L'Ucraina apre una stagione di trasformazioni profonde. Non è soltanto un cambio di uomini, ma una revisione dell'intera architettura dello Stato in guerra. Fuori Yulia Svyrydenko, dentro Serhiy Koretskyi: il governo si trasforma in una struttura operativa chiamata a garantire energia, sicurezza e continuità nazionale sotto il fuoco russo. Ma il disegno va oltre il semplice rimpasto. L'obiettivo è ridefinire il modo in cui Kiev concepisce il potere, la guerra e il rapporto con i suoi alleati. Zelensky sembra osservare la mappa del Paese come un ingegnere davanti a un edificio colpito dalle bombe: individua le fratture, valuta ciò che può ancora reggere e decide quali pilastri sostituire mentre l'incendio è ancora in corso. Perché in Ucraina la politica non può più aspettare la fine della guerra. Deve combatterla, adattarsi e preparare il giorno dopo.
Il nome scelto per guidare il governo, salvo clamorosi ripensamenti, è quello di Serhiy Koretskyi, 48 anni, manager alla guida di Naftogaz e Ukrnafta. La sua nomina racconta la nuova fase dell'Ucraina: non un politico tradizionale, ma un tecnocrate abituato a gestire settori strategici sotto pressione. L'uscita di scena di Svyrydenko non è una bocciatura, bensì un nuovo incarico strategico: rappresentare Kiev a Washington, il centro delle decisioni su aiuti militari, energia e cooperazione futura. Prenderà il posto di Olga Stefanishyna, che ha chiesto nei giorni scorsi di lasciare l'incarico. La diplomazia diventa parte integrante della sicurezza nazionale. Per Zelensky, che ha incontrato ieri diversi ministri dell'ormai ex gabinetto, la guerra non ha più un fronte e una retrovia: ogni settore dello Stato è coinvolto. Energia, sicurezza interna e difesa diventano i tre pilastri della nuova architettura ucraina, costruita per resistere oggi e preparare il domani.
Il capitolo più delicato riguarda le forze armate. Le indiscrezioni su un possibile cambio al vertice dello Stato Maggiore indicano la volontà di Zelensky di accelerare la trasformazione del modello militare ucraino. Tra i possibili successori di Syrsky circolano i nomi di Hnatov, Drapatyi e Moisiuk, figure associate a una visione più moderna della guerra. La questione, però, non è soltanto cambiare un comandante, ma filosofia: ovvero, aumentare l'autonomia operativa sul campo, ridurre la burocrazia e integrare sempre più intelligence, droni e tecnologia nelle decisioni militari. Da qui anche la possibilità di silurare il ministro della Difesa Fedorov e sostituirlo con l'attuale capo del dicastero degli Interni Klymenko.
La guerra in Ucraina ha dimostrato che velivoli senza pilota, intelligence digitale e rapidità decisionale possono pesare quanto la potenza di fuoco tradizionale. I pesanti danni al settore petrolifero russo lo dimostrano, mentre il 21° pacchetto di sanzioni Ue resta in sospeso. Kiev punta su un nuovo modello operativo: più unità di droni, guerra elettronica, capacità di colpire in profondità e integrazione tra dati, intelligence e comando. Gli effetti del nuovo che avanza iniziano a emergere.
Gli Uav di Kiev hanno colpito 14 imbarcazioni nel Mar d'Azov e a Kerch, tra cui petroliere e traghetti utilizzati nella logistica militare russo. Dal 6 luglio sono state danneggiate 90 navi della flotta ombra. Nelle stesse ore, un raid con missili Flamingo ha provocato ingenti danni alla raffineria di petrolio di Syzran (Samara), a 900 chilometri dal confine.