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La terza ondata fa annaspare l'Italia: temperature a 40°, la tregua (forse) sabato

Strage di molluschi sul delta del Po: settore in ginocchio. Crisi in Ue: Tour de France accorciato, boom di annegati in Germania

La terza ondata fa annaspare l'Italia: temperature a 40°, la tregua (forse) sabato
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Bentornato anticiclone africano. Si fa per dire. L'alta pressione torna a bussare alle nostre latitudini, recando con sé la terza ondata di caldo dell'estate, con temperature ben oltre le medie stagionali, in molti casi con punte superiori ai 40°, stavolta soprattutto al Centro-Sud e nelle Isole maggiori, contrariamente alle precedenti. Secondo le previsioni de iLMeteo.it, la fase più intensa dell'ondata è attesa tra domani e mercoledì, quando masse d'aria molto calda provenienti dal Sahara avvolgeranno gran parte della Penisola. Le temperature potranno raggiungere i 38°-39° gradi in alcune aree interne di Lazio e Toscana, mentre in Sardegna i valori massimi potrebbero superare localmente i 42°. L'alta pressione garantirà condizioni di tempo stabile e soleggiato su gran parte del Paese per buona parte di questa settimana, mentre intorno al 18 luglio un fronte instabile in discesa dal Nord Europa potrebbe determinare nelle regioni settentrionali un calo delle temperature e l'arrivo di temporali anche intensi.

Ieri il caldo ha favorito incendi in tutta Italia: uno nella pineta Marzini a San Menaio, frazione turistica di Vico del Gargano, è stato domato grazie alla tempestiva azione dei vigili del fuoco. Fiamme anche nel comune di Monrupino, sul Carso triestino, mentre è migliorata la situazione in Piemonte, nel comune di Premosello, nel Verbano-Cuso-Ossola.

Come anche nelle precedenti fasi di caldo intenso, è la Francia uno dei Paesi più colpiti: ieri gli organizzatori del Tour de France hanno deciso di ridurre di 30 km il percorso della nona tappa, spostando la partenza da Malemort a Lanteuil mentre tre reattori nucleari situati sulle rive dei fiumi sono stati spenti e altri otto sono stati depotenziati. Quanto alla Germania, ha registrato nel giugno scorso il record di morti annegati nel mese di giugno dal 2003: 99 decessi in molti casi di persone che si sono tuffate in corsi d'acqua pericolosi per cercare di sfuggire all'afa.

L'emergenza climatica naturalmente non fa male soltanto agli umani. L'acqua con picchi di temperature di 32° sta uccidendo i molluschi del Delta del Po: nella Sacca di Goro (Ferrara) è scomparso fino al 90 per cento delle vongole, mentre a Scardovari, sul versante rodigino, si registra una morìa improvvisa di mille quintali di cozze pregiate, tutelate dal marchio Dop.

L'allarme arriva da Confcooperative agroalimentare e pesca: l'aumento della temperatura dell'acqua riduce la concentrazione di ossigeno e favorisce la proliferazione di alghe. Un problema che mette in ginocchio un settore già danneggiato dall'invasione del granchio blu. Le stime degli esperti parlano di una distruzione del prodotto tra il 70 e il 100 per cento.

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