Tamponi, Zaia arruola pure i veterinari

"C'è bisogno di professionisti per testare più persone possibili"

Tamponi, Zaia arruola pure i veterinari

Se non fosse per il governo che tentenna, rimanda, ciurla, aspetta, alcune regioni sarebbero macchine da guerra. Quando ieri ancora alle sei di sera non si sapeva, non si capiva se il Veneto rientrasse tra le zone gialle, arancioni, rosse; il governatore Luca Zaia, qualche ora prima, durante la consueta conferenza stampa, ha fatto scendere in campo anche i veterinari. Ai tempi del covid accade anche questo. Perché c'è bisogno di fare i tamponi. Di fare presto. C'è bisogno di medici. Ogni giorno. Ogni ora. Ogni minuto. Si lavora anche di notte, per tamponare il maggior numero di persone possibile. Ma non basta. Con un Veneto che viaggia a una velocità di 16mila tamponi al giorno, eseguiti finora 2 milioni e 381mila e 170, con i positivi che aumentano di quasi 2mila e 500 (+2436) - da inizio emergenza 65.531 - con +74 ricoverati in un giorno, quasi un reparto, con 155 in terapia intensiva (+7) e con 2478 morti (+20), Zaia ha dato mandato di chiamare alle armi quei 2.450 veterinari che, qualora disponibili, potranno eseguire i tamponi. «L'uomo è un mammifero ha detto - Tutti i mammiferi hanno sette vertebre cervicali. Tutti i mammiferi sono catalogati in questa categoria perché allattano il nascituro () e a livello di mammiferi i veterinari sono degli esperti. Noi siamo un animale, un mammifero. Non c'è nulla di trascendentale pensare di fare un percorso assieme ai veterinari (). Abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti per fare tamponi. I veterinari sanno benissimo come è fatto il corpo umano perché conoscono benissimo l'anatomia. Fanno due esami di anatomia. Conoscono la fisiologia, fanno l'esame di fisiologia. Fanno l'esame di clinica, bioclinica, chimica uno, chimica due. Sono dei validissimi professionisti () assolutamente titolati a fare questi test». «C'è pressione sugli ospedali ha ricordato Zaia il sistema ci dice che fino a metà novembre avremo le montagne russe. Fate conto che è come se avessimo quasi tre grandi ospedali per ricoverati. A oggi comunque tutti i pazienti hanno un letto». Intanto sono iniziate le spedizioni dei kit a ogni medico di base per fare i test rapidi antigenici. «È la prima regione in Italia», ha ricordato Luca Zaia. Per la fascia invece, ancora alle 18 di ieri, il Veneto brancolava nel buio. Salvo poi scoprire la zona gialla dalle parole di Conte di ieri sera. «È una situazione surreale ha scritto il sindaco di Treviso, Mario Conte i nostri esercenti, negozianti, ristoratori, non sanno ancora se domani dovranno alzare o meno le serrande».

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