- Elly Schlein, dopo aver chiesto il taglio delle accise al governo, si lamenta del taglio delle accise. E va bene. Però la cosa che mi fa più impazzire è che, nel protestare, sostiene con sdegno che questo decreto carburanti “è finanziato da tagli”. E mi scusi, segretaria Pd: come voleva finanziare un taglio delle tasse, se non con un taglio della spesa? Facciamo maggior debito per ridurre il prezzo della benza così tra qualche anno dovremo ri-aumentare le accise per pagare gli interessi? Eddai.
- Adesso ho capito: questi del Pd vorrebbero tassare “gli extraprofitti”. Ma, signori miei, gli “extraprofitti” non esistono. Sono profitti, punto. Non è che, se gli investimenti della Schlein, per dire, vanno meglio del previsto, poi quello che ha guadagnato in più le viene tassato di più. Sempre il 26% paga, capito? Deve allora valere anche per le aziende energetiche. Altrimenti addio libero mercato.
- Pare che un pezzo del Movimento Cinque Stelle sia dilaniato sul referendum e voglia votare Sì. Lo stesso dicasi per il Pd. A destra, invece, la convinzione appare granitica. Qui lo dico e qui lo nego: io non sono così negativo in vista del voto. Ma vedremo se mi sbaglio.
- Sapete bene che in questa rubrica ce ne freghiamo dei posizionamenti politici, delle elezioni e delle volontà di partito. Però — dico però — stavolta, con il referendum, non bisogna fare errori. Bisogna andare a votare e votare Sì. Perché altrimenti quella benedetta Costituzione, considerata a torto “la più bella del mondo” (ma de che?), finiremo col dovercela tenere immutata vita natural durante. Mentre il mondo cambia.
- Che poi, tutti a citare sempre quel “L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”. Ma che vorrà dire?
- Preferisco chi oggi denigra Umberto Bossi nella morte, così come nella vita, tipo Potere al Popolo, a quei finti intellò che ne decantano il lascito con fare radical chic. Sapete perché lo fanno? Perché fu lui a far cadere Berlusconi nel 1994, cosa di cui sempre lo ringrazieranno. E perché negli ultimi tempi aveva preso a criticare Salvini, che oggi detestano molto più di quanto a suo tempo non detestassero il Senatùr.
- C’è questa frase di Erdogan che non dovrebbe passare inosservata. Oggi in moschea ha detto: “Possa Egli, ‘il dominatore’ (Al-Kahrar), schiacciare e distruggere Israele. Che Dio ci protegga e ci preservi al più presto dalla calamità dei sionisti”. Non mi sorprende, sia chiaro. Però vorrei far notare che questo signore è nostro alleato nella Nato. Così, giusto per dire. Tutto bene?
- Ma perché, nel video condiviso da Emmanuel Macron per dimostrare la potenza atomica francese, spunta anche una city car elettrica? Per ricordarci che mentre Trump, l’Iran, Netanyahu e tanti altri sparacchiano bombe inquinanti in giro per il mondo noi ci stiamo inutilmente costringendo a ridurre le emissioni per tutelare un ambiente che altri tanto devastano?
- Il Corriere della Sera mostra la cartina d’Europa in cui si vede chiaramente come solo in Italia e in Grecia le carriere di pm e giudici siano unite. Se lo ricorda solo a un giorno dal referendum. Meglio tardi che mai.
- Il paradosso è che negli altri Paesi le procure sono pure sottoposte, chi per nomina chi per indirizzo, al ministero della Giustizia. Cioè alla politica. Spauracchio che il No paventa come prossimo passo del governo Meloni e che però già esiste nei Paesi che loro prendono ad esempio, tipo la Spagna. Voglio i pm nominati dalla politica? No. Questo determinerebbe l’invasione delle cavallette? No, come dimostra mezzo mondo. Però vabbè, vaglielo a spiegare a questi.
- Leggo che a Torino ci sono 70mila case sfitte e solo 5mila b&b. Ma scusate: non era tutta colpa di Airbnb se nelle città non si trovano più affitti, eccetera eccetera eccetera? La verità è che, se non sei sicuro di poter rientrare in possesso del tuo immobile in caso di mancato pagamento di chi lo abita, o okkupazione abusiva, a volte scegli di lasciarlo vuoto anziché metterlo a reddito.
- Tutti a lamentarsi che il decreto sui carburanti non avrebbe prodotto i risultati sperati, ovvero il taglio di 25 centesimi del prezzo della benzina. Ehm, signori: lo sapete che vige il libero mercato? Lo sapete che la benzina non costa ovunque uguale, che dipende da condizioni di trasporto, concorrenza, prezzo e giorno di acquisto, eccetera eccetera eccetera? Vorrei farvi notare che l’unico modo per “imporre” d’imperio un calo di 25 centesimi sarebbe definire il prezzo per decreto. Ma in quel caso saremmo in un’economia centralista e comunista, non nel libero mercato. Forse però è proprio quello che, dalle parti di Repubblica e La Stampa, hanno in mente…
- La storia del calciatore romeno ceduto per un pacco di salsicce è stupenda. Stupenda.
- Sono stranamente d’accordo, in parte, con Stefano Cappellini, il quale storce il naso di fronte alla riforma della giustizia portata avanti da chi, Fratelli d’Italia in testa, ha sempre avuto un approccio altalenante al garantismo. Vedi Bibbiano o altri casi. Ho sempre criticato quella destra incapace di sventolare il principio di innocenza presunta anche quando vedere l’avversario politico boccheggiare sotto le grinfie dei giudici faceva comodo per questa o quella elezione. In fondo il vero cancro di questo Paese è l’incoerenza manettaro-giudiziaria. Tuttavia, non mi pare questo un buon motivo per cestinare una riforma che all’Italia serve e che non presenta alcun profilo di deriva autoritaria. Questa magistratura non funziona. Questa magistratura ha esondato ed esonda nei suoi poteri. Questa magistratura gode di uno strapotere che va limitato. Quindi può starvi sulle palle la Meloni. Può apparirvi incoerente. Può aver sbagliato a cavalcare la Famiglia nel Bosco o Garlasco per sponsorizzare il referendum. Ma il merito resta il merito. E se Cappellini ragiona sui contenuti, sono sicuro che, alla fine, nel segreto dell’urna, potrebbe pure votare Sì.
- Infatti, dal suo pezzo si capisce che, se non ci fosse Meloni al governo, voterebbe a favore. Però finirà col sostenere il No perché “sai che bel Paese garantista e liberale e rispettoso delle istituzioni e della separazione dei poteri se vincerà il Sì, lanciando Meloni verso la riconferma al governo e La Russa, o chi per lui, al Quirinale”. Tradotto: bisogna fermare la destra, anche a costo di tenerci questa pessima giustizia. Bel ragionamento del piffero.
- Sul caso rider, invece di ascoltare le sparate di Schlein e Landini, state a sentire l’Ugl, che con le multinazionali ha firmato un contratto per regolare il settore senza ucciderlo: “Il mondo del food delivery, per la modalità con la quale è strutturato, non ha futuro se si pensa che possa prevedere l’assunzione di 40.000 rider con contratto subordinato — ha dichiarato Gianluca Mancini, segretario nazionale Ugl Rider —. Per questa ragione difendiamo l’autonomia (cioè rider a partita Iva, non assunti, ndr), sebbene chiedendo alle piattaforme più diritti, più tutele e compensi più alti per i lavoratori del settore”. Questa è una posizione intelligente. Le alternative, infatti, sono due: se le aziende dovessero assumere tutti i rider con CCNL, chiuderebbero domani. Oppure dovrebbero alzare i costi di spedizione a 5-6 euro, e tanti saluti al sushino del radical chic meneghino che si straccia le vesti per il povero ciclista che gli porta la cena.
- Il decesso di Chuck Norris è incredibile. Non credevo che Walker, Texas Ranger potesse morire.
Se ne va un pezzo di storia della tv.- Pare che i due morti nell’esplosione della palazzina a Roma siano due anarchici vicini a Cospito. E che forse stessero organizzando un attentato. No però, mica sono un problema gli anarchici, certo. Tranquilli.