Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 10:35
In evidenzaAggiornato alle ore 10:35
Politica

“Solo poche decine...”. Si sgonfia il caso dei fischi per l’Ilva

Per Poli Bortone sono “ingenerosi”. Ma Conte specula: “Un bagno di realtà”

Attaccata La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni

Diventano un caso politico i fischi registrati alla cerimonia di inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo di venerdì sera a Taranto alla presenza del Capo dello Stato Sergio Mattarella. Con lui nella tribuna d’onore sedevano anche la premier Giorgia Meloni, i presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana; una rappresentanza delle autorità, tra l’altro, completata dalla presenza di ben tre ministri (Abodi, Foti e Mazzi). Se il presidente della Repubblica è stato accolto con la consueta salva di applausi, all’annuncio del nome della Meloni si sono levati fischi da una parte dello stadio tarantino. Fatto che ha subito innescato una messe di reazioni. La più colorita delle quali è quella della sindaca di Lecce, Adriana Poli Bortone. Più volte ministro per Alleanza Nazionale, la Poli Bortone accusa la «curva tarantina» di «ingratitudine» verso un governo che «molto ha fatto» per l’economia della città che ospita le acciaierie ex Ilva. Immediata la replica di chi da tempo chiede un intervento più risolutivo per le acciaierie. «Quante scuse deve ancora ricevere Taranto dalla politica nazionale?» si legge nel comunicato diffuso dal comitato Giustizia per Taranto. «I Giochi non comprano il silenzio di nessuno», sottolinea Giustizia per Taranto, ricordando che «gli investimenti pubblici non sono regali personali di un presidente del Consiglio». Il Comitato risponde alla Poli Bortone con una domanda: «Da quando manifestare dissenso verso un Governo democraticamente eletto è diventato qualcosa per cui scusarsi?» Sul tema delle acciaierie interviene la stessa Meloni. «L’ex Ilva è una questione complessa - commenta la premier - che si trascina da decenni, e tutti noi siamo consapevoli di quando sia difficile individuare una soluzione. Comprendo perfettamente le ragioni di chi, qui a Taranto, esprime il proprio dissenso, e garantisco che sull’ex Ilva il governo sta facendo e continuerà a fare tutto quello che è in suo potere». Al di là del caso Ilva, i fischi di venerdì sera confermano la spaccatura del mondo politico. Da un lato ci sono i rappresentanti dei partiti di governo che sottolineano come si sia trattato di un fenomeno ben circoscritto e soprattutto ascrivibile a poche decine di persone, mentre numerosi rappresentanti dei partiti che compongono il campo largo hanno subito colto al balzo l’occasione per sottolineare le mancanze del governo. A iniziare dal leader dei Cinquestelle, Giuseppe Conte, secondo cui i partiti di maggioranza possono «provare a nascondere tutto ma non i danni di scelte e immobilismo che da troppo tempo i cittadini pagano di tasca propria». «Quando umili il Sud con l’autonomia differenziata, spaccando il Paese, commenta su X il parlamentare dem Arturo Scotto - capita che la gente si arrabbi. E protesti». Oltre l’amarezza per l’inciampo dei fischi resta «l’orgoglio per una manifestazione che ha mostrato al Mediterraneo - secondo il commissario straordinario dei Giochi, Massimo Ferrarese - una Taranto diversa, orgogliosa, capace di accogliere e di guardare al futuro».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.