È l'ultima immagine del campo largo che in un amen si è ristretto. All'ora di pranzo da Costanza Hosteria a pochi passi da Campo de' Fiori famoso per la cucina romana, si sono ritrovati Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. Cercasi i centristi, i moderati della coalizione. Bocche cucite, unico dettaglio rivelato: i quattro azionisti del fronte progressista hanno sgranocchiato "una gustosissima focaccia bianca". Da qui il passo successivo: il pranzo si è trasformato nel Patto della Focaccia.
Notizia diffusa sui social con tanto di selfie e commento a corredo: "Al lavoro. Per cambiare l'Italia. Segnatevi queste date: 8 e 15 luglio. Ci vediamo presto". Elly Schlein in camicia a righe celesti, gli altri in camicia bianca e cravatta ma senza giacca. Una foto che lascia il segno perché potrebbe segnare un prima e un dopo nella coalizione di centrosinistra. Sotto il post si segnalano oltre 2.500 commenti, nel più dei casi non lusinghieri. "È come un film horror" scrive Germano Castellano."Ci manca solo Landini, che incubo", provoca Vito Franzese. Un altro utente che si firma "memepanaia" è ancora più duro: "Menomale che vi vediamo insieme almeno sappiamo come evitarvi". Spunta poi Ilaria Salis, l'europarlamentare eletta con Alleanza Verdi e Sinistra che porta avanti un'idea tutta sua di Paese e chiede a gran voce che si inserisca uno dei suoi cavalli battaglia: "Diritto alla casa!"
Una foto che in un attimo diviene oggetto di dibattito nel Transatlantico perché si notano più gli assenti che i presenti. E perché di fatto certifica che il baricentro della compagine si è spostato a sinistra. I grandi assenti rimandano dunque alla voce moderati: che fine hanno fatto i centristi del campo largo? Si contano almeno cinque sigle: Italia viva di Matteo Renzi, Più Uno di Ernesto Maria Ruffini, Primavera di Vincenzo Spadafora, Progetto civico di Alessandro Onorato. Tutti dimenticati. Solo un caso? Eppure l'assenza che fa più rumore è quella dell'ex premier Renzi perché fin qui il leader di Italia viva si è mostrato uno dei registi del campo largo e grande suggeritore di Elly Schlein. È il motivo per cui Carlo Calenda, leader di Azione, ci scherza su: "Ma Renzi era sotto il tavolo?". E Renzi rimane in silenzio per tutto il pomeriggio, ma poi verso sera sbotta su X: "Perché dovremmo essere arrabbiati? Non siamo in quella foto perché non facciamo parte di questo gruppo di sinistra-sinistra".
Poco trapela sui contenuti del vertice. Di certo i presenti hanno voluto dare un segnale di vitalità all'esterno visto che da più parti si lamenta un ritardo nella costruzione della coalizione e soprattutto del programma. Nelle ore successive alla diffusione della foto parla solo il leader del M5S: "Non era il primo incontro - dichiara - anche se questa volta lo abbiamo voluto rendere pubblico". E poi ancora, Conte in versione leader della coalizione ma senza dimenticare l'ars ecumenica: "Abbiamo programmato un evento al Nord e al Sud per illustrare che non partiamo da zero, abbiamo già fatto un percorso in questa legislatura".
Moderazione che Conte mette da parte quando si tratta di risponde sull'assenza di Renzi: "Sicuramente c'è un problema di affidabilità dei compagni di viaggio. Non dobbiamo creare un'accozzaglia, un caravanserraglio, perché altrimenti si vincono le elezioni e poi ci si scioglie come neve al sole". Insomma, il campo largo è un lontano ricordo.