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SpaceX si prepara per Wall Street con l'offerta record

Oggi il mercato vota la fiducia a Elon Musk. Arriva una valutazione da 1.800 miliardi di dollari insieme alla promessa di conquistare Marte

SpaceX si prepara per Wall Street con l'offerta record
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C'è un momento preciso in cui la finanza smette di essere un esercizio di matematica, costruita solo sui numeri, e diventa un atto di fede. Oggi alle 15.30 succederà proprio questo. SpaceX sbarca a Wall Street e c'è una piccola grande certezza: non sarà una quotazione come le altre. Parliamo del più grande debutto nella storia. Solo per rendere l'idea, Elon Musk, che già nel 2002 l'aveva creata con l'obiettivo di colonizzare Marte, mercoledì è stato "costretto" a chiudere il libro degli ordini travolto da una domanda da 250 miliardi di dollari, quattro volte l'offerta, che prevede un valore di 135 dollari ad azione.

Ma quindi, quanto vale questa Ipo da libri di storia? La raccolta netta toccherà 86 miliardi, battendo così i primati di Saudi Aramco e Meta, per una capitalizzazione complessiva che sfiora i 1.800 miliardi di dollari. Significa che oggi, una singola azienda, varrà quasi il 50% in più dell'intera Borsa Italiana, posizionandosi, nel suo primo giorno a Wall Street, come il settimo gruppo più grande al mondo.

Eppure, dietro la nuvola di trilioni di promesse, i bilanci raccontano una storia diversa che ci riporta con i piedi per terra. SpaceX entra nel mercato con un indebitamento complessivo di 29,13 miliardi di dollari e una sfilza di segni meno. Nel 2025 il suo giro d'affari è stato di 18,7 miliardi, ma si è chiuso con una perdita netta di quasi 5 miliardi. E, guardando proprio al fatturato, SpaceX si colloca appena attorno al 250esima posizione a Wall Street, sullo stesso livello di piccole aziende statunitensi che, però, producono utili e in Borsa valgono circa mille volte meno.

La galassia di SpaceX non è fatta da un'unica area, ma da ben tre. La prima, quella che fa più gola e che fa volare alta la fantasia, è lo spazio puro, legata anche alla Nasa per i lanci spaziali. Poi arriva la connettività di Starlink, la divisione più profittevole del gruppo con 11,38 miliardi di ricavi. E, infine, la terza anima è quella dell'intelligenza artificiale, la casa di Grok, conosciuto anche come il chatbot più irriverente e meno politically correct sul mercato. Un business neonato che, però, brucia più di quanto genera, registrando una perdita operativa di ben 6,35 miliardi.

Ma allora, cosa stanno comprando veramente gli investitori, compresi i piccoli risparmiatori a cui è stato riservato il 30% dell'offerta, pari circa a 22,5 miliardi? Acquistano il futuro - per ora in gran parte solo immaginato - da un uomo che manterrà l'85% dei diritti di voto. Comprano solo una promessa, quella di un mercato potenziale da 30mila miliardi di dollari tra razzi e intelligenza artificiale (una cifra che potrebbe addirittura competere con il Pil statunitense) e la visione di flotte interplanetarie con un milione di coloni su Marte entro il 2050. Secondo le stime di Goldman Sachs, per giustificare questi prezzi, i ricavi dovranno moltiplicarsi per 100 entro il 2030, toccando i 322 miliardi.

Insomma, dietro l'entusiasmo e la febbre per lo spazio i rischi sono enormi. Guardando alla storia, le Ipo delle megacap dimostrano che i titoli tendono a crollare nei primi mesi: in un'analisi di Truist Wealth, su 30 maxi-quotazioni negli ultimi 15 anni, il calo medio massimo è stato del 55% in soli dodici mesi. Certo, SpaceX, insieme agli attesissimi Anthropic e OpenAi, ha dimensioni tali da poter scardinare le statistiche, ma la strada - e il mercato - è in salita.

La scorsa settimana S&P Dow Jones ha rifiutato di cambiare le proprie regole: SpaceX non potrà entrare nel listino principale prima del giugno 2027, e solo se dimostrerà di essere redditizia.

Ma molti altri indici, come il Ftse e Msci, non sono d'accordo e non vedono l'ora di accogliere la società. Anche Wall Street ha deciso di non guardare i registri contabili: oggi allora si vota per la fiducia al pioniere, l'uomo che Jamie Dimon ha nominato l'Edison dei giorni nostri, mentre i profitti possono attendere.

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