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Sinistra al corteo "Antifa" tra bandiere di Hezbollah, sfregi e insulti al sindaco

Iniziativa con 42 sigle, tra cui Avs e Cgil. In corteo l'Ufficio rifugiati di Schiavone

Sinistra al corteo "Antifa" tra bandiere di Hezbollah, sfregi e insulti al sindaco
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“Noi lo sappiamo da che parte stare. Se c’è qualcuno che oggi incarna la Resistenza, qui combatterono sloveni, italiani, croati, sono i partigiani palestinesi e libanesi” tuona un barbuto agitatore del corteo “Contro vecchi e nuovi fascismi - Trieste / Trst” del 19 giugno nel capoluogo giuliano. Il riferimento ad Hamas ed Hezbollah è evidente in una manifestazione di 300 persone, nonostante l’adesione di 42 organizzazioni, compreso chi fa il “buono” accogliendo migranti, i soliti partigiani e sindacati, tutti i cespugli dell’estrema sinistra e pure Articolo 21 che unisce esponenti del mondo della comunicazione, della cultura e dello spettacolo. Il Pd, intelligentemente, non ha aderito alla manifestazione estremista.

Il video pubblicato sul sito del Piccolo, il quotidiano locale, si interrompe di colpo. Prima, però, i manifestanti abbozzano applausi e cori di giubilo quando lo stesso tribuno, si scaglia contro l’autorità portuale di Trieste: “Parlano e straparlano delle verdure che arriveranno da Israele. (…) quelle sottratte ai contadini palestinesi dai genocidi, dai nuovi nazisti che sono i coloni sionisti”. L’agitatore di lungo corso è Tito De Toni portavoce ed esponente principale di Antitesi, organizzazione marxista leninista. Capobanda in tutte le manifestazioni “democratiche” degli antifascisti con una sfilza di denunce e processi. De Toni si scaglia contro tutti con la solita visione deformata della realtà: “I sindacati devono prendere una posizione: Il porto di Trieste è in crisi economica perchè hanno bloccato gli investimenti cinesi per volontà degli Stati Uniti”. Il corteo, si è svolto pacificamente, ma ha paralizzato per ore il centro di Trieste imbrattando i muri con le solite scritte Antifa e lanciando slogan insultanti contro il sindaco del capoluogo giuliano, Roberto Dipiazza, il governatore del Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga e l’assessore regionale, Fabio Scoccimarro, esponenti del centro destra. Il 19 giugno è stato scelto un mese dopo gli scontri con estremisti di destra che avevano nostalgicamente ricordato Almerigo Grilz, giornalista triestino ucciso in Mozambico nel 1987. Prima dei reportage di guerra era stato il leader del Fronte della Gioventù a Trieste.

L’aspetto più paradossale è la lista delle adesioni al corteo “contro vecchi e nuovi fascismi”, che mescola di tutto in maniera imbarazzante. Normale lo schieramento compatto di AVS/ Sinistra Italiana, Partito Comunista Rivoluzionario Ts, Partito Comunista dei Lavoratori e Rifondazione Comunista, Partito dei CARC Trieste, Potere al Popolo FVG. Ovviamente non può mancare l’Associazione nazionale partigiani, presente come il prezzemolo, e Ronchi dei partigiani, non dei Legionari, assieme alla Global Flotilla, il coordinamento universitario Link e Salaam - Ragazzi dell'Olivo - Trieste, non proprio pacifisti. Fra i sindacati spicca la Cgil triestina dove si annida Pierpaolo Brovedani, con il dente avvelenato nei confronti di Grilz, che ha ispirato, tramite il gruppo Orme ribelli le locandine con Almerigo, i politici di destra e giornalisti, compreso chi scrive, a testa in giù.

Una chicca è l’adesione di ICS Ufficio Rifugiati ETS presieduta da Gianfranco Schiavone, che fa il paladino dei migranti illegali in arrivo dalla rotta balcanica controllando gran parte dell’accoglienza pagata dallo Stato. E per questo è finito nel mirino della Guardia di Finanza. Un’altra chicca è Articolo 21, che in nome della Costituzione difende la libertà di espressione, ma non di insulto o di inneggiare a formazioni terroristiche. Fabiana Martini, ex sindaco per il centro sinistra a Trieste, primo direttore donna della rivista della diocesi, oltre ad essere sempre in prima linea per un linguaggio morbido, politicamente corretto e privo di insulti, è la portavoce dell’associazione. “Non ero presente al corteo - dichiara Martini al Giornale - ma non ho alcuna difficoltà a ribadire la nostra distanza da Hamas e Hezbollah, la condanna dei fatti del 7 ottobre e di quanto Israele sta compiendo a Gaza, in Cisgiordania e in Libano”.

Fra le adesione spicca pure la Fondazione Luchetta, Ota, D’Angelo, Hrovtain, sui giornalisti triestini caduti sul fronte dell’informazione, a parte il reietto Grilz, che nell’ultima edizione ha premiato la discussa Francesca Albanese.

La chicca finale è quando i manifestanti hanno riconosciuto uno degli agenti preso a martellate da Askatasuna a Torino, fra le fila del reparto mobile, che garantiva l’ordine. Non sono mancati i cori di presa in giro e denigratori con riferimenti al martello, di altri “democratici”, che l’hanno mandato in ospedale.

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