È il giorno della festa, delle emozioni e dei ricordi. Ma comincia la sera prima, quella di mercoledì, con un fuoriprogramma da brividi che nessuno aveva messo in conto. Pier Silvio ha lasciato da poco l'ufficio di Cologno Monzese ed è con la sua auto all'altezza di Vimercate. Sono le 21.30. Dalla corsia opposta una vettura accelera e sbanda, invadendo l'altra carreggiata: l'impatto con la Aston Martin è devastante, ma i sistemi di protezione e la cintura allacciata limitano i danni: la parte anteriore della macchina è sfasciata, ma Berlusconi è praticamente illeso.
Le celebrazioni nel terzo anniversario della scomparsa di Silvio, che cade oggi, non subiscono variazioni.
Gerry Scotti dà subito i numeri, ma non sono quelli della Ruota della fortuna: sono quelli di Mediaset che è presente in sei Paesi e ha ormai una dimensione internazionale consolidata.
Insomma, niente malinconia davanti alla fontana e fra gli uffici dove si macinano format, immagini e parole. "Ormai sono passati tre anni - racconta Pier Silvio Berlusconi - e ci emozioniamo. Ma oggi facciamo un passo in più: dobbiamo rendere grazie a Silvio Berlusconi e alla sua energia. Questa è la festa di Silvio Berlusconi e Mediaset". Poi c' è spazio per descrivere quel che è successo: "Ho avuto una disavventura che poteva finire in tragedia. Qualcuno ha trasformato una tragedia in un miracolo. E dopo un miracolo si è più forti di prima. Sto benissimo".
Ad ascoltarlo ci sono i dirigenti, i giornalisti, con tanti volti noti, tutte le persone che lavorano a queste latitudini.
Ed è alle "persone" che si rivolge Pier Silvio, quelle che sono lì in piedi, fra le aiuole e i parcheggi, per ringraziarle una a una. Niente retorica, solo un'immagine che è una carezza: "Da lassù sorride" e poi un "Ti amo papà", con un bacio lanciato verso il cielo.
Parte un video: è l'anteprima di uno speciale che andrà in onda questa sera in simultanea su tutte reti Mediaset, - con un'anticipazione alle 21.50 e la versione integrale alle 23 - dal titolo evocativo: "Caro presidente, ti racconto".
Toni Capuozzo dialoga fitto con lui che non c'è più, ma è sempre lì in mezzo, ai suoi e gli chiede di fare gli auguri a noi che siamo di qua, anche se alle viste ci sarebbe il suo novantesimo compleanno. Lampi di cronaca e di storia: il Milan e tutto il resto un pezzo della colonna sonora di tutto il Paese e ciascuno può prendere e portare a casa la tessera del mosaico che più è vicina alla sua sensibilità; Capuozzo torna a Villa Balbianello, sul lago di Como, e in tanti altri luoghi che sono entrati nell'immaginario degli italiani. È una tessitura sommessa ma poderosa che ricostruisce e illumina. Un velo di nostalgia ma tante idee che ancora carambolano nella nostra società.
Alla fine parte un lungo applauso che Pier Silvio ascolta in piedi. "Come avrebbe voluto lui, ora facciamo festa".
"Grazie Tony - rilancia Scotti - sai sempre come farci venire l'occhio lucido".
Capuozzo, là in mezzo da qualche parte, alza la mano e sorride a sua volta.
Coriandoli di sketch. Sul palco salgono i Pooh e Scotti sottolinea con un pizzico di ironia che la celeberrima e indistruttibile band è al suo debutto a Cologno. Sembra incredibile, dopo sessant'anni di successi e scorribande da un capo all'altro della penisola, ma è così.
"Silvio venne a trovarci - raccontano in coro i Pooh - e naturalmente ci diede dei suggerimenti su come fare questo e quello. Poi tornò e ci domandò: Avete fatto come vi ho detto?". Risate e una dedica: "Uomini soli" è per lui.
Partono i telefonini e, forse, qualche furtiva lacrima, come da celebre aria.
Nicola Porro, che ha appena intervistato
per 10 minuti Letizia Moratti, si ritrova vicino a Gianluigi Nuzzi che invece, dopo le prime note, corre indietro per Quarto grado.Lo show prosegue, ma le reti vanno avanti: è un giorno speciale, uguale a tutti gli altri.