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Trump stronca le bugie iraniane. "Nessuno controllerà Hormuz"

Il presidente ribadisce le sue linee rosse dopo "le invenzioni" di Teheran su una bozza d'intesa. E a Qatar e Arabia Saudita: "Aderiscano agli accordi di Abramo"

Trump stronca le bugie iraniane. "Nessuno controllerà Hormuz"
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Tattica negoziale. Nella tregua di logoramento fra Stati Uniti e Iran, Teheran gioca l'arma della propaganda, ma viene immediatamente smentita dalla Casa Bianca, con Donald Trump che ribadisce i suoi punti fermi: "Hormuz sarà aperto a tutti. Nessuno lo controllerà, sono acque internazionali"; "Teheran non può avere un'arma nucleare"; "le sanzioni resteranno, non si sta parlando di allentamento".

Le linee rosse del presidente sono state ribadite dopo che il regime degli ayatollah ha diffuso ieri tramite la tv di Stato il presunto contenuto della bozza di "memorandum di Islamabad", l'accordo che dovrebbe spianare la strada a un'intesa di lungo termine per porre fine al conflitto, congelato da una tregua entrata in vigore l'8 aprile, ma continuamente minacciata da parole e azioni militari delle due controparti. L'annuncio è parte della strategia con cui Teheran punta a dipingersi come vincitore, sia in patria che di fronte ai Paesi del Golfo.

I punti principali della presunta bozza d'intesa diffusa da Teheran prevedono il ripristino entro 30 giorni del traffico commerciale nello Stretto di Hormuz ai livelli pre-guerra (escluse le navi militari) e il controllo del passaggio affidato a Teheran in coordinamento con l'Oman. In cambio, gli Stati Uniti si impegnerebbero a revocare il controblocco navale e ritirare parte delle proprie forze militari dall'area. L'eventuale accordo definitivo dovrebbe ricevere il sostegno vincolante del Consiglio di Sicurezza Onu entro 60 giorni. Prevederebbe inoltre una dichiarazione sulla fine della guerra in Libano, un programma di ricostruzione per l'Iran da 300 miliardi di dollari e la revoca delle sanzioni alla Repubblica Islamica. Quanto al nucleare, l'Iran si impegnerebbe a non costruire armi atomiche e a creare con gli Usa un quadro accettabile su scorte di uranio e arricchimento.

Trascorsa poco più di un'ora dal resoconto dei media di regime, la Casa Bianca è scesa in campo definendo la bozza "una totale invenzione". Donald Trump ha ribadito le sue "linee rosse": "Nessuno controllerà lo Stretto, che sarà aperto a tutti, immediatamente" (e "l'Oman si comporterà come gli altri, altrimenti dovremo farli saltare in aria"). Poi "l'Iran rinuncerà all'uranio arricchito senza avere in cambio alcun allentamento delle sanzioni". Sull'eventuale trasferimento all'estero del materiale atomico, il presidente spiega che non sarebbe a suo agio se finisse alla Russia o Cina.

Il leader statunitense ha prima riferito che i negoziati "stanno procedendo bene", poi si è detto insoddisfatto, smorzando l'ottimismo. "Trattano allo stremo, se non ci daranno ciò che chiediamo li finiremo", ha tuonato sottolineando di "non essere sicuro che dovremmo fare l'intesa con Teheran se i Paesi arabi non aderiranno agli Accordi di Abramo" per la normalizzazione dei rapporti con Israele. Il tycoon vuole che Arabia saudita e Qatar aderiscano subito: "Ce lo devono", dice. Ma i Paesi arabi e musulmani nicchiano o declinano, spaventati dai cambi di posizione della Casa Bianca, intimoriti dagli attacchi iraniani e terrorizzati dalla crisi economica, oltre che sospettosi che quella di Trump sia una mossa tattica per calmare i falchi repubblicani preoccupati di un accordo con l'Iran.

Israele ha ricevuto nel frattempo dagli Stati Uniti il primo di sei aerei cisterna KC-46 per il rifornimento in volo, destinati a potenziali attacchi contro l'Iran e in Medioriente.

Le Idf aumentano così le opzioni di azioni offensive indipendenti. Un'eventualità che potrebbe minacciare l'ipotesi di una pace futura ma anche far comodo a Trump, se un giorno decidesse di non sporcarsi direttamente le mani contro l'Iran.

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