Saranno spenti in tutto il Paese ben 910 autovelox. Operazione che sicuramente farà tirare un sospiro di sollievo a molti automobilisti. È stato infatti pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture sugli autovelox, che disciplina "caratteristiche, requisiti e procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalità dei dispositivi e dei sistemi per l'accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità".
"Da una giungla di oltre 10mila autovelox, spesso nascosti e a ripetizione, a 3.150 apparecchi regolari e conformi - scrive sui social il ministro Salvini -. Basta autovelox fantasma, che erano solo una tassa occulta per milioni di lavoratori e non avevano nulla a che fare con la sicurezza stradale". Concetto che viene ribadito anche dall'Associazione vittime della strada. "Il decreto autovelox mette finalmente fine al caos dell'omologazione. Non si possono mettere autovelox solo per fare cassa - dice il presidente Domenico Musicco -. Non basta l'occhio elettronico per fare sicurezza stradale, servono più controlli sulle nostre strade e l'educazione stradale nelle scuole".
Arrivano dunque regole certe e omogenee su tutto il territorio nazionale, idonee a superare le criticità applicative emerse nel tempo e a garantire la solidità giuridica e amministrativa degli accertamenti. Il decreto, la cui firma da parte del ministro Matteo Salvini era stata annunciata un mese fa, pone fine ad un lungo periodo di confusione e di polemiche su apparecchi diversi utilizzati su strade diverse. Degli oltre 4mila dispositivi sparsi in tutta la rete stradale ne rimarranno in funzione 3.150. Nella Gazzetta ufficiale si elencano i 25 prototipi che hanno ricevuto il placet ministeriale. Quindi rimangono accesi soltanto gli apparecchi che coincidono con uno di questi prototipi. Viene inoltre specificato che gli apparecchi potranno essere utilizzati quando supereranno tutte le necessarie verifiche.
"Questo, però non vuol dire un liberi tutti per correre - ammonisce Luigi Altamura, comandante della Polizia Locale di Verona e componente Anci in Viabilità Italia -. Aspettavamo questo decreto da 34 anni e dovrebbe mettere ordine, tenendo presente che non è un invito a correre. Nel resto d'Europa le misure contro la velocità sono molto più stringenti rispetto all'Italia".
Il decreto riguarda anche i cosiddetti "tutor", presenti su 83 tratte autostradali. Secondo quanto stabilito dal decreto pubblicato in Gazzetta "non sono più autorizzati". "Ma è innegabile il beneficio che è derivato dai tutor per il controllo della velocità - sottolinea Altamura -. Autostrade per l'Italia ha già provveduto a installare i tutor nuovi, quelli 3.0". Sostituzione iniziata già a partire dal marzo del 2025.
I fornitori degli apparecchi che da oggi rimarranno spenti
potranno fare ricorso al Mit presentando la documentazione ed effettuando dei test per dimostrare la loro omologabilità, e il ministero avrà due mesi di tempo per rispondere, ma nel frattempo dovranno rimanere disattivati.