Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 10:44
Magistratura

Sigfrido a Lavitola: “Prestami Gomes”. La foto del 2022 tutti e tre insieme

Mr Report conosceva Tavares, aiutava Valter. E gli inoltrava anche i messaggi riservati dei dirigenti Rai

Il giornalista Sigfrido Ranucci conosceva Gomes Clesio Tavares, factotum di Valter Lavitola e ricercato per l'attentato, almeno dal 2022. E' quanto emerge dalle carte dell'indagine della Dda di piazzale Clodio. Agli atti c'� anche una foto che ritrae i tre nel 2022. Inoltre vengono citate delle intercettazioni in cui il giornalista, nell'ottobre del 2024, scrive a Lavitola spiegando di trovarsi "in difficolt� su tutto" ma che "sarebbe andato avanti". E alla domanda di Lavitola se potesse essergli utile in qualche modo, il giornalista rispondeva con una battuta: "mi dovresti prestare Gomes" suscitando l'ilarit� di Lavitola". ANSA/ATTI DELLE INDAGINI +++USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO - NON ARCHIVIARE - NON VENDERE - NON USARE PER FINI NON GIORNALISTICI - NPK+++ +++ ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA+++ NPK +++

Prima si pensava che fosse solo una coppia, quella composta da Valter Lavitola, arrestato ieri dai carabinieri del nucleo investigativo di Roma e Frascati, e Sigfrido Ranucci. In realtà si può parlare di un rapporto aperto, che prevedeva anche una terza figura, quella di Clesio Tavares, considerato un esponente del noto clan camorristico, i Russo. Il Giornale aveva anticipato che i due non fossero estranei come qualcuno aveva voluto far intendere e che Sigfrido e Valter avessero fatto il suo nome in alcune conversazioni antecedenti l’attentato. Infatti, come si può evincere da una foto scattata nel 2022, i cui protagonisti sono loro tre; Ranucci, al centro alla sua destra Lavitola, alla sua sinistra Tavares. L’unico punto che non torna sta nel fatto che Ranucci sia la vittima di quell’azione dinamitarda presumibilmente organizzata dai due che aveva al proprio fianco. Ma c’è di più: era il 17 ottobre del 2024 quando il conduttore presentava il suo libro «La Scelta» a Foggia e, la mattina di quello stesso giorno, alle 10:23, Lavitola ha provato a chiamare il conduttore che inizialmente non rispondeva. Dopo alcune ore Mr Report ricompare e fa sapere di trovarsi in difficoltà «su tutto». Alla domanda di Lavitola se potesse essergli utile in qualche modo, il giornalista gli chiedeva di prestargli Gomes. Da questa affermazione è infatti facile dedurre come Ranucci conoscesse Tavares (attualmente in Camerun), ma che fosse anche al corrente del ruolo che svolgeva al servizio del faccendiere, così come la sua «attività di guardaspalle che avrebbe voluto utilizzare contro coloro che lo stavano mettendo in difficoltà». Infatti, come si evince dalle carte, Ranucci conosce Gomes almeno dal gennaio del 2022. Quattro anni in cui ha avuto a che fare più o meno indirettamente con un esponente del clan Russo. Ma che cosa ci fa un conduttore della Rai con due pregiudicati, uno dei quali continua a essere considerato da lui un amico fraterno? E, soprattutto, perché lo mette al corrente di informazioni riservate sulla tv di Stato, inoltrandogli persino i messaggi di Paolo Corsini, direttore dell’approfondimento, e divulgando quindi informazioni interne all’azienda? Messaggi in cui Corsini entrava nel merito della scaletta della puntata di Report, delle dinamiche interne e di temi non certo divulgabili a terzi.

Ma c’è un’altra data centrale, quella del 15 settembre 2025, un mese prima dell’attentato. Tavares e Lavitola si trovavano nei pressi dell’abitazione di Ranucci e sono rimasti lì per non più di mezz’ora, nonostante il conduttore non fosse in casa. Si tratterebbe infatti del sopralluogo che i due avrebbero effettuato prima dell’azione dinamitarda. Un elemento che ha destato l’interesse degli inquirenti, ma anche di Ranucci, solo che in un senso opposto rispetto a quello dei magistrati. I due, infatti, commentando il 5 luglio 2026 l’esito della perquisizione a carico di Lavitola, cercavano in concerto di trovare un motivo terzo per cui il faccendiere potesse trovarsi lì. Anzi, era Ranucci stesso a fornire le più disparate ipotesi all’amico, mentre Lavitola scartava quelle meno attendibili. Rischiando anche di intralciare il lavoro che stava svolgendo il pm. Secondo il Gip «tutte le altre giustificazioni offerte da Ranucci sono state smentite o dallo stesso Lavitola () o trattasi di circostanza e neppure astrattamente riferibili alla trasferta» come invece viene descritta. C’era un alibi da fornire? E perché Ranucci lo aiutava?

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.