Rientrati gli ultimi 8 da Wuhan ma resta Niccolò da recuperare

Atterrati a Pratica di Mare, ora in quarantena al Celio Ansia per due bimbi della Cecchignola: sono negativi

Rientrati gli ultimi 8 da Wuhan ma resta Niccolò da recuperare

La «resistenza» italiana ai tempi del coronavirus. In un'altalena di notizie allarmanti mitigate dalle rassicurazioni delle istituzioni sanitarie l'opinione pubblica balla sulle montagne russe tra psicosi e fatalismo. Sono passati 40 giorni da quando le autorità sanitarie cinesi hanno reso nota la presenza di «un focolaio di sindrome febbrile, associata a polmonite di origine sconosciuta» tra gli abitanti di Wuhan e un mese da quando il 9 gennaio l'Oms ha certificato l'identificazione da parte delle autorità sanitarie cinesi di un nuovo ceppo di coronavirus fino ad allora sconosciuto.

Da allora i casi di infezione da 2019-nCoV accertati in Italia restano soltanto 3: i due coniugi cinesi, una coppia di turisti, e il giovane che era volato a Wuhan per incontrare la fidanzata. Tutti ricoverati allo Spallanzani di Roma: i primi due in condizioni critiche ma stabili in terapia intensiva. Il terzo, un ricercatore di 29 anni di origini emiliane, invece presenta un quadro clinico che la momento non desta preoccupazione.

Ieri momenti di ansia per due bambini di 4 e 8 anni che si trovano in quarantena alla Cecchignola rimpatriati da Wuhan insieme alla famiglia. I piccoli avevano qualche linea di febbre e per questo sono stati immediatamente portati allo Spallanzani per gli accertamenti. I tamponi hanno dato esito negativo al coronavirus 2019-nCoV per entrambi. Sarà necessaria però come da prassi una seconda verifica prima di riportarli alla Cecchignola dove comunque resteranno con la famiglia per concludere il periodo di quarantena.

Nell'Istituto che è il centro di riferimento per il coronavirus sono stati fino ad ora valutati 53 pazienti. Di questi, 36 sono risultati negativi al test e quindi dimessi. In 17 sono ancora ricoverati allo Spallanzani. I tre positivi mentre 12 sono ancora in attesa dei risultati di verifica sul coronavirus e altri due pur negativi al test sono ricoverati per altri motivi clinici

Ieri sono arrivati a Pratica di Mare altri 8 italiani provenienti da Wuhan. Tra loro anche due neonati. Dopo i primi controlli sono stati portati al Celio, l'ospedale militare romano. Qui dovranno passare le prossime due settimane nella speranza che nessuno tra loro risulti positivo al test.

Andrea Piccioli, direttore generale dell'Istituto superiore di sanità (Iss), che era a bordo con loro ha sottolineato le condizioni di isolamento nelle quali hanno avvicinato gli italiani proveniente dal cuore dell'epidemia: tute anticontaminazione, occhiali, mascherina, calzari e doppi guanti. Per ora nessuno tra loro manifesta sintomi preoccupanti. «Erano tutti molto stanchi -ha aggiunto Piccioli- ma felici di rientrare».

Ma c'è anche chi non riesce ancora a rientrare a causa delle rigide regole imposte dal governo cinese. É lo sfortunato Niccolò lo studente di Grado di 17 anni che si trova bloccato a Wuhan. Pur essendo risultato negativo al test sul coronavirus ha una lieve febbricola dunque non gli è stato permesso di partire.

Ma sulla questione è intervenuto il ministro degli Esteri. Luigi Di Maio che ha promesso di risolvere la questione entro oggi. Un aereo dell'aeronautica, ha promesso ieri il titolare della Farnesina «si recherà in Cina nelle prossime 24 ore per prelevare Niccolò e riportarlo dalla sua famiglia».

Dunque il volo speciale per lo studente dovrebbe partire in giornata. E per questa mattina è previsto un vertice a Palazzo Chigi convocato dal premier Giuseppe Conte per fare il punto sull'emergenza.