Il campo largo riparte dal reddito di cittadinanza e dai "cacicchi". L'8 luglio prossimo, i leader dell'alleanza di sinistra (tranne Matteo Renzi) si ritroveranno a Napoli per dare ufficialmente il via alla lunga campagna elettorale per le Politiche.
È il primo evento anti-Meloni che vedrà sul palco i quattro capi dei partiti di sinistra. Appuntamento in piazza del Gesù, quartier generale dei centri sociali, alle 19 e 30 per Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. "Al lavoro per l'Italia", è il titolo dell'evento.
Al netto di locandine e inviti, la scelta di Napoli è simbolica. Diventa un messaggio politico. E soprattutto indica la strada alla futura coalizione di sinistra: il reddito di cittadinanza è pronto a rientrare dal portone principale di Palazzo Chigi in caso di vittoria del campo largo.
Non la pensa così Marco Sarracino, deputato del Pd e plenipotenziario della segretaria in Campania: "Napoli è stata la prima città in cui le forze progressiste si sono unite. È qui che è nato un modello che oggi riteniamo il punto di partenza della nostra coalizione per battere la destra. Un modello che si basa su battaglie politiche nette: far crescere i salari, potenziare la sanità pubblica, difendere il sud dall'autonomia differenziata" commenta al Giornale. A quanto risulta al Giornale, - l'individuazione di Napoli sarebbe stata imposta dal M5s che proprio nella città partenopea fa il botto di voti grazie al reddito di cittadinanza.
Napoli diventa anche crocevia fondamentale per Giuseppe Conte in un'eventuale sfida per le primarie. I sondaggi riservati in mano allo staff dell'ex premier indicano il testa a testa con Schlein. E dunque la partita è apertissima. Il reddito può diventare un alleato perfetto. In attesa, soprattutto, di conoscere un potenziale candidato dell'area centrista. In Campania, il M5s esprime il presidente della Regione con Roberto Fico. E proprio il governatore grillino sta mettendo in campo un piano per introdurre un reddito di cittadinanza regionale: la misura è stata ribattezzata reddito di dignità e prevede un sussidio di 500 euro al mese ai disoccupati. Una misura dal chiaro sapore elettorale che, se approvata prima del voto per il Parlamento, darà al M5s una spinta di consensi.
Oltre le vicende locali della giunta Fico, il "modello Napoli" come schema di coalizione nazionale certifica uno slittamento verso le politiche assistenzialiste grilline. Il M5s premerà per mettere la re-introduzione del reddito al primo posto del programma elettorale. A Napoli non si parlerà di investimenti e sviluppo ma di sussidi e patrimoniale. Se da un lato il M5s spinge per il ritorno del reddito, dall'altra parte, Fratoianni e Bonelli metteranno sul piatto il pezzo forte del pranzo napoletano: la patrimoniale. La ricchezza come nemico da abbattere.
L'identikit del campo largo prende forma. Diventa nitido a colpi di tasse e sussidi. Una linea che mette in affanno l'ala centrista della coalizione. Non è un caso che all'evento di Napoli non sia stato invitato nessun rappresentante dalla gamba centrista.
Il primo cittadino di Napoli Gaetano Manfredi (vicino al progetto civico di Onorato) è in forse. Il reddito è una misura che i vari Renzi, Onorato e Salis (Silvia) faticano a digerire. Ma in Campania c'è anche un altro fantasma che accompagna l'evento dell'8 luglio: il ritorno dei cacicchi. Elly Schlein aveva promesso di azzerarli. Spazzarli via. L'8 luglio saranno tutti belli in prima fila. E non c'è solo De Luca (padre) che spara contro il Pd e batte i piedi per avere i suoi posti alle prossime politiche.
Ai piedi del palco ritroveremo i mister preferenze come Mario
Casillo, vicepresidente della Regione, e Lello Topo, europarlamentare dem. Gente capace di spostare 100mila preferenza nella terra campana. Voti che fanno comodo a Schlein per la sfida contro Meloni nella terza regione d'Italia.