Unioni civili, l'altolà della Cei: "I figli non sono un diritto"

Giovedì il ddl Cirinnà a Palazzo Madama. Bagnasco: "La famiglia ha identità unica". E boccia le adozioni alle coppie gay: "I figli non sono un diritto"

Il presidente della Cei, Angelo Bagnasco
Il presidente della Cei, Angelo Bagnasco

Nessuna divisione tra i vescovi sui temi della famiglia e delle unioni civili. Il cardinale Angelo Bagnasco assicura unità e compattezza da parte dei vescovi "nel condividere le difficoltà e le prove della famiglia e nel riaffermarne la bellezza, la centralità e l'unicità". "Sogniamo un Paese - ha aggiunto il presidente della Cei - a dimensione familiare, dove il rispetto per tutti sia stile di vita, e i diritti di ciascuno vengano garantiti su piani diversi secondo giustizia". Parole che mettono definitivamente una pietra sopra al ddl Cirinnà che giovedì prossimo approderà a Palazzo Madama.

A pochi giorni dal monito di papa Francesco a non "confondere la famiglia voluta da Dio con ogni altro tipo di unione", Bagnasco torna a bombardare contro le unioni civili. Nella prolusione al Consiglio permanente ha così ribadito l'importanza a porre "l'attenzione alla famiglia" perché "le sia conferita la centralità che le spetta sia nella Chiesa, quale soggetto attivo dell'evangelizzazione, sia nella società". E invita a non "dimenticare l'identità propria della famiglia e la sua importanza per la stabilità e lo sviluppo economico del Paese" nonché "l'imprescindibile ruolo che riveste per l'educazione delle nuove generazioni". Mentre in Italia e in parlamento infiamma il dibattito sulle unioni civili e, soprattutto, sulla stepchild adoption, i vescovi si schierano apertamente contro il ddl Cirinnà sostenuto dallo stesso Matteo Renzi. Bagnasco ci tiene a ricordare che la famiglia è uno "scrigno di relazioni, di generazioni e di generi, di umanesimo e di grazia" nel quale "vi è una punta di diamante": i figli. "Il loro vero bene deve prevalere su ogni altro, poiché sono i più deboli ed esposti - incalza - non sono mai un diritto poiché non sono cose da produrre, hanno diritto ad ogni precedenza e rispetto, sicurezza e stabilità". E, citando le parole di papa Francesco, sottolinea il bisogno di un microcosmo completo nei suoi elementi essenziali: "I bambini hanno diritto di crescere con un papà e una mamma. La famiglia è un fatto antropologico, non ideologico".

"I credenti hanno il dovere e il diritto di partecipare al bene comune con serenità di cuore e spirito costruttivo". Senza citare esplicitamente il Family Day, che sabato prossimo si terrà al Circo Massimo, Bagnasco difende chi interviene pubblicamente nel dibattito sulle unioni civili. L'arcivescovo ribadisce che spetta ai laici, come già indicato dal Concilio Vaticano II, di "iscrivere la legge divina nella vita della città terrena". "Assumano la propria responsabilità alla luce della sapienza cristiana e facendo attenzione rispettosa alla dottrina del Magistero".