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Torna il Prodi delle tasse: "Sì al contributo di solidarietà"

Il Professore ora si pone come il padrino della Schlein: "Abbiamo conversato due ore e mezzo"

Torna il Prodi delle tasse: "Sì al contributo di solidarietà"
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Riecco Romano Prodi in versione consigliere di Schlein e Professore delle tasse. Camicia bianca, pantalone blu, il fondatore dell'Ulivo sorride, manda saluti dal palco. Succede tutto poco prima di cena, nella sua Bologna, all'evento Repubblica delle idee. Poltroncine tutte esaurite, perché qui l'ex presidente dell'Iri emoziona ancora l'elettorato di centrosinistra. Platea ulivista, si direbbe. Elly Schlein è in prima fila munita di taccuino. A proposito al mattino la segretaria del Pd si è recata nell'abitazione di Prodi. A quanto pare due ore e mezza di confronto: dalla politica estera a quella economica, discussione a tutto tondo sul programma e la coalizione. "Abbiamo avuto tempo da perdere" scherza il Professore che si compiace di essere ancora il padre nobile del centrosinistra.

Ora però bisogna diffondere la linea all'esterno, a una platea che tifa da sempre per il campo progressista e che è ansiosa di conoscere il pensiero dell'ex premier. E il Professore, incalzato dalle domande di Francesco Bei, non sembra deludere. Fra i primi quesiti vi è quello sulla tassa patrimoniale che non ha scaldato gli animi di alcuni azionisti del campo largo, a cominciare da Matteo Renzi ("Sarebbe un autogol della sinistra") e Giuseppe Conte. Da che parte sta il Professore? La segretaria del Pd è favorevole. Non a caso le truppe schleiniane non si nascondono e sostengono pubblicamente con forza che una tassa sui patrimoni dei ricchi sarebbe necessaria. Prodi guarda la segretaria del Pd e fa una premessa: "La risposta è concreta, siccome non si riesce a farla, non facciamola". Segue svolgimento che fa il paio con la posizione di "Elly": "Il contributo dalle persone che più hanno, una questione di solidarietà - è la tesi prodiana - non è un discorso demoniaco". E se non è "un discorso demoniaco" vuol dire che gli azionisti del campo largo ne dovranno parlare quando si siederanno al tavolo per confrontarsi. Per l'ex premier, il primo step da cui dovrà partire la coalizione del centrosinistra è la stesura del programma: "Se non apri una discussione sui contenuti non riuscirai mai a fare un accordo. Se si sigla un accordo sui personalismi non si va da nessuna parte".

Che ne sarà allora delle primarie? Prodi non si sbilancia su chi potrebbe correre per la leadership del centrosinistra ma si sofferma sul metodo: "Non deve essere io voto per lui o per lei e basta, ma perché fa questo o l'altro, allora diventa una primaria seria. La primaria non è né sacra né da biasimare, è uno strumento da usare in modo appropriato". Schlein annuisce e prende appunto. Resta solo da capire: chi sosterrà il Professore?

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