Leggi il settimanale

Strage a Roma: caccia al killer. Faceva politica, possibili aiuti

Potrebbe aver trovato una rete di protezione tra i militanti. Si è sbarazzato del telefonino. In settimana le autopsie

Strage a Roma: caccia al killer. Faceva politica, possibili aiuti
00:00 00:00

Terzo giorno di caccia all'uomo in tutta Italia senza esito, Shahadat Hossain, il 43enne bengalese accusato di aver ucciso una coppia di suoi connazionali, la loro figlioletta di 8 anni e di aver ferito gravemente il fratello 20enne, non si trova da nessuna parte. Nonostante le forze dell'ordine, coordinate dalla Procura di Roma, da venerdì, il giorno del massacro a colpi di mannaia avvenuto a Roma nell'appartamento del quartiere Casalotti, nella periferia nord ovest della capitale, dove viveva la famiglia sterminata, stiano passando al setaccio tutti i luoghi che frequentava l'uomo, le stazioni e gli aeroporti, ovunque possa transitare per cercare di lasciare l'Italia e raggiungere l'Inghilterra, dove il presunto killer ha vissuto e ha moglie e figli e potrebbe quindi trovare protezione, o il Bangladesh, dove vivono ancora altri parenti. Anche in Italia - è una delle ipotesi di chi indaga - Hossain potrebbe aver trovato qualcuno che lo sta aiutando a nascondersi tra i sostenitori del partito politico del suo Paese, il Bangladesh Nationalist Party, di cui era un noto attivista, ben inserito nella rete politica e associativa della comunità. Dopo il triplice delitto si è sbarazzato del telefono.

Nonostante l'uso dei droni e dei cani molecolari e la pioggia di segnalazioni arrivate sui canali social della polizia, che ha diffuso la sua foto - fino a ieri circa una settantina - del 43enne non c'è traccia. Gli interrogatori di amici e conoscenti non hanno portato a nulla. Molti hanno però confermato le voci che girano tra gli abitanti del quartiere, alcune su una presunta relazione tra la vittima e il ricercato, che continuava a frequentare con assiduità la casa della famiglia, altre sull'ossessione che l'uomo avrebbe avuto nei confronti della 38enne uccisa, che invece non averebbe gradito le sue attenzioni. Ma c'è anche chi non crede al movente passionale e pensa ad una questione di soldi. Secondo un cugino dell'uomo ucciso, intervistato da Repubblica, il ricercato gliene chiedeva di continuo al parente. Un'ipotesi ancora da accertare. Secondo una prima ricostruzione, venerdì la donna potrebbe aver respinto le avances di Hossain e questo avrebbe scatenato la sua rabbia, uccidendo prima a colpi di mannaia Hosne Jahan Momotaj e la sua bimba, Arowa, poi il marito Kamal Uddin, che lo avrebbe sorpreso mentre puliva l'appartamento. Infine al suo rientro si sarebbe scagliato sul figlio grande, Amir, sopravvissuto alla strage ma in prognosi riservata. Mentre l'aggressore fuggiva a piedi, il ventenne è riuscito comunque ad uscire di casa. In strada ha fatto il nome dell'aggressore ai soccorritori, spiegando che era un amico di famiglia, con il quale c'era stato un litigio. "Mio padre voleva allontanare Shahadat dalla comunità", ha spiegato il ragazzo.

Una versione poi confermata da tanti, da tutti coloro che erano soliti vedere il 38enne frequentare casa Uddin ben sapendo del rapporto particolare che c'era tra quell'uomo e la moglie di Kamal.

Sul movente la Procura di Roma continua ad indagare, mentre continua la caccia all'uomo in tutta Italia e all'estero. Domani l'incarico per eseguire le autopsie sul corpo delle tre vittime.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica