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Al-Thani, l'emiro che "inventò" il Qatar (e conquistò Harrods, Psg e Costa Smeralda)

Cambiò il Paese da hub del petrolio a centro della diplomazia mondiale. L'avventura di Al Jazeera, gli affari tra sport e lusso

Al-Thani, l'emiro che "inventò" il Qatar (e conquistò Harrods, Psg e Costa Smeralda)
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In meno di vent'anni di regno era riuscito a trasformare il piccolo stato mediorientale da Paese arretrato nel deserto a grande potenza economica internazionale con il Pil pro capite più ricco al mondo. È morto a 74 anni l'ex emiro del Qatar Hamad bin Khalifa Al-Thani, padre dell'attuale emiro Tamim.

Salito al potere nel 1995 dopo un colpo di Stato incruento contro il padre, Hamad ha accompagnato la trasformazione economica dello stato sfruttando la sua più grande ricchezza: i giacimenti di petrolio e le riserve di gas, indicate come le terze più grandi al mondo. In particolare la produzione di gas naturale liquefatto si rivelò molto proficua per il Qatar che nel 2010 raggiunse la quota di 77 milioni di tonnellate. Nello stesso anno, il reddito medio della popolazione aumentò a 86.440 dollari all'anno.

Poco dopo l'ascesa al trono, il monarca assoluto compì un passo significativo per il mondo dell'informazione: nel 1996, con una sovvenzione iniziale stabilita per decreto di 137 milioni di dollari, fondò il gruppo Al-Jazeera che in pochi anni si è affermato come uno dei principali network d'informazione della regione in lingua araba. Un'emittente che, sotto la guida fin dalla nascita di un lontano cugino dell'emiro quale presidente del consiglio d'amministrazione, è riuscita nel tempo a rendersi autosufficiente sotto il profilo economico, pur continuando a ricevere una sovvenzione statale pari a 30 milioni di dollari all'anno.

Al pari degli altri Paesi nell'area, Hamad ha sfruttato i profitti energetici per differenziare le entrate statali. Questa strategia ha portato ad investimenti e acquisizioni in diversi settori: dall'immobiliare al lusso, dalla cultura allo sport. Grazie all'istituzione del fondo sovrano Qatar Investment Authority nel 2005, l'ex emiro ha acquistato il celebre grande magazzino Harrods a Londra, la squadra del Paris Saint- Germain, il 75% dello studio cinematografico Miramax, numerosi alberghi a Cannes, quote in società quali Louis Vuitton Moët Hennessy, Credit Suisse e Barclays e alcuni tra i più importanti capolavori d'arte contemporanea (tra cui i Giocatori di carte di Cézanne per oltre 250 milioni di dollari).

Tra gli investimenti più redditizi di Hamad figura anche l'Italia. Celebre nel 2012 l'acquisizione della Smeralda Holding per 650 milioni di euro con la quale la holding qatariota entrò in possesso di oltre 2400 ettari di terreno in Costa Smeralda, comprese spiagge, hotel di lusso, porti per yacht e campi da golf. Tale era la passione dell'emiro per questa zona della Sardegna da venire spesso in visita durante l'estate.

In politica estera, Hamad ha contribuito a trasformare il Qatar in un centro nevralgico della diplomazia internazionale ospitando summit di alto livello e ponendosi come mediatore in diverse crisi recenti: si pensi all'accordo di Doha nel 2020 tra i talebani e gli Stati Uniti per il ritiro delle truppe Usa dall'Afghanistan o ai negoziati tra Israele e Hamas (il Paese ospita l'ala politica del gruppo palestinese) nel corso della guerra nella Striscia di Gaza.

Nel 2013 Hamad ha abdicato in favore di uno dei numerosi figli: nel suo discorso televisivo disse che "è giunto il momento di aprire una nuova pagina nel cammino della nostra nazionei in cui una nuova generazione si assumerà le responsabilità". Nel 2022 è riuscito ad assistere ai mondiali di calcio a cui aveva contribuito acquisendo il diritto di ospitarli nel 2010.

Alla notizia della sua scomparsa sono giunti messaggi di cordoglio da tutto il mondo. Tra questi dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dalla premier Giorgia Meloni, dal primo ministro dell'India Narendra Modi e da re Carlo III.

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