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La sinistra difende i terroristi rossi

Da Avs a +Europa interrogazioni al governo: "No ai modelli fascistoidi"

La sinistra difende i terroristi rossi
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La partecipazione dell'Italia al vertice sul pericolo del terrorismo transnazionale di estrema sinistra ha scatenato la reazione della sinistra italiana che, invece di accogliere positivamente la notizia di un'iniziativa contro l'estremismo violento, ha perso un'altra occasione di prendere le distanze dalle frange più radicali preferendo attaccare il governo Meloni.

Così Avs ha presentato un'interrogazione parlamentare al presidente del Consiglio e al ministro degli Esteri con primo firmatario Nicola Fratoianni: "Vogliamo sapere se il governo Meloni ha accolto l'invito ed intende partecipare all'incontro o si è dichiarato non disponibile ad aderire". "E vogliamo anche sapere, nel caso abbia aderito all'invito, se intende con urgenza riferire al Parlamento le motivazioni dell'adesione e quali obiettivi intende perseguire con la partecipazione all'incontro promosso dall'Amministrazione Usa" si legge nell'interrogazione.

Avs poi sostiene che "l'obiettivo dell'incontro internazionale previsto per il prossimo 16 luglio è quello di tentare di imporre agli Stati invitati una strategia diretta a criminalizzare e reprimere, rappresentandola come minaccia globale, ogni forma di critica, di dissenso e di organizzazione diretta a contrastare le politiche e la visione dell'amministrazione Trump e delle forze sovraniste di destra".

Il co leader di Avs Angelo Bonelli accusa invece Giorgia Meloni di legittimare una "crociata" di Trump contro il dissenso sostenendo che "l'Italia avrebbe dovuto prendere le distanze da questa iniziativa".

Secondo la senatrice del Movimento 5 Stelle Alessandra Maiorino l'invio di un sottosegretario al vertice di Washington "se confermata, sarebbe una decisione inquietante" che "conferma l'affinità ideologica di Meloni e Trump. Un disperato tentativo della premier di rientrare nelle grazie del presidente americano anche a costo di sposare il modello fascistoide trumpiano".

Anche Riccardo Magi, segretario di Più Europa, chiede al governo di non partecipare sostenendo che "Se il governo italiano fosse serio e con la schiena dritta direbbe con chiarezza a Rubio che oggi non esiste un pericolo rosso transnazionale" e aggiungendo che il rischio più grave per le democrazie liberali è piuttosto "l'involuzione illiberale degli Stati Uniti di Trump". Magi poi bolla il summit come "l'ennesima iniziativa di propaganda dell'amministrazione Trump" che usa sicurezza e antiterrorismo "ai fini dello scontro politico interno".

Eppure, che i gruppi di estrema sinistra rappresentino un pericolo per le democrazie compiendo numerosi atti violenti è un dato di fatto e cercare strategie di coordinamento tra gli Stati per contrastare il terrorismo rosso non può che essere una notizia da accogliere positivamente.

Anche perché l'Italia non sarà l'unica nazione che parteciperà al summit a cui sono stati invitati sessanta paesi e disertare l'incontro avrebbe significato non porre la necessaria attenzione a un problema che ci riguarda da vicino.

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