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Quel "ragazzo" che offende il buongusto

Non possiamo entrare nel merito della brutta vicenda ma siamo senz'altro in grado di dissezionare la frase che Silvestro ha rilasciato durante un'intervista a Repubblica riferendosi alla sua accusatrice

Quel "ragazzo" che offende il buongusto
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Facciamo un paio di doverose (e pure un po' scontate) premesse così ce le togliamo subito di penna: i processi si fanno in tribunale e la cultura woke ci ha resi sospettosi nei confronti di qualunque accusa rivolta a chicchessia. Anche se quella di violenza sessuale, mossa contro il senatore Francesco Silvestro, è veramente grave. Non possiamo entrare nel merito della brutta vicenda ma siamo senz'altro in grado di dissezionare la frase che Silvestro ha rilasciato durante un'intervista a Repubblica riferendosi alla sua accusatrice. Non si tratta di un'autoaccusa penale ma di vilipendio al buongusto certamente sì.

Come a dimostrare l'infondatezza della ricostruzione fornita dalla donna, con l'ottusa rudezza dello stopper, il politico campano ha detto: "Poi modestamente, io sono un bel ragazzo, la signora è una signora normale"... Roba da far fare al sangue il giro della morte nelle vene. Un paio di cose, senatore. La prima e più banale: sarà anche vero che oggi la vecchiaia è quasi estinta ma a cinquantaquattro anni non si è più ragazzi, come ben conferma la sua incontinenza, seppur solo verbale. Si fidi di chi è quasi sua coscritta (ma siamo più giovani noi) "ragazzo" è un termine che le sta stretto almeno di un paio di misure. E adesso veniamo al "bello".

Lei si sentirà anche la più appetibile delle delicatezze sul bancone ma in questo genere di cose il riscontro con la realtà ha il suo peso. E toccherebbe fare quantomeno un brevissimo giro di sondaggio per capire se davvero, anche altri oltre a lei, userebbero "bel ragazzo" per descriverla col minor numero di parole possibile. Comprendiamo che arrivare alla sua età, magari riuscendo a vincere le insidie dei polifosfati, magari con gli ormoni che ancora sono in grado di organizzare piccoli colpi di stato, faccia sentire confidenti. Ma è sempre bene mantenersi prudenti su certe autodefinizioni tanto nette. E ora veniamo all'opportunità della frase in sè.

È talmente tanto sbagliata, da talmente tanti punti di vista, da pensare che parlare con lei e con chiunque come lei, sia come parlare con il muro e senza neanche la soddisfazione di poterci attaccare un quadro al centro. Tacere sarebbe stato un successone. Invece ha optato per l'ineleganza gratuita. Così, "la signora è una signora" e lei non è (nemmeno) un ragazzo.

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