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Bartolozzi: "Mie parole piegate ad una lettura fuorviante. Non ho mai attaccato la magistratura anzi l'ho difesa più volte"

Il capo gabinetto di Nordio interviene sul caso montato dalla sinistra: "Il "plotone di esecuzione"? Alludeva alla prostrazione degli indagati"

Bartolozzi: "Mie parole piegate ad una lettura fuorviante. Non ho mai attaccato la magistratura anzi l'ho difesa più volte"
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Alla fine Giusi Barlozzari, capo gabinetto del ministro Nordio, ha deciso di intervenire sul caso che porta il suo nome nato e montato ad arte dalla sinistra dopo che aveva definito la magistratura "plotoni di esecuzione" in una trasmissione televisiva.

"Prendo atto delle polemiche scaturite dalle mie parole, parole che, lo ribadisco con senso di profondo dispiacere, sono state tratte da un discorso molto più ampio e quindi piegate ad una lettura fuorviante. Non ho mai attaccato la magistratura che anzi, in più di un'occasione, ho difeso anche a costo di scelte personali e politiche estremamente gravose", ha dichiarato la Bartolozzi. Che poi ha aggiunto: "Nel confronto di sabato avevo appunto ribadito la piena fiducia verso la categoria nel suo complesso e l'importanza della riforma come strumento in grado di restituire ad essa una credibilità che, per la degenerazione delle correnti, risulta offuscata. In questo contesto spiegavo che la particolare attenzione data dal governo al processo penale deriva dalla drammaticità degli effetti che esso porta nella vita delle persone, delle famiglie, delle aziende, specie quando a trovarsi al centro dell'azione giudiziaria è qualcuno che sa di non aver commesso nulla di male. Effetti che nessuna assoluzione è in grado di cancellare. Il riferimento al plotone di esecuzione alludeva quindi allo stato di assoluta prostrazione in cui ci si trova in questi casi, esattamente come colui che, postovi davanti, poco o nulla può fare per difendere la propria vita".

Nordio: "Non deve dimetteresi"

"No, non deve dimettersi". Così, senza tanti giri di parole, Carlo Nordio, aveva chiuso le polemiche sul caso Bartolozzi nato dopo le parole con cui il capo di gabinetto del ministro della Giustizia ha definito la magistratura "plotoni di esecuzione". In un incontro per il sì al referendum sulla giustizia, a Torino, rispondendo ai giornalisti su quanto affermato dalla sua capa di gabinetto, il ministro non ha mosso dubbi. "La stessa dottoressa Bartolozzi ha chiarito il suo punto di vista, che non si riferiva assolutamente a tutta la magistratura, ma soltanto a quella piccola parte minoritaria che ha definito politicizzata", ha spiegato. Aggiungendo: "Sicuramente, come ho già detto, sono certo che si chiuderà con un'espressione che può essere stata interpretata in modo improprio, ma che, conoscendola anche come magistrato, non rappresenta certamente il suo pensiero".

Alla magistratura va tutta la mia solidarietà

"Alla magistratura, alla quale io mi sento ancora di appartenere, perché una volta magistrato si è sempre magistrato, va tutta ovviamente la mia solidarietà, anche se militiamo in questo momento in posizioni diverse per quanto riguarda il referendum, non con tutti i magistrati, ma con una parte di loro", ha sottolineato Nordio. "Comunque - ha aggiunto il ministro - il dissenso è il sale della democrazia e quindi io auspico che, tra l'altro, i toni vengano tenuti sempre bassi, secondo i saggi suggerimenti del presidente della Repubblica".

"Io sono entrato in magistratura nel '75 - ha proseguito Nordio- e la prima indagine che ho fatto è stata sulle Brigate Rosse. Ero il primo in vista nei covi quando trovavano i nominativi dei magistrati da ammazzare, perché seguivo la colonna veneta, che ha avuto parecchie vittime. Ho tenuto la toga per oltre quarant'anni, figurarsi se un magistrato che si sente ancora magistrato vuole umiliare la magistratura. Ecco - ha sottolineato il ministro -questa è la considerazione che è stata fatta negli ultimi mesi che mi ha ferito di più: è una riforma che anzi libererà la magistratura da quella che è l'ipoteca delle correnti e da quella degenerazione che tra l'altro è stata".

Mollicone (FdI): "Toni eccessivi ma caso chiuso"

Sul caso Bartolozzi è intervenuto anche il presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone (FdI). "Toni eccessivi. Lei stessa ha corretto.

Ha risposto anche Nordio. Secondo me il caso è chiuso. Anche esasperare singoli eccessi è strumentalizzazione. A me preoccupano di più alcune manifestazioni di Gratteri da santa inquisizione", ha detto.

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