Quel sindaco ribelle che restituisce allo Stato mille euro in monetine

Il sindaco di un Comune del Bresciano deve restituire allo Stato mille euro, raccolti col 5 per mille e spesi per i disabili. Il motivo? Un ritardo di 20 giorni nella rendicontazione

Cinque sacchi pieni di monetine, tutte da un centesimo. Così, il sindaco del comune di Melegnano, nel Bresciano, ha deciso di restiture allo Stato i circa mille uro, raccolti 5 anni fa con il 5 per mille e destinati agli aiuti per i disabili.

Per un cavillo burocratico, infatti, il Comune non può tenere quei fondi, reclamati dallo Stato per un ritardo di 20 giorni nella consegna della rendicontazione di quel denaro. Non potendo rifiutarsi, il sindaco Paolo Erba ha deciso, però, di mettere in atto una sorta di protesta: restituire i 1.101,36 euro in monetine da un centesimo.

La vicenda è stata raccontata da un post su Facebook, pubblicato dallo stesso primo cittadino di Melegnano, che ha condiviso anche il testo di una lettera aperta, indirizzata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al ministro dell'Interno Luciana Lamorgese e al ministro per la Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone.

"Vi scrivo per portarvi a conoscenza di una situazione che oserei definire paradossale", si legge nel testo, che intende raccontare allo Stato la vicenda. Il Comune, composto da 2mila abitanti, nel 2014 era riuscito a raccogliere oltre mille euro, grazie al 5 per mille dei cittadini, destinato a Melegnano. "Una cifra che a voi può sembrare esigua- sottolinea il sindaco- Tuttavia, per il mio Comune si tratta di una somma importante, in considerazione dell' utilizzo che ne è stato fatto: abbiamo aiutato famiglie di persone disabili, così come previsto dalla norma".

Ma, nel 2018, la Direzione centrale della finanza ha estratto Melegnano "tra i Comuni che devono presentare la rendicontazione di queste spese, fissando il termine al 31 dicembre di quell'anno". Dopo aver sottolineato la possibilità, da parte dello Stato, di verificare autonomamente, dato che il bilancio è pubblico, il primo cittadino pone l'attenzione sulla scarsità del personale. A Melegnano, infatti, il dipendente del servizio ragioneria è solamente uno e ha un contratto part time: "Le cose da fare, dunque, sono molte e quel tipo di rendicontazione richiesta dal Ministero non è certo una priorità, visto che, essendo già stata registrata a bilancio, il modo di effettuare un controllo da parte dello Stato era comunque garantito".

Per questo, l'amministrazione ha ritardato di 20 giorni il rendiconto. Per questo, lo Stato ora chiede al Comune la restituzione di quegli oltre mille euro. Così, per protesta, Erba ha deciso di restituire il denaro a modo suo: "I 1.101,36 euro sono pronti per essere versati allo Stato Centrale -scrive- Tuttavia, mi sono permesso di trasformare questa cifra in monete da un centesimo, corrispondenti a sacchi pieni di monete per un peso di 168 chili".