Matteo Salvini dopo l'aggressione: "Ora porto tutti in tribunale"

Il segretario della Lega denuncia in un'intervista alla Stampa un tentativo di linciaggio e promette azioni legali

L'auto di Matteo Salvini distrutta dagli antagonisti
L'auto di Matteo Salvini distrutta dagli antagonisti

"Il Comune sborsa 130mila euro per pagare le bollette ai rom mentre i terremotati dell'Emilia non hanno ancora una casa". Il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, spiega in un'intervista alla Stampa le ragioni che lo hanno portato ieri in un campo rom a Bologna, dove la sua auto è stata devastata da un gruppo di antagonisti.

"Volevo soltanto verificare come vengono spesi i soldi", spiega il leghista, che mette in chiaro che di certo chi lo ha contestato non era lì "per un democratico confronto" e nega quanti dicono gli antagonisti, ovvero che l'aggressione sia stata una reazione al tentativo di metterli sotto da parte dell'autista.

Il segretario mette in chiaro: "Ho il diritto di fare campagna elettorale e di esprimere le mie idee. E mai mi sognerei di cercare di impedire agli altri di fare lo stesso, come fanno questi" e promette di portare in tribunale non solo i responsabili diretti, ma anche "tutti i cretini che scrivono su Facebook per inneggiare alla violenza".

"Pensi che inizialmente volevo venire in camper - racconta Salvini ad Alberto Mattioli -. Forse adesso sarei morto". E spera in una condanna unanime, anche se "già alcuni commenti da sinistra giustificano o quasi questa ingiustificabile violenza".

Il segretario leghista assolve le forze dell'ordine ("Il problema non sono loro, sono questi poveracci che usano le mani") e a fermare la campagna elettorale non ci pensa proprio: "Noi in campagna portiamo idee, non sassate".

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