Da Renzi il rottamatore a Mastella il costruttore

Il peggio della settimana? La crisi di governo. Tutti gli scivoloni e i retroscena dei giorni più lunghi per il premier Conte

Da Renzi il rottamatore a Mastella il costruttore

Questa settimana la politica si è data da fare per offrirci il peggio, forse di sempre. Da Matteo Renzi a Giuseppe Conte fino ad arrivare a Clemente Mastella, nessuno si è risparmiato. Giorni di veti ed aperture, di battaglie fatte sul filo del rasoio. Peccato che il ganzo di Firenze (Matteo Renzi ndr) si sia tagliato. Dopo aver annunciato le dimissioni delle sue due ministre e aver attaccato in conferenza stampa con parole pesanti l’avvocato del popolo ora torna sui suoi passi e non chiude a Conte, anzi apre. Eccome se apre: “In Parlamento non voteremo contro, ci asterremo.” E ancora “Siamo pronti a dare una mano se serve.” Ma come, il re non era nudo? D’altronde questa è la politica. Peccato, però, che a Renzi tutti abbiano sbattuto la porta in faccia. Ma non è detto, potrebbero riaprirla se dovesse servire qualche voto in più. Allora in fretta e furia il re verrà vestito con il diadema e la porpora. Ah, cosa non si fa per una poltrona.

GIUSEPPE CONTE

Tra una passeggiata e l'altra l’avvocato sogna un futuro “insieme” ai transfughi, i responsabili, i costruttori. I traditori, sì perché questo sono. Giuseppi in queste ore è alla ricerca disperata di voti, pochi voti. Una manciata. Quelli che servono per andare avanti, per tirare a campare fino al 2023. Già in Senato si è formato il gruppo MAIE, quattro gatti pronti a cambiare le proprie idee per il “bene del Paese” dicono. Chi ci crede è un povero illuso.

CLEMENTE MASTELLA

La disperazione di Conte è tanta, tanta, tanta… lo si capisce da una cosa: ha affidato la “compravendita” dei senatori al sindaco di Benevento, a Clemente Mastella. In queste ore il suo telefono è sempre occupato ha dichiarato ai giornali ma attenzione: “Siamo responsabili ma non fessi. Nessuno recuperi Renzi alle nostre spalle” dice. Certo, le poltrone sono poche e non possono dividersi.

CARLO CALENDA

A proposito di telefonate… Il capo di Azione scrive sui social: “Comunque anche io ho avuto l’onore di una telefonata del simpatico Clemente. Una roba tipo “tu appoggi Conte e il PD appoggia te a Roma”. Scarsa capacità di valutare il carattere degli uomini. O quanto meno il mio. Costruttori del nulla. Ho riflettuto un giorno sul rendere pubblica una telefonata privata. E tuttavia considero questa offerta un insulto personale e un dato politico rilevante per capire il quadro di degrado in cui versiamo.” E lui, Clemente, sarebbe il salvatore della Patria?

ARRIVA LA RISPOSTA DEL RECLUTATORE

Mastella fa sapere: “Sei una persona di uno squallore umano incredibile. Ti ho telefonato per chiederti cosa facevi e mi hai detto che eri contro Matteo Renzi. Allora sei per il Pd? No, mi hai risposto: ‘Il Pd mi dovrà scegliere per forza come candidato sindaco.” Intanto il PD si chiama fuori.

LUIGI DI MAIO

Lui è fuori dal mondo, si comporta come se nulla fosse. Conte rischia di rimetterci l’osso del collo e lui, Gigi da Pomigliano, va avanti, tira dritto. La crisi di governo? Dove, quando, perché? O ci fa o ci è… Sui social e in TV continua a dire: “Con lo scostamento di bilancio finanziamo i ristori, la cassa integrazione e sosteniamo le imprese… non è il momento di parlare di crisi di governo, ma dobbiamo parlare degli italiani.” Beh, è solo ora il momento di pensare agli italiani? Ricordiamo al ministro che molti lavoratori ancora non hanno ricevuto i soldi promessi mesi fa. Quando la crisi era lontana.

DAVIDE FARAONE

Povero Faraone, dopo nemmeno 24 ore dallo strappo tra Renzi e Conte lui esce subito dalla chat di maggioranza. Un segnale forte, tangibile. “Faraone ha abbandonato la chat.” La speranza resta quella di rientrarci.

DANILO TONINELLI

Qualcosa l’ex ministro la ricorda… Su twitter scrive: “Mentre Renzi gioca a distruggere noi andiamo avanti con Conte per non permettere agli sciacalli di avventarsi sulla cassaforte degli italiani chiamata Recovery Plan.” Ma chi glielo dice a lui e a tutti i ministri che per andare “AvantiConTe” servono i voti? Sì, anche quelli di Mastella.

FACEBOOK CONTRO CONTE

Sul profilo Facebook di Conte spunta storia anti-Renzi. Palazzo Chigi risponde subito: “Pagina hackerata” peccato che il social smentisca: “Nessuna traccia di hacker.” Casalino, Casalino…

NICOLA ZINGARETTI E ETTORE ROSATO

Pre crisi sui social il botta e risposta tra il segretario del PD e il presidente di Italia Viva. Zinga scrive: “I governi non si rilanciano mandandoli a casa con una crisi che nessuno capirebbe. Sarebbe un errore politico. C'è il rischio che in Italia gli alleati di Trump tornino al potere.” E Rosato risponde: “Nicola, ma l’alleato di Trump è già a palazzo Chigi.”

LUIGI DE MAGISTRIS

Il sindaco di Napoli mentre pensa a candidarsi a Presidente della Regione Calabria attacca Matteo Renzi e si schiera. Sui social scrive: “Quando Matteo Renzi era Presidente del Consiglio, 5 anni fa, dichiarai Napoli Comune Derenzizzato quando respingemmo il suo tentativo di mettere le mani su Bagnoli per interessi tutt’altro che pubblici…” Vecchi rancori emergono, forse con la speranza che qualcuno si ricordi di lui alle prossime elezioni.

MASSIMO GALLI

Il virologo era in attesa del suo intervento a Cartabianca, su Rai3, e quando gli è stata data la parola non ha nascosto l'irritazione a causa del dilungamento di Matteo Renzi nel giorno della crisi e ha sbottato: “Sono al lavoro dalle 6 e sento luoghi comuni…” Il lavoro comprende tutte le ospitate in TV? Beh, sì… certamente è faticoso. Ci mancava Galli.

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