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La sinistra si oppone persino ai posti letto degli studentati

Contestazioni assurde alla ministra Bernini: "E chi preferisce i panini alle mense?"

La sinistra si oppone persino ai posti letto degli studentati
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Prima del Pnrr gli studentati "non si sarebbero mai fatti". Adesso che i posti letto stanno arrivando, il problema diventa un altro: costerebbero troppo. La polemica del Pd e delle opposizioni cambia bersaglio, ma finisce per certificare un dato difficilmente contestabile: il piano per ampliare l'offerta di residenze universitarie procede e lo scontro si è spostato su un altro terreno.

È questo il senso della replica del ministro dell'Università Anna Maria Bernini, intervenuta due giorni fa al question time della Camera dopo le contestazioni nate da un'inchiesta sui canoni delle nuove residenze. Secondo il ministro, il confronto proposto è fuorviante perché paragona un normale affitto a tariffe che comprendono servizi come utenze, manutenzione, pulizia degli spazi comuni, wi-fi, riscaldamento e, in molti casi, anche la mensa. Voci che finirebbero comunque per gravare sullo studente.

Bernini ha rivendicato il modello scelto per accelerare la creazione di nuovi posti letto: recupero di immobili inutilizzati e coinvolgimento di operatori pubblici e privati selezionati con procedure pubbliche. Il piano prevede che il 30% dei posti sia destinato agli studenti privi di mezzi, mentre il restante 70% garantisce tariffe calmierate. "I gestori pubblici e privati - ha spiegato Bernini - sono stati selezionati da parte di una commissione di valutazione. Ricevono un contributo per erogare un servizio pubblico".

La ministra ha respinto anche l'accusa secondo cui gli studentati finanziati dal Pnrr sarebbero più cari del mercato, ricordando che i valori sono stati calcolati sulla base dei contratti depositati presso l'Agenzia delle Entrate e certificati Comune per Comune. "Siamo passati da i posti letto non ci sono e non farete mai gli studentati del Pnrr a gli studentati si sono fatti ma costano troppo", ha osservato Bernini.

Il clima si è surriscaldato anche sul piano politico. Roberto Giachetti ha definito il ministro una "maestrina" e, sostenendo che non tutti gli studenti sarebbero interessati ai servizi offerti dalle residenze, ha affermato che "magari vogliono mangiare panini" invece di usufruire della mensa.

A rendere il quadro ancora più paradossale c'è poi quanto accade a Firenze.

Gli studenti dello studentato pubblico Calamandrei, di proprietà dell'azienda della Regione Toscana per il diritto allo studio, denunciano mancanza d'acqua, climatizzazione fuori uso e condizioni drammatiche dell'edificio. Un'emergenza che fa comprendere il livello di difficoltà vissuta dagli studenti universitari in questo periodo storico.

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