-Sudani in un riferimento agli attacchi delle milizie filoiraniane. "Il governo iracheno è impegnato a garantire la sicurezza e la sovranità dell'Iran e non permetterà a nessuna parte di utilizzare il suo territorio per attaccare l'Iran", ha sottolineato il premier.

Ambasciatore Iran: "Mojtaba in ospedale, non credo possa tenere un discorso"

"Penso che sia in ospedale. Non credo sia in condizioni di pronunciare un discorso". Lo ha dichiarato al britannico Guardian l'ambasciatore iraniano a Cipro, Alireza Salarian, in merito alla nuova Guida suprema dell'Iran Mojtaba Khamenei, che dal giorno della sua elezione - domenica scorsa - non si è ancora mostrato in pubblico. Secondo l'ambasciatore, Mojtaba - rimasto ferito nel raid israelo-americano che uccise il padre Ali Khamenei il 28 febbraio scorso - avrebbe riportato ferite alle gambe, alle braccia e alla mano.

Pasdaran: "Navi che attraversano Hormuz devono avere nostro permesso"

Le navi che vogliono attraversare lo Stretto di Hormuz "devono ottenere l'autorizzazione dall'Iran". Lo ha affermato Il comandante della Marina dei Pasdaran, Alireza Tangsiri, citato dall'agenzia Tasnim.

Trump: "La guerra con l'Iran finirà presto"

Donald Trump sostiene che "la guerra con l'Iran finirà presto". "Non c'è praticamente più niente da bombardare", ha detto il presidente americano in un'intervista ad Axios. "Quando voglio che finisca, finirà". Secondo il tycoon la guerra "sta andando alla grande". "Siamo molto in anticipo sui tempi previsti - ha affermato ancora - abbiamo causato più danni di quanto pensassimo possibile, anche nel periodo iniziale di sei settimane".

Aie sblocca 400 milioni di barili di riserve petrolifere

I paesi membri dell'Agenzia Internazionale per l'Energia (Aie) hanno concordato all'unanimità  di rilasciare 400 milioni di barili di petrolio dalle loro riserve di emergenza per compensare l'impatto sui mercati derivante dal conflitto in Medio Oriente e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. "I paesi membri dell'Aie hanno deciso all'unanimità  di avviare il più grande rilascio di riserve petrolifere di emergenza nella storia della nostra agenzia", ha annunciato il Direttore Esecutivo dell'Aie, Fatih Birol. Con il rilascio di questi 400 milioni di barili di petrolio, più del doppio del precedente intervento record dell'agenzia all'inizio della guerra in Ucraina, quando rilasciò 182 milioni di barili di greggio, l'agenzia mira a compensare la perdita di approvvigionamento dovuta all'effettiva chiusura dello Stretto di Hormuz. Tuttavia, pur sottolineando l'importanza della misura annunciata per alleviare gli impatti immediati della crisi sui mercati, Birol ha sottolineato che la cosa più importante per ripristinare la stabilià  dei flussi di petrolio e gas è la ripresa del transito attraverso lo Stretto di Hormuz".

Hamas: "Mojtaba Khamenei sconfigga aggressione forze arroganti"

Hamas ha espresso le sue "congratulazioni ai nostri fratelli nella Repubblica islamica dell'Iran in occasione dell'elezione di Mojtaba Khamenei a leader della Rivoluzione islamica". In una nota, il portavoce di Hamas a Gaza, Hazem Qassem, ha spiegato che il gruppo "gli ha augurato successo nel realizzare le speranze del popolo iraniano di sconfiggere l'aggressione israelo-americana e impedire alle forze arroganti di imporre la loro volontà all'Iran".

Pasdaran: "Nuovi attacchi, pensiamo solo a resa completa del nemico"

Le Guardie Rivoluzionarie hanno dichiarato in una nota di aver dato inizio alla 38a ondata di attacchi dal nome 'True Promise 4'. I Pasdaran affermano che "dopo due gravi e simultanei attacchi missilistici alla base degli elicotteri di Adiri in Kuwait, 100 feriti sono stati trasferiti negli ospedali Al Jaber e Al Mubarak del Paese". La base di Beuring, precedentemente chiamata Adiri, si trova nel nord del Kuwait. L'IRGC ha affermato di aver attaccato anche la "base americana nel porto di Mina Salman" in Bahrein con missili e droni e che "Camp Patriot e i capannoni e i centri di equipaggiamento che ospitano e radunano soldati terroristi americani nelle due basi navali di Muhammad al-Ahmad e Ali al-Salem" in Kuwait sono stati anch'essi "gravemente colpiti". La nota conclude: "Pensiamo solo alla resa completa del nemico. Porremo fine alla guerra quando l'ombra della guerra si sarà diradata dal Paese". Lo riporta Bbc Persia.

L'Iran: "Preparatevi al petrolio a 200 dollari"

L'Iran sarebbe pronto a passare da "attacchi reciproci" ad "attacchi continui contro gli avversari". Lo ha detto Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare Khatam al-Anbiya, "Non permetteremo che nemmeno un litro di petrolio raggiunga gli Stati Uniti, i sionisti (Israele) e i loro partner. Qualsiasi nave o petroliera diretta verso di loro sarà un bersaglio legittimo. Preparatevi un petrolio a 200 dollari al barile, perché il prezzo del greggio dipende dalla sicurezza regionale che voi avete destabilizzato".

Spagna, governo revoca formalmente ambasciatrice in Israele

Il governo spagnolo ha disposto la revoca formale dell'ambasciatrice in Israele, Ana Salomon, in carica dal 2021 e già richiamata a consultazioni nel settembre 2025, dopo le tensioni diplomatiche con il governo di Benjamin Netanyahu, seguite dal riconoscimento dello Stato di Palestina nell'aprile di due anni fa. Il provvedimento è stato pubblicato sul Bollettino Ufficiale dello Stato ed è stato adottato su proposta del ministro degli Esteri, José Manuel Albares, con deliberazione del Consiglio dei ministri di ieri. Il decreto, firmato da re Felipe VI, ringrazia la diplomatica per i "servizi prestati".

Pasdaran, colpite diverse basi Usa in Kuwait e Bahrein

I Pasdaran hanno rivendicato oggi di aver colpito diverse basi americane in Kuwait e Bahrein nei 12 giorni della guerra di Israele e Stati Uniti contro l'Iran. "Infrastrutture chiave della base statunitense nel porto di Mina Salman, il centro nevralgico della Quinta Flotta degli Stati Uniti... sono state colpite da missili e droni iraniani", hanno dichiarato i Guardiani della Rivoluzione sul loro sito web Sepah News, riferendosi alle installazioni statunitensi in Bahrein. "Contemporaneamente Camp Patriot (in Kuwait), inclusi hangar per le attrezzature, alloggi e centri di raccolta per i soldati americani nelle basi navali di Mohammed Al-Ahmad e Ali Al-Salem, ha subito anche pesanti perdite", hanno aggiunto, precisando di aver attaccato anche la base di Camp Buehring in Kuwait.

Berlino vuole limitare aumento prezzi benzina solo una volta al giorno

La ministra tedesca dell'Economia e dell'Energia, Katherina Reiche, intende esaminare una nuova regolamentazione che consentirebbe di aumentare i prezzi nelle stazioni di servizio solo una volta al giorno. Il governo federale intende introdurre questo modello il più rapidamente possibile, ha dichiarato Reiche a Berlino.

Media, Usa e Israele colpiscono nave ambulanza su isola Hormuz

 L'Iran ha accusato Stati Uniti e Israele di aver colpito una nave ambulanza su un'isola nello Stretto di Hormuz. Lo riferisce l'agenzia di stampa Mehr, che ha anche diffuso immagini dell'imbarcazione in fiamme. "In seguito agli attacchi statunitensi e sionisti di questo pomeriggio, un'idroambulanza attraccata al molo dell’isola di Hormuz è stata colpita da missili", si legge. Il mezzo, secondo quanto riportato, viene utilizzato per trasportare pazienti in emergenza dall’isola di Hormuz alla città  portuale di Bandar Abbas, nella provincia meridionale di Hormozgan.

Erdogan, fermare guerra prima che travolga intera regione nel fuoco

 "Questa guerra deve essere fermata prima che si espanda e prima che travolga completamente l’intera regione nel fuoco. Se alla diplomazia verrà data una possibilità, è assolutamente possibile riuscirci". Lo ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, citato dall'agenzia Anadolu, sulla situazione in Medioriente. "Stiamo continuando con pazienza le nostre iniziative affinché si torni al tavolo dei negoziati e affinché la diplomazia venga nuovamente attivata", ha spiegato. "Data la delicatezza del processo che stiamo attraversando, parliamo con grande cautela. Ci muoviamo con prudenza per proteggere la Turchia dal fuoco che la circonda", ha aggiunto.

Nave cargo thailandese attaccata in Stretto Hormuz, 3 dispersi

Una nave cargo thailandese è stata attaccata durante il transito nello Stretto di Hormuz. Lo ha reso noto la Marina militare thailandese, precisando che finora sono stati messi in salvo 20 membri dell'equipaggio. Secondo quanto riferito in una nota ufficiale, la portarinfuse "Mayuree Naree", battente bandiera thailandese, è stata colpita mentre attraversava lo stretto dopo essere partita da un porto degli Emirati Arabi Uniti. I soccorsi sono stati condotti dalla Marina dell’Oman, che ha recuperato i primi membri dell’equipaggio. Le operazioni di ricerca sono ancora in corso per individuare altri tre marittimi dispersi. Le autorità  thailandesi hanno aggiunto che le cause dell’attacco restano al momento sconosciute e sono oggetto di indagine.

La fregata missilistica italiana è in area Cipro per difendere l'isola

La fregata missilistica 'Federico Martinengo, la nave della Marina militare italiana partita dal porto di Taranto venerdì scorso, è giunta nell'area di Cipro, per la difesa dell'isola. La fregata ha a bordo oltre 160 militari italiani, per un'operazione che avviene nell'ambito di un assetto in coordinamento tra Italia, Spagna, Francia e Olanda. La fregata si è ricongiunta la gruppo della portaerei francese Charles De Gaulle. 

Crosetto: "Hormuz problema che riguarda il mondo intero, Italia può unire energie"

Per risolvere la questione dello Stretto di Hormuz occorre far ricorso ad un "multilateralismo che mette d'accordo gli interessi di quasi tutti, anche Paesi che non si parlano da anni. Non è una nave italiana che risolve il problema di Hormuz, ma l'Italia può essere uno degli attori che mette insieme tutte le energie di tutto il mondo per affrontare un tema che coinvolge la possibilità  di importazione di energia da parte di tutto il mondo, in primis la Cina". Lo afferma il ministro della Difesa, Guido Crosetto, parlando con i giornalisti in Senato dopo l'intervento del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "La Cina, che tutti guardiamo come un Paese senza alcun problema, ha più di 250 milioni di persone -spiega l'esponente dell'Esecutivo- che ogni mattina sanno cosa fanno di lavoro quel giorno. Quindi un impatto economico sulla Cina di un blocco sarebbe un altro tema che aumenta esponenzialmente la crisi. È un elemento su cui ci si sta confrontando, l'ha detto prima il presidente Meloni, il Governo italiano sta spingendo, ma sta spingendo per mettere insieme più nazioni possibile per cercare di trovare una via con la guerra in corso, per far passare più". "Lo stretto è un problema che coinvolge non gli Stati Uniti, non Israele, non solo i Paesi del Golfo, non solo l'Italia, ma, ripeto, il mondo. Quindi il fatto di minare Hormuz o di sminare Hormuz -conclude Crosetto- diventa un problema di una comunità  finalmente internazionale che, ripeto, magari attraverso meccanismi multilaterali, ne cito uno, l'Onu, di cui non parliamo neanche più, o altri sistemi, affronta questo tema".

Petrolio: Brent sale a 91,45 dollari a barile in scia a conflitto Iran

Il prezzo del petrolio sale con le tensioni geopolitiche legate al conflitto in Iran che proseguono. Il Brent aumenta a 91,45 dollari al barile. Il Wti sale a 86,90 dollari al barile. Le quotazioni sono in aumento di 4-5 punti da ieri.

Unimpresa, da Hormuz passa 20% petrolio mondiale, rischio escalation con blocco

Lo Stretto di Hormuz è il principale punto di fragilità del sistema energetico globale. Attraverso questo passaggio marittimo, largo appena 33 chilometri tra Iran e Oman, transitano ogni giorno circa 17-18 milioni di barili di petrolio, pari a circa il 20% della domanda mondiale, e oltre un quarto delle esportazioni globali di gas naturale liquefatto (Gnl), provenienti soprattutto dal Qatar. E' quanto segnala il Centro studi di Unimpresa alla luce della guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele, che ha riportato al centro dell’attenzione internazionale la sicurezza delle rotte energetiche del Golfo Persico. Un eventuale blocco potrebbe cagionare una escalation dei prezzi del greggio e dei prodotti energetici in generale: il rischio è altissimo. Dopo l’inizio del conflitto i mercati energetici hanno reagito con forti oscillazioni. Il petrolio Brent, che prima della crisi oscillava intorno agli 80 dollari al barile, ha superato nelle settimane successive quota 95 dollari, con punte superiori ai 100 dollari nei momenti di maggiore tensione. Anche il gas naturale europeo, scambiato sulla piattaforma Ttf di Amsterdam, ha registrato forti movimenti: dalle quotazioni di circa 30 euro per megawattora di inizio anno è arrivato a sfiorare 45-50 euro per megawattora nelle fasi più acute della crisi. Le tensioni sui mercati energetici si sono riflesse rapidamente anche sui prezzi alla pompa. In Italia il prezzo medio della benzina ha superato 1,95 euro al litro, mentre il diesel si è avvicinato a 1,90 euro, con aumenti medi di 10-15 centesimi al litro rispetto ai livelli di gennaio. Una dinamica alimentata sia dall’andamento delle quotazioni internazionali sia dall’incertezza sulle forniture energetiche globali.

Energia: von der Leyen, intervenire ora per ridurre costi bollette

"Le famiglie e le aziende sono sotto pressione in questo momento, quindi dobbiamo fornire un aiuto ora e dobbiamo analizzare in modo completo come possiamo ridurre le bollette energetiche delle persone". Lo afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo intervento alla plenaria del Parlamento europeo sul conflitto in Iran e la preparazione del Consiglio europeo del 19 marzo. "Non solo considerando una componente, ma piuttosto tutte e quattro le componenti del prezzo, ovvero il costo dell'energia stessa, che costituisce più o meno il 56% in media della bolletta. Le tariffe di rete il 18%. Tasse e imposte il 15%. E i costi del carbonio, in media intorno all'11%. Naturalmente, si tratta di medie e variano a seconda del mix energetico del rispettivo Stato membro", illustra. "In primo luogo, sul costo dell'energia e sulla struttura del mercato. Nel complesso, l'attuale struttura del mercato ha funzionato. E c'è un sostegno generale per il sistema attuale. Ma è fondamentale ridurre l'impatto sui costi, quando il gas determina il prezzo dell'elettricità. Stiamo preparando diverse opzioni: un migliore utilizzo degli accordi di acquisto di energia e dei contratti per differenza; misure di aiuti di Stato; valutazione di sovvenzioni o di limiti al prezzo del gas", spiega."In secondo luogo, sulle tariffe di rete, una questione delicata. Da un lato, queste tariffe sono necessarie per investire in reti più numerose e più intelligenti. Dall'altro, c'è margine per aumentare la produttività delle reti, in modo da ridurre lo spreco di energie rinnovabili. Permettetemi di citare un dato: l'anno scorso abbiamo installato più di 80 gigawatt di energie rinnovabili nell'Ue: un record! Ma sei volte più energia rinnovabile non ha accesso alle reti. Con la domanda di elettricità destinata ad aumentare, questo è semplicemente non sostenibile", rimarca von der Leyen.

von der Leyen: "Nessun lacrima per regime, determinati a lottare per il mondo che vogliamo"

"Vedere il mondo così com'è non sminuisce in alcun modo la nostra determinazione a lottare per il mondo che vogliamo. L'Unione Europea è stata fondata come progetto di pace. Il nostro incrollabile impegno per la ricerca della pace, per i principi della Carta delle Nazioni Unite e per il diritto internazionale sono centrali oggi come lo erano al momento della nostra creazione. E sosterremo sempre questi principi". Lo afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel suo intervento alla plenaria del Parlamento europeo sul conflitto in Iran e la preparazione del Consiglio europeo del 19 marzo. "All'inizio di quest'anno, centinaia di migliaia di giovani iraniani sono scesi in piazza per chiedere un futuro migliore. Hanno subito una brutale repressione. Più di 17.000 persone sono state uccise mentre il regime si aggrappava al potere. Ma i crimini di questo regime risalgono a decenni fa. Ha imprigionato e torturato i propri cittadini. Ha sponsorizzato il terrorismo in tutta la regione e persino sul suolo europeo. E ha fornito un supporto fondamentale alla brutale guerra della Russia contro l'Ucraina. Non si dovrebbero versare lacrime per un regime del genere. Molti iraniani hanno celebrato la caduta di Khamenei. Sperano che questo momento possa aprire la strada verso un Iran libero. Questo è ciò che il popolo iraniano merita: libertà, dignità e il diritto di decidere del proprio futuro", rimarca.

Seconda nave cargo attaccata nello Stretto di Hormuz, equipaggio in salvo

Un'altra nave cargo è stata attaccata nello Stretto di Hormuz: l'Ukmto, l'agenzia britannica per la sicurezza marittima, ha ricevuto la segnalazione relativa ad un'imbarcazione colpita da un proiettile non meglio identificato lungo la rotta di navigazione al largo della costa di Dubai. L'equipaggio è sano e salvo. Si tratta della seconda segnalazione di un incidente del genere nel giro di sole due ore: stamattina, un'altra nave cargo era stata colpita da un proiettile sconosciuto nello Stretto.

Droni vicino ad aeroporto di Dubai, quattro feriti

Alcuni droni sono caduti vicino all'aeroporto di Dubai, ferendo quattro persone, ma il traffico aereo è proseguito normalmente: lo ha dichiarato il governo di Dubai, mentre l'Iran continua con gli attacchi contro i paesi del Golfo. "Le autorità confermano che due droni sono caduti poco fa nei pressi dell'aeroporto internazionale di Dubai, provocando ferite lievi a due cittadini ghanesi e un cittadino bengalese, e ferite moderate a un cittadino indiano. Il traffico aereo è regolarmente operativo", si legge in una nota dell'ufficio stampa di Dubai.

Teheran: "La punizione per Israele è solo al suo inizio"

"Netanyahu non vuole vedere come le potenti forze armate iraniane puniscano Israele per la sua aggressione... siamo solo all'inizio". Lo afferma il ministro degli Esteri Abbas Araghchi sul suo account X. Le sue dichiarazioni sono arrivate dopo le notizie provenienti da Stati Uniti e Israele secondo cui la potenza militare iraniana è stata smantellata. Il diplomatico iraniano ha anche avuto colloqui ieri sera con il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty, sottolineando che "le forze armate iraniane sono pronte per la legittima autodifesa e per una risposta ferma alle aggressioni statunitensi e israeliane, compresi gli attacchi alle basi e alle risorse statunitensi nella regione". Abdelatty, da parte sua, ha espresso la sua profonda preoccupazione per l'aumento della tensione nella regione.

Media, Iran bersaglia basi Usa in "operazione più pesante da inizio guerra"

L'Iran ha lanciato attacchi missilistici contro le basi statunitensi di Al Udeid in Qatar, Camp Arifjan in Kuwait e Harir in Iraq, si legge in una dichiarazione del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica su X, riportato dalla Bbc, Condivisa dall'Isna, un'agenzia di stampa statale iraniana, la dichiarazione afferma che il "lancio massiccio" ha preso di mira anche la Quinta Flotta Navale statunitense nella regione e che "l'infrastruttura operativa dell'esercito statunitense è stata distrutta". Un post separato la definisce "l'operazione più devastante e pesante" dall'inizio della guerra. 

Figlio Pezeshkian, 'Mojtaba Khamenei salvo nonostante feritè

Il figlio del presidente Masoud Pezeshkian ha affermato che il nuovo leader Mojtaba Khamenei è salvo nonostante sia rimasto ferito durante i raid americani-israeliani. Yousef Pezeshkian ha scritto sul suo canale Telegram: "Ho saputo dell'infortunio del leader e ho contattato alcuni amici che avevano contatti e mi hanno detto che sta bene e che non ci sono problemi". Sebbene le autorità abbiano mantenuto il silenzio sulla questione e non abbiano rilasciato alcuna dichiarazione sul motivo per cui non abbia tenuto alcun discorso, come è consuetudine, dopo la sua elezione a leader alcuni giorni fa, notizie non ufficiali circolate sui social media negli ultimi giorni hanno affermato che Khamenei è stato ricoverato al Sina Hospital, con gravi ferite alla gamba e all'addome, dopo essere stato preso di mira insieme alla sua famiglia durante gli attacchi USA-Israele del 28 febbraio, durante i quali suo padre, il defunto leader Ali Khamenei, e alcuni membri della famiglia sono stati uccisi.

Polizia iraniana: "Chi manifesta sarà trattato come nemico"

 Il capo della polizia iraniana ha avvertito che qualsiasi manifestante che sfidi le autorità sarà trattato come un "nemico", riporta l'Afp. "Se qualcuno si mostra d'accordo con la volontà del nemico, non lo considereremo più un semplice manifestante, ma un nemico. E lo sottoporremo allo stesso trattamento di un nemico", ha dichiarato il capo della polizia nazionale Ahmad-Reza Radan in un commento trasmesso dalla televisione di stato IRIB.

Usa: "L'esercito iraniano sta adattando le sue tattiche di fronte all'avanzata Usa"

L'esercito iraniano sta modificando le sue tattiche con l'avanzare della campagna americana. Lo riferiscono alcuni funzionari del Pentagono al New York Times. Nonostante l'insistenza di Donald Trump sulla vittoria, gli iraniani si stanno adottando e stanno prendendo di mira quelle che ritengono siano le debolezze americane, ovvero gli intercettori e le difese aeree per proteggere le truppe e le risorse nell'area. Teheran sembra aver accettato di non poter competere con la potenza degli Stati Uniti, riferiscono i funzionari notando come per il governo iraniano il resistere ai bombardamenti consente di cantare vittoria.

"Gli Emirati Arabi stanno rispondendo all'attacco iraniano"

"Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti stanno rispondendo all'attacco con missili e droni lanciato all'Iran", ha affermato il Ministero della Difesa, secondo quanti riporta Afp ed ha esortando la popolazione a rimanere in casa.

Media Iran: "Lanciati attacchi su larga scala su obiettivi americani e israeliani"

L'Iran afferma di aver effettuato attacchi su larga scala contro obiettivi statunitensi e israeliani. Lo riporta Afp che cita come fonti media statali iraniani

L'Arabia Saudita abbatte sette missili balistici iraniani

L'Arabia Saudita ha dichiarato di aver intercettato sette missili balistici in attacchi separati contro una base aerea e la sua regione orientale, come riporta Afp. "Sei missili balistici lanciati verso la base aerea Prince Sultan sono stati intercettati e distrutti", ha scritto il Ministero della Difesa saudita su X, aggiungendo in un post separato di aver intercettato un altro missile balistico lanciato "verso la regione orientale"

Idf: "Rilevati missili iraniani verso Israele, difesa aerea operativa"

L'Idf ha "rilevato missili lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele. I sistemi difensivi sono operativi per intercettare la minaccia". Lo scrive su Telegram l'esercito israeliano segnalando che il Comando del Fronte Interno ha fatto scattare i segnali di emergenza sui telefoni cellulari della popolazione nelle aree interessate per raggiungere i rifugi.

Media Libano, raid israeliani colpiscono la periferia sud di Beirut

Attacchi aerei israeliani hanno colpito la periferia sud di Beirut, secondo quanto riportato dai media statali libanesi, dopo che l'esercito israeliano che ha affermato di aver nuovamente preso di mira il gruppo filo-iraniano Hezbollah. L'agenzia ufficiale libanese Nna ha riferito che "il nemico israeliano ha lanciato un violento raid" sulla periferia sud di Beirut. Le immagini in diretta di Afp hanno mostrato colonne di fumo che si alzavano dalle aree colpite. 

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