Il sindaco di Tarvisio: "Cerco di rilanciare il turismo, il Viminale mi manda i profughi"

L'azzurro Renato Carlantoni: "L'anno scorso riuscii a convincere il governo a non aprire un Cara nell'ex caserma degli alpini. Ora che c'è un importante investimento estero il ministero di Alfano vuole di nuovo metterci gli immigrati"

Il sindaco di Tarvisio: "Cerco di rilanciare il turismo, il Viminale mi manda i profughi"

Da Tarvisio

Renato Carlantoni è un sindaco abituato a far valere le proprie ragioni. Quando c'è da battere i pugni sul tavolo non ha paura. Lo ha dimostrato l'anno scorso, quando è riuscito, grazie a una raccolta firme tra i propri concittadini, a impedire che nel suo paese, Tarvisio, venisse aperto un Centro di accoglienza per richiedenti asilo: il suo motto è "accoglienza sì, ma con buonsenso".

Sindaco, da mesi Tarvisio è al centro di un dibattito infuocato per la questione migranti. Perché ce ne sono così tanti?

"Il nostro è storicamente un Comune di passaggio, ma negli ultimi anni le cifre sono esplose. Basti pensare che nel 2007 avevamo 35 minori a carico all'anno, mentre l'anno scorso siamo passati a oltre 500; siamo passati da una spesa per il mantenimento dei minori di 150.000 euro a più di un milione l'anno scorso."

Inoltre c'è la rotta balcanica, che lambisce il Nord-Est d'Italia...

"I passaggi attraverso la rotta balcanica sono cresciuti esponenzialmente da quando Merkel ha derogato al trattato di Dublino. Dopo un mese di apertura totale e solidarietà della popolazione, è arrivata la chiusura. L'Austria si è trovata a dover fronteggiare l'apertura della Merkel e il relativo flusso di decine di migranti di passaggio. Con la chiusura decisa dai tedeschi e con le persone rispedite indietro, i migranti avrebbero dovuto tornare in Slovenia secondo gli accordi di Dublino."

L'Italia in tutto questo cosa c'entra?

"Il rimpatrio verso la Slovenia avviene in maniera molto spuria. Spesso queste persone sanno che in Italia possono stare per anni senza problemi. Non c'è nessun grande resistenza da parte delle autorità austriache a che questi vengano in Italia, ma il tema vero è che mancano gli strumenti giuridici per impedire che rimangano qui. Ad esempio, alcuni territori del Pakistan e dell'Afghanistan sono considerati zone di guerra solo dall'Italia, mentre altri Paesi europei non concedono l'asilo per i medesimi casi. Poi c'è questo lunghissimo processo tutto italiano per cui tra permessi di giustizia e richieste d'asilo moltissimi trascorrono anni in Italia nell'attesa poi di tornare in Nord Europa."

In che senso?

"Da noi chi non ha diritto all'asilo e si vede respingere la domanda ha diritto di fare ricorso. I tribunali sono già intasati: con tutte queste nuove pratiche, il Tar del Friuli ad esempio vede rimandare alcune sentenze al 2018. Per due anni queste persone sono libere di circolare. All'estero hanno nominato dei commissari straordinari proprio per fronteggiare questo problema e i tempi sono molto più brevi.

Il governo come vi supporta?

"Le racconto un episodio che le farà capire. Noi abbiamo a Tarvisio una caserma quasi nuova dove fino al 2014 era alloggiato un battaglione di alpini, che l'hanno scorso era diventata sede d'interesse nazionale per un Cara. Io ho raccolto firme per spiegare alle istituzioni che creare una grossa struttura a Tarvisio era un errore, anche per la vicinanza di due confini. Oggi, a distanza di un anno, si torna a parlare della stessa vecchia idea. Ma la cosa assurda è un'altra."

Quale?

"Su quella struttura che è adiacente ai campi da sci e adiacente agli alberghi, in pieno centro del paese, c'era già un interessamento da parte di un imprenditore che voleva farvi un resort di lusso con un investimento di cinquanta milioni: per Tarvisio, ex sede di coppa del mondo di sci, sarebbe stata una vera manna.

La caserma era sede di un battaglione e ha mille posti. Mettiamo che arrivino anche solo 500 profughi: come si può pensare di accogliere un numero così alto di persone in un Comune come Tarvisio che conta appena 4400 abitanti?"

@giovannimasini

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