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Politica

Stanno sfilando “+Europa” a Magi a suon di regolamento

Della Vedova e Hallissey chiedono il congresso. L’assemblea approva con 52 voti

L'esplosione di +Europa: il segretario Magi si ritrova in minoranza

+Europa è di nuovo in subbuglio. Il presidente del partito Matteo Hallissey e il deputato Benedetto Della Vedova hanno vinto la loro battaglia per il congresso straordinario, ma l’area che fa riferimento al segretario Riccardo Magi, finita in minoranza, è pronta ad andare in tribunale.

Tutto ha inizio giovedì quando l’assemblea nazionale del partito ha deliberato con 52 voti favorevoli e 34 contrari la convocazione del congresso anticipato per i primi di dicembre. «+Europa non può permettersi di rimanere ostaggio di una situazione di sostanziale ingovernabilità, mentre si moltiplicano le sfide sulle quali sarebbe necessario concentrare energie e capacità di iniziativa politica», scrivono in una nota Hallissey e Della Vedova, rivendicando la loro vittoria, ottenuta «dopo troppi mesi di paralisi interna». Ieri, però, 45 membri dell’Assemblea nazionale di +Europa e della segreteria hanno annunciato di aver presentato al presidente Hallissey una diffida a non procedere alla convocazione del Congresso. «Siamo mossi dall’esigenza di affermare il rispetto delle regole che sono alla base della vita del partito e dell’esito del Congresso che si è tenuto nel febbraio 2025», scrivono i 45 ribadendo che le regole dello Statuto prevedono che si possa tenere «un congresso straordinario solo in caso di dimissioni, sfiducia con i 2/3 o morte del segretario». Il segretario Magi, dal canto suo, dichiara al Giornale: «Di fronte al contesto politico nazionale e internazionale sarebbe stato auspicabile un dibattito politico sugli obiettivi di +Europa e il ruolo che può avere anche in vista delle prossime elezioni politiche». E aggiunge: «Purtroppo, l’assemblea convocata su richiesta di un terzo circa dei membri ha ridotto tutto a uno scontro di numeri per la convocazione di un Congresso che secondo un’altra parte consistente della stessa Assemblea non rispetta lo statuto del partito. Continuo - conclude Magi - a ritenermi pienamente impegnato nell’esercizio del mandato politico ricevuto dal congresso del 2025». Della Vedova, interpellato da Il Giornale, però, replica: «Loro si basano su un’interpretazione, secondo me, iper restrittiva e letterale dello statuto. Ovviamente noi riteniamo che sia pacifico che l’Assemblea convochi il congresso e il collegio di garanzia di +Europa, l’organismo che sovrintende all’interpretazione dello statuto, ha detto che si può fare». Insomma, secondo Della Vedova, rivolgersi a un tribunale sarebbe «una mossa azzardata e non penso che un giudice voglia interrompere il progetto congressuale, però, se dovessero fare ricorso ce ne faremo una ragione. Sinceramente, mi auguro di no».

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