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"Sono offese inaccettabili". Ma da Conte a Renzi arriva la solidarietà con lezioncina

La sinistra esprime sostegno (a metà) dopo l'affondo arrivato dalla Casa Bianca

"Sono offese inaccettabili". Ma da Conte a Renzi arriva la solidarietà con lezioncina
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La condanna dell'ennesimo affondo di Donald Trump contro Giorgia Meloni è pressoché unanime. Ma se sul merito sulla nuova provocazione del presidente statunitense il fronte politico appare compatto, è sull'approccio complessivo che emergono differenze e distinguo. C'è chi sceglie una difesa piena e senza esitazioni, leggendo nelle parole del presidente americano un'offesa rivolta all'Italia e alle sue istituzioni. E chi invece coglie l'occasione per chiamare in causa la politica estera del governo e il rapporto costruito negli ultimi anni con Trump e con il mondo Maga. Palazzo Chigi e la Farnesina decidono di non alimentare la polemica. Per Antonio Tajani le dichiarazioni "si commentano da sole, le relazioni tra Italia e Stati Uniti vanno ben oltre". Guido Crosetto invita a non compromettere il rapporto con l'alleato statunitense, ricordando che i legami tra i Paesi devono resistere al passaggio dei leader politici. Ancora più nette le prese di posizione istituzionali. Ignazio La Russa definisce quello di Trump un "incomprensibile attacco". Il presidente della Camera Lorenzo Fontana richiama il rispetto che deve caratterizzare il confronto tra Paesi alleati. Luca Zaia invita Meloni a "guardare e passare, l'America è un'altra cosa", definendo l'episodio un'offesa non solo alla premier ma all'Italia, mentre Maurizio Lupi parla di provocazioni ormai abituali.

Anche dalle opposizioni arrivano dichiarazioni di condanna, ma l'inchiostro con cui vengono vergate non è quasi mai privo di una critica politica alla premier. Matteo Renzi (foto a sinistra) rivendica che "tra Trump e Meloni" la sua scelta è "stare con l'Italia". "Ma Meloni la smetta di inseguire i Maga". Sulla stessa linea Elly Schlein, che definisce "assolutamente inaccettabili" e ricorda che davanti agli attacchi di un capo di governo straniero "siamo tutti italiani". Ma anche la segretaria del Pd accompagna la solidarietà con una critica alle scelte del governo, sostenendo che il ruolo di ponte con Washington rivendicato da Meloni sarebbe ormai venuto meno. Per Giuseppe Conte "dobbiamo respingere al mittente le dichiarazioni di Trump, ma è certo che Giorgia Meloni lo ha assecondato in tutto e adesso ne paghiamo le conseguenze".

Il leader Cinquestelle cita "gli impegni folli e insostenibili (sulle spese Nato, ndr) che ricadranno sulle spalle dei nostri figli e dei nostri nipoti". Chi invece si attesta su un registro di piena responsabilità istituzionale è Carlo Calenda (foto a destra): "Trump è un ignobile bullo da quattro soldi. Piena solidarietà alla presidente del Consiglio".

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