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"Le rinnovabili sono indispensabili". Il ritorno di Grillo è un siluro a Conte

Il suo blog colpisce la governatrice sarda Todde. Nel mirino anche le Regioni rosse

"Le rinnovabili sono indispensabili". Il ritorno di Grillo è un siluro a Conte
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Beppe Grillo punta Alessandra Todde sulle rinnovabili, ma il suo obiettivo è tenere alta la tensione con il campo largo nazionale e soprattutto con Giuseppe Conte, in vista della resa dei conti giudiziaria su nome e simbolo del M5s, che potrebbe avere nuovi sviluppi in estate, con la prima udienza del procedimento, intentato dall'ex Garante, prevista per luglio.

L'attacco di Grillo arriva sul Blog, tramite un post dell'ex deputato pentastellato Marco Bella, fedelissimo del fondatore dei Cinque Stelle. "ll cosiddetto campo largo (Partito di Oz, Pd, AVS, e soprattutto Matteo Renzi, non scordiamolo) critica giustamente il governo sul nucleare ma poi blocca di fatto le rinnovabili, con il caso emblematico della Sardegna. Pannelli fotovoltaici e pale eoliche sono brutte? Diciamocelo serenamente: sì, posso capire che alcune persone non le vogliano vedere. Ma le rinnovabili sono indispensabili per la transizione energetica", è il j'accuse pubblicato in bella evidenza sul Blog del comico genovese. "Cosa fanno le regioni amministrate dal campo largo? Bloccano le rinnovabili. E secondo Il Sole 24 Ore, la regione più indietro di tutte sugli obiettivi (-461 MW) è, guarda caso, la Sardegna, seguita da Calabria (-383), Toscana (-225) e Puglia (-211). Tre su quattro amministrate dal centrosinistra", spiega ancora Bella. Che, parlando con Il Giornale, aggiunge: "Proprio per questo motivo la Sardegna rischia una procedura d'infrazione da parte dell'Unione Europea, e il conto potrebbero pagarlo i sardi". Il vero obiettivo dell'invettiva, infatti, è Todde, presidente di Regione sarda in quota Cinque Stelle, appoggiata dal campo largo, seppure non senza tensioni ed equilibrismi da parte della "governatrice", ex sottosegretaria al Mise.

"Il primo atto della nuova giunta regionale non è stato di occuparsi di lavoro e salute, ma di predisporre una moratoria di 18 mesi contro le pericolosissime rinnovabili. - è la riflessione del Blog - Successivamente, è stata varata una legge regionale (che speriamo possa essere presto abolita) che impedisce l'installazione dei grandi impianti rinnovabili sul 99% del territorio sardo". "Una cosa è regolamentare le pale eoliche, che non possono giustamente essere costruite troppo vicino alle case, e le domande di connessione, visto che la rete non può accoglierle tutte; un'altra è tutelare una quota sproporzionata come addirittura il 99% del territorio", infilza Grillo via Bella. L'ex deputato vicino allo showman, con Il Giornale, sottolinea come siano gli "errori" del M5s a "concedere degli assist a Grillo". "La prima delle Cinque Stelle del Movimento era proprio quella dell'ambiente", rimarca Bella. E Todde replica a Grillo: "Stiamo dando fastidio. Se ci attaccano è perché abbiamo intrapreso una strada di pianificazione".

La disfida sulle rinnovabili sarde, infatti, ha come sfondo il duello giudiziario tra l'ex premier e il fondatore del M5s. "Beppe diventa sempre più determinato, ogni volta che vede quello che fa il partito di Conte", racconta chi mantiene i contatti con il comico. Da qui la fiducia per quanto potrà accadere in Tribunale su nome e simbolo, che secondo l'ex Garante sono nella sua disponibilità e non nelle mani dei Cinque Stelle di Conte.

"Sarà una battaglia lunga e complessa, ma Beppe è fiducioso", è lo spiffero che arriva da ambienti vicini a Grillo.

Mentre, dall'altro lato della barricata, quello di Conte, viene sempre ostentata tranquillità per quanto riguarda la contesa a carte bollate.

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