La Roma grillina? Topi giganti e muri d'immondizia

Rita Dalla Chiesa accusa la Raggi: "La invito per un caffè, così si rende conto della situazione"

La Roma grillina? Topi giganti e muri d'immondizia

Roma Se in questo periodo i romani temono di prendere l'influenza possono stare tranquilli, quella sarebbe il minimo. Devono ormai fare attenzione ai topi, alle infezioni, magari alla carica di un cinghiale e in certe zone anche ai fumi tossici dei cassonetti incendiati, che in questo caso non illuminano le feste piuttosto le rovinano. C'è molto poco da ridere, perché la situazione dell'immondizia a Roma è diventata insostenibile, anche se democratica. Se prima infatti la periferia della città era quella più colpita da questa piaga, ora montagne di spazzatura fanno da cornice anche al centro storico e compaiono insieme alle foto che i turisti scattano ai monumenti, sovrastano le vie più belle arrivando fino quasi al raccordo, con i cittadini che sono sempre più esasperati.

Rita Dalla Chiesa che abita in una zona residenziale di Roma Nord, ha mandato gli auguri di Natale alla sindaca Raggi fotografando i cassonetti stracolmi davanti a casa sua: «Per far capire com'è la situazione, l'altro giorno stavo per uscire dal portone di casa e mi sono dovuta bloccare dentro, perché c'era un topo enorme che camminava davanti al giardinetto dove ci sono i cassonetti della spazzatura - ci ha raccontato telefonicamente - Prima di uscire ho dovuto aspettare che se ne andasse. Io mi vergogno di invitare le persone a casa, perché quando entro con la macchina le esalazioni dell'immondizia non fanno respirare. Sulla Raggi - continua - la sua colpa è quella di essere così presuntuosa, da pensare di poter essere lei a mettere a posto una città circondandosi di gente incapace che puntualmente viene sostituita. Di conseguenza, è lei incapace. Magari ci mette pure buona volontà non dico di no, ma dovrebbe fare un passo indietro, e dar modo di agire a persone in gamba. La invito a venire a prendere un caffè a casa mia così può vedere con i suoi occhi come stiamo vivendo qui a Vigna Clara. Sono così esasperata, tra questo, i mezzi pubblici che non funzionano o si rompono, la sicurezza, che se potessi mi trasferirei a Milano».

Una provocazione la sua, di certa non lontana dal pensiero comune dei cittadini romani. I mezzi pubblici nella capitale sono ormai un miraggio e quando non si aspetta per ore si deve sperare che non si rompano non prendano fuoco o come successo un paio di giorni fa si pieghino da un lato perché improvvisamente due delle quattro ruote cedono. Per non parlare poi della sicurezza, nessuna donna o ragazza dopo una certa ora può decidere di fare una passeggiata se non accompagnata, tanto è vero che quest'anno sotto l'albero molti romani hanno rinunciato a regalare profumi e cravatte sostituite da pistole al peperoncino, unico mezzo consentito per avere un minimo di sicurezza, anche di giorno.

E i gatti? I veri re di Roma? Quelli che le famose gattare accudiscono al Colosseo o a Tor Pignattara? Si potrebbero usare loro contro le colonie infestanti di topi. Peccato che sono spariti come i vigili quando non sono in azione a fare le multe, schifati da questa situazione e da questi topi taglia gigante che somigliano a cuccioli di cinghiali con la coda. «Guarda - racconta il proprietario di un ristorante del centro - Se aspetti che arrivino li monnezzari (il camion dei rifiuti) te rifai l'occhi. Appena ripartono col camion gli corrono dietro centinaia de sorci (topi) n'cazzati, (arrabbiati) sarà per questo che qui non li vede più nisuno a riccoglie la monnezza».

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