La simpatia della sinistra nei confronti del terrorismo rosso è un vizio antico. Ma sempre ben radicato. Come se il terrore si giudicasse in base a una palette soggettiva di colori e uno fosse meno criminale di un altro: il nero, giustamente, sempre da condannare; il rosso invece è sempre un po' più buono, più democratico, tutto sommato più giustificato e giustificabile. D'altronde negli anni Settanta chi ammazzava democristiani e missini, crivellava di colpi gli agenti, gambizzava manager e giornalisti, veniva svogliatamente derubricato come un "compagno che sbaglia". Niente di più. Quindi, che la sinistra attuale rimproveri al governo Meloni la partecipazione al vertice contro il terrorismo rosso convocato dagli Usa, non stupisce. È perfettamente coerente con l'album di famiglia - per dirla con la celebre frase di Rossana Rossanda sui brigatisti - del progressismo nostrano. Anche oltreoceano, sono sempre e solo compagni che sbagliano. Come se l'estremismo di sinistra - chiamiamolo col suo nome - non avesse ucciso lo scorso settembre l'attivista 31enne Charlie Kirk. Come se Donald Trump non fosse scampato ad almeno due attentati della stessa matrice. Come se tutto quello che accade dall'altra parte dell'Oceano, nel bene o nel male, non si manifesti prima o poi anche alle nostre latitudini. E, quella dell'amministrazione statunitense, non è una paranoia o, ancora peggio, un tentativo di zittire le opposizioni più estreme, come insinuano le frange più radical. Ma è un bagno di realtà, fuori dai lidi del conformismo e dalle narrazioni edulcorate dal politicamente corretto. I numeri: in America nei primi mesi del 2025, per la prima volta dal 2016, gli attacchi terroristici di estrema sinistra sono aumentati e hanno superato quelli dell'estrema destra.
C'è chi si volta dall'altra parte e c'è anche, non facciamo fatica a immaginarlo, chi pensa che alla fine è tutta colpa di Trump. L'Italia sta con l'Occidente, contro qualsiasi forma di terrorismo, qualunque colore abbia. I nipotini dei compagni degli anni di piombo, invece, continuano a sbagliare.