Sciabole, Rolex e ritratti: nel caveau dei regali al governo

Premier, ministri e sottosegretari devono restituire i doni dal valore superiore a 300 euro. Che finiscono in un luogo speciale

Sciabole, Rolex e ritratti: nel caveau dei regali al governo

Ve lo immaginate Mario Monti con un costume arabo ricamato, che impugna una sciabola in argento? Quando era primo ministro li ricevette in regalo nelle visite in Kuwait e Oman. Sono solo due dei 91 doni che i membri di governo italiani hanno ricevuto negli ultimi undici anni, e che oggi sono custoditi in un caveau di via della Mercede a Roma.

Da quando il governo Prodi, nel 2007, approvò la norma che obbliga i membri dell'esecutivo a restituire gli omaggi dal valore superiore a 300 euro, ministri e sottosegretari lasciano qui gli oggetti ricevuti negli incontri con autorità di altri Paesi. Se qualcuno vuole tenersi un regalo, deve sborsare di tasca propria la differenza tra il valore stimato del bene e i 300 euro del valore massimo.

Nei giorni scorsi il quotidiano La Verità ha scritto che Tiziano Renzi, padre di Matteo, avrebbe regalato ad amici proprio alcuni oggetti donati al figlio mentre era a palazzo Chigi. Così si è riaccesa l'attenzione su questo tesoretto, formato da oggetti che provengono dalle più diverse culture. E Il Tempo ha potuto consultare l'inventario di via della Mercede grazie al report di un'interrogazione presentata da un deputato di Fratelli d'Italia, Giovanni Donzelli. La lista è aggiornata a inizio settembre 2018.

Il primo ministro più omaggiato è stato proprio Monti: 19 doni tra cui un fossile di pesce e un corno. Al secondo posto si piazza Matteo Renzi con 16, inclusi un ritratto fatto realizzare dal presidente della Repubblica del Congo e i famosi rolex sauditi contesi dalla delegazione che accompagnò il premier fiorentino. Paolo Gentiloni insegue con 12 regali, ma spicca il vaso in ceramica blu del presidente cinese Xi Jinping. Solo 4 pensieri per Enrico Letta, davvero minimal: l'omologo thailandese Shinawatra gli fece arrivare un servizio da té con due sole tazzine.

Nella lista visionata da Il Tempo è stimato il valore di soli 9 beni. Tutti inferiori a mille euro meno uno: la riproduzione del prezioso breviario Grimani regalata a Gianni Letta nel 2010, dal prezzo di ben 15mila euro. Ma non tutti gli oggetti finiscono nel caveau di via della Mercede. Alcuni vanno ad arredare gli uffici delle più alte cariche dello Stato. Così il primo ministro Giuseppe Conte vede ogni giorno nel suo studio una foca in bronzo, donata dagli inglesi a Gentiloni. Mentre Barbara Lezzi tiene in stanza un presente arrivato dal Sud, di cui è la ministra: un comodo pouf che un'azienda di Matera ha voluto farle arrivare.

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