Tradizionalista e cattolico Fillon ora punta all'Eliseo

Malgrado la mobilitazione della «gauche» travolge Juppé. E si prepara a sfidare la Le Pen

Tradizionalista e cattolico Fillon ora punta all'Eliseo

Due addii in una settimana nella destra francese. E l'inizio di un nuovo progetto, quello di François Fillon. L'ex premier 62 enne, già vincitore a sorpresa del primo turno di primarie, trionfa al ballottaggio staccando di quasi 35 punti il rivale Alain Juppé, che si è complimentato con «per la larga vittoria». Ed annuncia:«Sostegno a Fillon e auguri per la campagna presidenziale e per la vittoria l'anno prossimo, buona fortuna alla Francia». Dopo l'uscita di scena di Nicolas Sarkozy, Juppé (fermatosi intorno al 33%) torna a fare il sindaco di Bordeaux. Non gli è riuscita «la scalata sull'Himalaya», il recupero. Neppure grazie alla pattuglia di sinistra che lo ha sostenuto portato l'affluenza di ieri a superare i 4 milioni di partecipanti; in rialzo del 4,5% rispetto al primo turno. Fillon, liberale, tradizionalista e fervente cattolico, ha confermato le attese trionfando con circa il 67% dei voti. Sarà il candidato del centrodestra alla presidenza della Repubblica. E, forse, anche il prossimo inquilino dell'Eliseo.

Si è presentato alle telecamere rivendicando «la vague che ha infranto tutti gli scenari precedenti». Nessuno avrebbe puntato sulla sua vittoria una settimana fa, invece «ha vinto la Francia della verità e quella dei fatti», ha detto. Ora potrà tentare lo «choc» promesso: «Bisogna ripartire come non abbiamo fatto da trent'anni a questa parte, specie dopo un quinquennato patetico» come quello di François Hollande, che ieri ha subito anche l'affronto del premier Valls «pronto» a sfidarlo alle primarie.

«Avrò bisogno di tutti spiega Fillon e ho un pensiero particolare per Nicolas Sarkozy». Una stretta di mano simbolica con Juppé nel quartiere organizzativo della destra. E uno scambio di battute. Contro Maastricht e meno europeista rispetto al rivale, Fillon vuole «la Francia in cima all'Europa», non viceversa. Una rivoluzione conservatrice che parta dai «valori francesi che gli elettori della destra e del centro hanno trovato nel mio progetto». «C'è un immenso bisogno di rispetto e di fierezza». «Nessuno si deve sentire escluso da una società che voglio più giusta e solidale. Cordialità e realpolitik. «Da queste primarie è nata una speranza. Non ho visto rassegnazione nella Francia che ho girato, ma una forza silenziosa che sarà straordinaria». Ora «abbiamo il dovere di convincere tutto il Paese che il nostro progetto è il migliore». Cancellare la patrimoniale e le 35 ore, da portare a 39 nel pubblico e a un massimo di 48 nel privato lasciando dipendenti e imprenditori a negoziare. Recuperare 110 miliardi in 5 anni con tagli alla spesa e con la soppressione di 500 mila posti pubblici. Aumentare l'Iva del 2% e ridurre di 50 miliardi la pressione fiscale diretta: 40 per le imprese e 10 per le famiglie. Ma dovrà anche «riunire» la famiglia della destra ex Ump: «Nessuno si deve sentire umiliato, ciò che ci unisce è più importante di ciò che ci distanzia, Juppé è un uomo di Stato e lo rimane». Percorso iniziato.

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