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Tajani contro il Nicaragua: "Protegge chi uccise Moro"

Il regime di Ortega da 40 anni dà rifugio al Br Casimirri. L'accusa del vicepremier apre una crisi diplomatica

Tajani contro il Nicaragua: "Protegge chi uccise Moro"
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I toni sono durissimi. Definisce quello di Managua un governo "estremista". E aggiunge: "Il Nicaragua protegge uno degli assassini di Moro". Le parole di Antonio Tajani (nella foto tonda), pronunciate a Madrid al summit mondiale dei Popolari, provocano uno scontro diplomatico senza precedenti fra Roma e Managua. È da più di quarant'anni che il Paese del Centroamerica ospita Alessio Casimirri (nella foto), l'ultimo dei grandi latitanti del caso Moro, presente in via Fani il 16 marzo 1978, una lunga scia di sangue e sei ergastoli da scontare. Ma Il regime di Daniel Ortega, sempre più autoritario e allergico alla democrazia, risponde per le rime: replica con una lettera di protesta recapitata all'ambasciata italiana di Managua e annuncia di fatto di voler rompere le relazioni con Roma. La tesi è sempre la stessa: Casimirri ha la cittadinanza del Nicaragua, dopo aver raggiunto quel Paese nel 1983 ed essersi sposato laggiù, quindi la costituzione di Managua impone di non estradarlo. Perciò l'ex brigatista, nato a Roma nel 1951, non deve temere blitz: non vive in un nascondiglio segreto, ma gestisce alcuni ristoranti e conduce un'esistenza normalissima. Questo naturalmente stride con quel che è accaduto in Italia. Il sequestro Moro segna la storia della Repubblica e pensare che uno degli esecutori sia libero, suscita inquietudine e frustrazione. Per questo il vicepremier colpisce proprio dal palco di Madrid, dove sono presenti molte delegazioni dell'America Latina e lancia un appello per la "pace e la democrazia" in quei paesi. Lo scontro è furibondo, Managua esplicita tutta la propria irritazione e parla di rottura dei rapporti.

La sostanza è che Casimirri é intoccabile, ma non si deve pensare a una rete internazionale di protezioni, a un network rosso in grado di garantire salvacondotti nei diversi continenti ; piuttosto bisogna guardare al Nicaragua di oggi che attraversa un'involuzione sempre più marcata e colpisce non solo le opposizioni ma anche la Chiesa cattolica, al centro di una campagna di repressione. Il Nicaragua è salito sulla macchina del tempo e sembra tornato alle ideologie e ai furori del Novecento. L'ex moglie di Casimirri, Rita Algranati, altra brigatista di peso, pure lei in via Fani il 16 marzo 1978, scappa in Algeria e viene catturata al Cairo nel 2004, dopo una lunghissima latitanza. Lui invece resta in Nicaragua.

Una cicatrice non rimarginata e anche un vuoto narrativo: sarebbe interessante conoscere la sua versione su quei mesi tragici del 1978. Si sa molto, ma non tutto è stato detto. Misteri forse no, ma qualche segreto è rimasto.

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