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Trump-Iran, salta il tavolo: "Guerra pronta a ripartire"

Manca l’accordo su Hormuz e nucleare, il tycoon furioso rilancia: "Poi voglio Cuba". Il giallo dell’ok del Congresso

Trump-Iran, salta il tavolo: "Guerra pronta a ripartire"
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Donald Trump boccia la nuova proposta dell'Iran, e da Teheran avvertono che una ripresa delle ostilità è "probabile". Il cessate il fuoco è in vigore dall'8 aprile, ma la situazione dei colloqui è in stallo a causa delle profonde divisioni sullo Stretto di Hormuz e sulla questione nucleare.

In seguito al rifiuto da parte del presidente dell'ultimo piano della Repubblica islamica per riavviare i negoziati di pace (il tycoon ha dichiarato di "non essere soddisfatto di quello che stanno offrendo"), un funzionario militare iraniano, Mohammad Jafar Asadi, ha spiegato che "una ripresa del conflitto è probabile, e gli eventi hanno dimostrato che gli Usa non onorano né le promesse né gli accordi". "Le forze armate sono pienamente preparate per qualsiasi azione sconsiderata da parte degli americani", ha aggiunto.

"Siamo in una guerra perché non possiamo permettere a dei pazzi di avere l'arma nucleare", ha detto da parte sua Trump, assicurando che porterà a termine il conflitto e l'accordo: "Se non avessimo agito Israele sarebbe stato fatto a pezzi, il Medioriente sarebbe stato fatto a pezzi e penso anche l'Europa".

Nel frattempo, l'inquilino della Casa Bianca è sotto pressione sul fronte interno affinché richieda l'autorizzazione del Congresso per la guerra, e venerdì ha inviato una lettera ai legislatori dichiarando le operazioni militari "terminate". Il capo del Pentagono Pete Hegseth sostiene che la tregua "mette in pausa" il conto alla rovescia dei 60 giorni previsto dal War Powers Act, permettendo a Trump di proseguire il conflitto senza un voto di Capitol Hill. La scadenza legale sarebbe stata il 1 maggio, ma il dipartimento della Difesa non ha finora chiesto l'autorizzazione dei parlamentari. La teoria dell'amministrazione ha scatenato le critiche dei democratici: "Quello che ha dichiarato non riflette la realtà per decine di migliaia di soldati nella regione. Il presidente è entrato questa guerra senza strategia e senza un'autorizzazione legale e quanto ha detto al Congresso non cambia nessuna delle due cose", ha commentato la senatrice Jeanne Shaheen. Mentre per il leader della minoranza dem al Senato, Chuck Schumer, "questo è un conflitto illegale e i repubblicani sono complici". Uno dei più stretti alleati del presidente, il senatore Gop Lindsey Graham, ritiene che The Donald dovrebbe "portare a termine il lavoro" e riprendere gli attacchi militari se Teheran dovesse continuare con le "provocazioni".

In un'intervista al Financial Times ha sottolineato che gli Stati Uniti devono "aprire lo stretto per rompere l'impasse, e questo richiederà un'azione militare".

Il comandante in capo, intanto, stringe la morsa su Cuba imponendo ulteriori sanzioni contro il governo dell'Avana: nel mirino entità e soggetti che sostengono l'apparato di sicurezza o che sono considerate complici di corruzione o gravi violazioni. L'ordine esecutivo è rivolto ai funzionari del governo, alle persone accusate di corruzione e a coloro che operano nei settori energetico, della difesa o dei servizi finanziari del Paese, anche se non viene nominato specificamente alcun individuo. Ma Trump torna pure a parlare di prendere il controllo dell'isola: "Mi piace finire prima un lavoro. Forse tornando dal Medioriente, una delle portaerei potrebbe fermarsi" a Cuba, ha detto un po' scherzando, un po' seriamente, nel corso di un evento in Florida.

Aggiungendo che gli Usa sarebbero in grado di prendere il controllo quasi immediatamente. Dall'Avana, il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez ha condannato le nuove misure restrittive, definendole "illegali e offensive".

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