Troppa piazza e poco Palazzo

Quarantasei giorni dopo aver aperto la crisi al buio che lo ha fatto andare fragorosamente a sbattere contro un muro, Matteo Salvini non pare intenzionato a cambiare strategia. La linea del leader della Lega, infatti, resta ineluttabilmente quella della piazza permanente, con l'ormai consueto refrain contro «il traditore» Giuseppe Conte e «il governo delle poltrone». Un approccio sostanzialmente identico a quello che ha caratterizzato i suoi 14 mesi al Viminale, durante i quali non si è mai lasciato sfuggire l'occasione di un comizio. Eppure, per certi versi, è stato anche quel suo vivere solo la piazza e quasi niente il Palazzo che lo ha portato a immaginarsi una crisi di governo che sarebbe velocemente sfociata nelle elezioni anticipate. E invece, proprio quel Palazzo tanto denigrato, ha costretto l'uomo che aveva politicamente in mano il Paese a fare i conti con la realtà. Niente voto, ma la nascita di un governo M5s-Pd che per quanto non possa piacere al centrodestra è legittimo esattamente come lo era quello precedente, battezzato anch'esso in Parlamento e non nelle urne, visto che la Lega nel 2018 si presentò alle elezioni in coalizione con Forza Italia e Fratelli d'Italia.

Eppure la lezione non sembra essere servita a un Salvini che rimane uguale a se stesso nonostante sia tutto cambiato. Certo, resta il suo grande consenso popolare, con un Carroccio quotato sempre sopra il 30%. Ma lo scenario è ben diverso. In primo luogo perché il leader della Lega non ha più quell'aurea di invincibilità che aveva prima del 7 agosto ed è, di fatto, colui che ha reso possibile l'alleanza M5s-Pd e il Conte bis. In secondo luogo perché la prospettiva non è più il governo, ma un'opposizione che potrebbe durare anni. Un periodo piuttosto lungo, soprattutto se Salvini vorrà continuare con la piazza permanente. Domenica scorsa Pontida, il 19 ottobre la manifestazione di Roma e in mezzo comizi già programmati a Napoli, Trieste, Lecce, Aosta, Bergamo e di nuovo Roma. E poi nelle regioni che di qui ai primi mesi del 2020 andranno al voto: Umbria, Emilia Romagna, Calabria, Liguria. Una vera e propria maratona oratoria, condita da una massiccia presenza sui media (in questi giorni Salvini si sta concedendo anche a emittenti tv e giornali minori) e dal consueto martellamento delle dirette su Facebook.

Insomma, un Salvini inquieto. Che rischia una sovraesposizione mediatica che alla lunga potrebbe essere controproducente, una sorta di «maledizione del disco rotto». Non è un caso che il Silvio Berlusconi degli anni d'oro aspettasse gli ultimi 30 giorni prima del voto per la campagna elettorale a tappeto, «perché è fisiologico che dopo un po' la gente si stufi». Forse il leader della Lega potrebbe ragionare su strategie alternative, magari iniziarsi a sedere al tavolo del centrodestra e far valere la sua leadership per farsi promotore del rilancio di una coalizione che al momento non c'è più. Oppure dedicarsi alla partita della legge elettorale che a breve si aprirà in Parlamento, tema per nulla pop ma comunque decisivo per le sorti e della Lega e del centrodestra. Insomma, togliere un po' di tempo alla piazza per dedicarsi un po' anche al Palazzo. Per evitare di ripetere errori colossali come quello dello scorso 7 agosto.

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.
Commenti

Brutio63

Dom, 22/09/2019 - 23:05

Egregio, in piazza ci va chi ha consenso e seguito tale da riempire le piazze, invece altri stanno nel cerchio magico e periodicamente e perennemente viene annunciato il congresso, il rinnovo ed il rilancio e poi ci si ritrova sempre con le stesse sculettanti e con gli stessi scodinzolanti autoreferenti e che le piazze non le riempiono! Poi si va in Europa a genuflettersi a chi ha tramato per la caduta di governi liberamente in carica ed pure riso al premier legittimo dell’epoca....! Bisogna saper stare in piazza e chi viene eletto deve saper stare in aula e lavorare bene per contrastare, senza ma inciuci, la deriva dell’italia

Ritratto di mina2612

mina2612

Lun, 23/09/2019 - 00:47

Se fosse stato più intelligente non si sarebbe comportato come sappiamo! ...e in quanti sono quelli che non hanno compreso la gravità dei fatti? È la dimostrazione di quanti disinformati ci siano in Italia.