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Tv e partiti, chi tira la volata all'alleato ombra del Campo largo

Trasversale l'idea di usarlo per danneggiare il governo. Renzi fa l'"ideologo" ma non è solo

Tv e partiti, chi tira la volata all'alleato ombra del Campo largo
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C'è un partito trasversale che tifa per Roberto Vannacci. Un partito che risiede nei palazzi della politica, nei salotti e in alcune redazioni del piccolo schermo. La piattaforma programmatica di questo grande contenitore ruota attorno a un unico grande punto: consegnare la vittoria al campo largo di Elly Schlein e Giuseppe Conte e impedire conseguentemente a Giorgia Meloni di riaffermarsi. È un modo semplice e veloce per realizzare un sogno. Va da sé, i più accaniti sostenitori del generale della discordia risiedono nel centrosinistra perché da quelle parti hanno compreso che solo una spaccatura nell'area della destra può consegnare Palazzo Chigi alla compagine progressista quando si chiuderanno le urne. Conquista dei seggi che non accade dal lontano 2006 con leader Romano Prodi.

Matteo Renzi è il padre nobile di questo principio che è diventato fondante per la galassia progressista. È stato il primo a comprendere che sarebbe stato strategico cavalcare l'onda vannacciana, auspicando fin da subito che il generale potesse staccarsi da via Bellerio. Il leader di Italia viva è sempre lì con il ditino a sottolineare la distanza e le contraddizioni tra il centrodestra a trazione meloniana e il capopopolo ex leghista. Non a caso solo nelle ultime 48 ore ha parlato più del generale che dello stato dell'arte della grande casa progressista. "Vannacci sta mostrando che sulla sicurezza Meloni ha fallito". E poi ancora, ieri in un'intervista al Corriere della Sera: "Meloni teme il generale e nemmeno poco: farà di tutto per elemosinare un accordo con lui. Parliamoci chiaro: se Vannacci va da solo, Meloni perde le elezioni".

Insomma, Vannacci sembra essere l'alleato ombra di un centrosinistra che arranca nella costruzione della coalizione e nella selezione della leadership. Un'opposizione che si ritrova a tifare in aula, a Montecitorio, per il vannacciano Emanuele Pozzolo che in sette minuti di intervento ha sferzato più l'azione politica della presidente del Consiglio che il campo largo. In un amen Vannacci si è dunque trasformato da potenziale fascista propugnatore di teorie xenofobe e omofobe a Salvatore della Patria.

Un alleato ombra corteggiatissimo dalle redazioni che tifano per la gauche che, quando si presenta nel salotto Lilli Gruber, fa schizzare gli ascolti. E ancora, riesce a mettere d'accordo Renzi e Marco Travaglio con quest'ultimo che dalle colonne del Fatto Quotidiano scrive che Vannacci "è un fascio 2.0 all'acqua di rose, molto più all'italiana del fascismo vero, con la vestaglina a fiori e la camicetta di lino a righe".

Ma, come si diceva sopra, è un partito trasversale che valica dunque il centrosinistra e arriva a coinvolgere chi come Mario Giordano, giornalista e conduttore Mediaset di Fuori dal Coro, esalta la postura del generale della Folgore e attacca il direttore de il Giornale per aver paragonato Vannacci a Badoglio.

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