Ruotolo neo senatore con l'amico pm Il Pd premia i suoi processi al Cavaliere

Il giornalista approda al Senato anche grazie ai rapporti con le toghe rosse come De Magistris e Borrelli, ora procuratore a Salerno

Ruotolo neo senatore con l'amico pm Il Pd premia i suoi processi al Cavaliere

Il partito dei giudici esulta: Sandro Ruotolo sbarca in Parlamento. Il Pd cede alla frangia giustizialista e forcaiola e manda in Senato l'accusatore mediatico numero uno di Silvio Berlusconi. Al terzo tentativo (dopo i due flop con Rivoluzione civile di Antonio Ingroia) Ruotolo centra l'obiettivo. E si accomoda sulla poltrona di Palazzo Madama vincendo l'elezione con un numero di votanti minimo: alle urne è andato il 9,52% degli aventi diritto. Il voto bis a Napoli è stato convocato dopo la morte di Franco Ortolani, senatore eletto con il M5s. Sul nome del giornalista napoletano pare ci sia una convergenza (con la benedizione di Nicola Zingaretti) quasi unanime di tutte le toghe rosse: dall'ex pm Luigi de Magistris (oggi sindaco di Napoli) a Paolo Mancuso (presidente del Pd di Napoli). Un legame, tra ex pm rossi, giornalisti e politici, suggellato anche dalla fede azzurra (tifo per il Napoli). In rete spunta a una foto che ritrae, in piena campagna elettorale per le suppletive, sorridenti a tavola Sandro Ruotolo (neosenatore) con Giuseppe Borrelli, ex magistrato di punta della Procura di Napoli, oggi a capo dell'ufficio inquirente di Salerno.

Le date sono importanti. Il 20 gennaio scorso, il segretario provinciale del Pd di Napoli, Marco Sarracino, deposita negli uffici della Corte d'appello di Napoli la candidatura di Ruotolo. Si parte. Il 26 gennaio spunta la foto della cena tra Borrelli e Ruotolo. Va chiarito un altro punto: Borrelli si è insediato ufficialmente al vertice della Procura di Salerno solo il 10 febbraio. Il 26 gennaio, giorno della cena, risulterebbe ancora in servizio alla Procura di Napoli (nella cui giurisdizione ricade il collegio elettorale di Ruotolo). Al tavolo c'è anche Marco Di Lello, ex deputato del Pd (area socialista). Non è una cena elettorale. Sarebbe uno spuntino pre-Napoli-Juve. Tutti i partecipanti sono tifosissimi dei calciatori allenati da mister Gattuso. Un tavolo che però confermerebbe il legame forte (l'amicizia) tra il neosenatore e un magistrato in servizio.

Borrelli non è un giudice di secondo piano. È un magistrato di punta e di lungo corso: prima di approdare a Salerno, ha coordinato il pool antimafia, occupandosi di lotta alla camorra nella città di Napoli. Il nome di Borrelli è saltato fuori anche dall'inchiesta di Perugia sullo scandalo delle toghe. A chiamarlo in causa erano stati, in una conversazione, il pm romano Luca Palamara - al centro dello scandalo - e il pm della Direzione nazionale antimafia Cesare Sirignano. I due ragionavano sul futuro capo della procura di Perugia, incarico per il quale Borrelli aveva presentato domanda. Tra gli sponsor del senatore Ruotolo ci sono altri due magistrati: Luigi de Magistris e Paolo Mancuso. Il primo non ha bisogno di presentazioni: dopo l'esperienza alla Procura di Catanzaro è stato parlamentare europeo (con l'Italia dei valori di Antonio Di Pietro). Mancuso merita qualche cenno: prima di lasciare la toga, per assumere la presidenza del Pd napoletano, è stato un esponente di spicco di Magistratura democratica, la corrente di sinistra dei giudici. Da pm ha coordinato l'indagine napoletana su Silvio Berlusconi, in ordine alla vicenda delle segnalazioni di alcune attrici al direttore generale di Rai fiction, Agostino Saccà. Berlusconi sembra essere l'anello di congiunzione con il neosenatore: Ruotolo è stato il «braccio armato» di Michele Santoro (prima ad Annozero e poi a Servizio pubblico), diventando l'accusatore mediatico numero uno del Cavaliere. Fu Ruotolo a preparare, in un misto tra fiction e giornalismo, la storia di Ruby con interviste esclusive a Noemi Letiza e Patrizia D'Addario.